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Spread italiano e spread spagnolo viaggiavano insieme, poi Monti… 23 dicembre 2011

Posted by antibeppegrillo in economia, Italiani, liberalismo, Monti, Politici.
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Lo spread italiano e quello spagnolo viaggiavano insieme, poi:

  • Monti, nuovo Presidente del Consiglio italiano, ha deciso di alzare le tasse
  • Rajoy, nuovo Primo Ministro spagnolo ha deciso di ridurre la spesa pubblica in Spagna

Ecco il grafico sugli spread:

Spread Italiano in arancione, Spread Spagnolo in verde

In questo grafico si vede come lo Spread italiano e quello spagnolo si sono mossi all’unisono per circa due mesi, finché l’Italia di Monti ha deciso di tassare, mentre la Spagna di Rajoy ha deciso di ridurre la spesa pubblica.

Fonti:

http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=.SPN:IND

http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=.IT10:IND

Per vedere gli spread confrontati a 3 mesi, come nel grafico di questo post, cliccare sul secondo link e mettere .SPN:IND nello spazio add a comparison, poi scegliere 3 mesi come periodo.

Per vedere che la manovra italiana è al 90% fatta di tasse: sito Repubblica

Per vedere che il Primo Ministro spagnolo ha promesso di tagliare la spesa pubblica e ridurre le tasse dal sito BBC: “deep public spending cuts while offering tax breaks”

Commenti»

1. FloatingLeaf - 2 gennaio 2012

La manovra Monti è fatta al 75% di tasse, come può ben vedere da qui http://www.linkiesta.it/come-funziona-manovra-monti . A parte queste notazioni, cosa avrebbe potuto fare Monti in 17 giorni? Fare quello che la politica non ha fatto in 50 anni? Diamogli un po’ di tempo e fiducia. La manovra è stata necessaria per salvare l’Italia. Penso che Monti sappia benissimo che la spesa pubblica sia troppo alta e da troppo tempo fuori controllo. Tuttavia credo che ci voglia del tempo per poter operare dei tagli mirati, a meno che non si pensi che i tagli lineari operati dal ragionier Tremonti fossero una cosa positiva. Andavano veramente a colpire gli sprechi? Credo proprio di no. Per tagliare incisivamente gli sprechi e le inefficienze dobbiamo colpire le spese improduttive, e per fare questo occorre conoscere tutti i rivoli dove si disperdono i soldi. Altrimenti si corre il rischio di tagliare a casaccio e di sottrarre fondi ai servizi ai cittadini (che si traducono in maggiori spese, regressive oltretutto). La spending review è nell’agenda del governo Monti e credo proprio, come ha espresso più volte nei suoi editoriali prima di formare il governo, che tenterà in ogni modo di limitare e diminuire la spesa pubblica e di liberalizzare l’economia italiana. In fondo è l’unica e ultima speranza che ci è rimasta.

Sul caso spagnolo riprendo l’articolo di phastidio.net: http://phastidio.net/2012/01/02/il-modello-spagnolo-ed-il-provincialismo-italiano

“l’esecutivo spagnolo annuncia nuove misure, dopo quelle del 30 dicembre, caratterizzate da un innalzamento ed un marcato irripidimento della curva Irpef, prima clamorosa violazione delle promesse elettorali di Mariano Rajoy.

E’ utile mostrare agli italiani questo dato, perché da noi ha preso corpo l’idea che la manovra spagnola sia fatta esclusivamente di tagli di spesa, mentre le cose stanno in modo lievemente differente, sia in valore assoluto che riguardo i soggetti colpiti dall’imposizione. Ad esempio, oltre due terzi dell’inasprimento fiscale (che rappresenta circa il 40 per cento del pacchetto di misure di emergenza) peseranno sui lavoratori dipendenti spagnoli. Ci sono aumenti Irpef anche per gli scaglioni d’imposta più bassi, ed una contestuale sforbiciata alle agevolazioni fiscali. La misura è presentata come transitoria e di durata biennale, ma qualcuno può realisticamente fidarsi di ciò che è provvisorio?

C’è anche una sovraimposta (progressiva) sui redditi da capitale, sui quali il prelievo potrà toccare il 27 per cento, per i proventi (interessi, dividendi, plusvalenze) eccedenti i 24.000 euro anni, contro il 21 per cento attuale. Questo è un sistema interessante, che porta progressività anche sulla tassazione dei redditi da capitale, restando tuttavia entro la cornice della cedolare secca e non della tassazione progressiva Irpef. Pensiamoci anche noi italiani, in caso.

