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Il problema dell’Italia sono gli elettori di sinistra, non i politici di sinistra (Grillo incluso) 22 aprile 2013

Posted by antibeppegrillo in antipolitica, Beppe Grillo, economia, Giustizia, Italiani, liberalismo, Politici.
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Il problema dell’Italia non sono i politici di sinistra, ma gli elettori di sinistra.

Il problema si chiama “Realtà”. E’ una “Realtà” nuova, complessa, dura ed incomprensibile a chi usa categorie mentali di mezzo secolo fa.

L’idea ottocentesca del Capitale da combattere diventa inattuabile, quando Capitale si è già accordato con soddisfazione con il lavoratore polacco o indonesiano.  Non si pretende che l’elettore di sinistra accetti il fatto che questa soddisfazione sia reciproca. Può continuare a ritenere che il lavoratore del paese in via di sviluppo sia sfruttato orribilmente dal Capitale.

Però l’elettore di sinistra deve almeno capire che non si combatte un nemico in fuga. Così non si fa altro che aumentare le perdite da ambo i lati ed accelerare la fuga.

La globalizzazione mette in concorrenza sullo stesso mercato il lavoratore cinese, quello vietnamita, quello tedesco e quello italiano. A parità di produttività, ciò che l’italiano considera un diritto acquisito, in realtà è un privilegio che qualcuno deve pagare. I soldi stanno finendo ed il privilegio sta diventando insostenibile, soprattutto per chi ha una produttività bassa, come il dipendente pubblico medio.

Cercare la soluzione alla bassa produttività aggredendo il Capitale con maggiore violenza, porta solo ad una più rapida fuga del Capitale veloce (capitale finanziario, grandi aziende ed eccellenze professionali) e la morte del capitale lento a scappare (Piccole Imprese ed immobili). Infatti le piccole imprese sono moribonde ed i mercato immobiliare è in via di demolizione.

In questa situazione desolante, l’elettore di Sinistra plaude agli attacchi della magistratura di sinistra che distrugge Capitale lento a scappare, come grandi aziende tipo ILVA, Finmeccanica, Eni, Fiat.

L’elettore di Sinistra immagina poi di colpire pesantemente il capitale immobile (le case degli altri), senza pensare che, se crollano gli immobili, crollano pure le banche che hanno questi immobili in garanzia.

Oggi la politica autodistruttiva è inattuabile. Il povero politico di sinistra può continuare a raccontare un mondo di un secolo fa’, ma non può fare quello che promette all’elettore di sinistra, altrimenti la fuga ancor più veloce dei capitali farebbe fallire istantaneamente questo Paese che vuole vivere con i soldi degli altri, semplicemente smettendo di sottoscrivere i BTP.

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