Alla luce di questi dati, il miracoloso rally del debito spagnolo assai difficilmente può essere ascritto alle virtù taumaturgiche di Rajoy e del cambio di governo bensì, più realisticamente, ai magheggi del sistema bancario spagnolo, e delle sue due superbanche, BBVA e Santander. Come del resto maliziosamente suggerito giorni addietro anche da Mario Monti. “

2. antibeppegrillo - 2 gennaio 2012

Grazie Floatingleaf,

la tua analisi è argomentata in maniera eccellente. Rispetto alla mia, ha anche il pregio di essere più ottimista. Il tuo ottimismo, di questi tempi, è più onorevole del mio pessimismo piuttosto sterile.

Sono d’accordo con te sul fatto che si debba dare fiducia a Monti. Anche perché non vedo alternative credibili. Direi di più: Il fatto di avere Mario Monti come Presidente del Consiglio va oltre le migliori aspettative immaginabili fino a due mesi fa, vista la stragrande maggioranza di buffoni statalisti presenti nelle posizioni di vertice di entrambi gli schieramenti politici opposti.

Su Tremonti stendiamo un velo pietoso.

Torniamo a Monti, all’Italia ed alla Spagna.

Il mio articolo è stato scritto prima del 30 Dicembre. Anche io ho provato una certa delusione nel vedere Rajoy rimangiarsi molte promesse ed aumentare le tasse. Rimane il fatto che lo spread Spagnolo ha continuato a divergere da quello quello italiano anche negli ultimi giorni e nelle ultime ore.

Però ti consiglio di non credere mai a chi attribuisce il proprio scarso credito ai magheggi dei mercati finanziari. Aver seguito i mercati finanziari per anni mi consente di dire che chiunque abbia visto il proprio credito crollare per propria colpa ha sempre accusato gli speculatori, prima di crollare miseramente. Questo è sempre avvenuto, da Enron a Lehman Brothers fino alla Grecia di Papandreu ed al governo Berlusconi.

Anche a Monti i mercati avevano dato un’apertura di credito. Io stesso dopo il discorso d’insediamento di Monti, ho venduto 10.000 Euro di Bund Tedeschi per comprare 5000 Euro di BTP e 5000 di Treasury Bonds USA.

Però Monti sembra aver deluso i mercati molto più profondamente di quanto abbia fatto Rajoy.

A me la finanza è sempre piaciuta per il suo sano realismo. Chi mette i soldi sul tavolo non è preda della demagogia che irretisce chi vota. Infatti chi crede ai trionfalistici con cui un qualsiasi Amministratore Delegato declama i risultati della propria gestione, viene separato molto rapidamente dai propri soldi. Invece chi vota un Berlusconi o un Prodi, mantiene inalterato il proprio diritto di voto.

La storia economica degli ultimi 30 anni mostra che, nella gran parte dei casi, lo Statalismo produce pessime performance economiche, mentre lo Stato che riduce il proprio peso sull’economia porta sviluppo economico.

Contro i pochi milioni di Scandinavi che prosperano in sistemi più o meno statalisti, possono parlare i miliardi di Cinesi, Indiani, Polacchi o Vietnamiti che hanno festeggiato la libertà economica con crescite economiche da capogiro.

I mercati questo lo sanno. I mercati sanno anche che, per gli stati come per le aziende, i problemi finanziari sono legati ai problemi economici.

I mercati finanziari non hanno la palla di vetro. Non possono prevedere gli eventi, possono solo stimare la probabilità che certi eventi avvengano.

Possiamo dire che oggi i mercati ritengono che tra:

a) un paese con pressione fiscale intorno al 45% del PIL che decide di aumentare la pressione fiscale più di quanto voglia tagliare la spesa pubblica,

b) un paese con pressione fiscale intorno al 35% del PIL che decide di tagliare la spesa pubblica più di quanto voglia aumentare la pressione fiscale.

Sia a) ad avere maggiori probabilità di non pagare i debiti.

Perciò a) deve pagare interessi maggiori rispetto a b).

A me questa pare un’ipotesi più realistica rispetto all’attribuire i nostri guai ai magheggi dei mercati finanziari.

L’ordine di grandezza per la pressione fiscale l’ho preso da qui:
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimfpe/sb44_10/suppl_44_10.pdf Purtroppo sono dati del 2009.

Floatingleaf, cerco d’imparare da te ad essere un po’ più ottimista. Speriamo che Monti riesca a ridurre la spesa pubblica e liberalizzare la nostra economia, anche se, come dici tu stesso: non sarà facie: http://www.floatingleaf.it/2011/12/30/se-mi-licenzi-non-vale/

3. FloatingLeaf - 3 gennaio 2012

Condivido il tuo pensiero sulla spesa pubblica. In Italia abbiamo sperimentato che noi non sappiamo gestire efficientemente la macchina pubblica. Gli scandinavi ci riescono, i francesi in certi settori ci riescono, noi no. Sul dovere morale di ridurre la spesa pubblica, cominciando da quella più inefficiente e clientelare non possiamo che essere d’accordo. Detto questo.

La favola degli speculatori brutti e cattivi che affamano i popoli per il proprio profitto non mi ha mai affascinato (credo che neanche nell’articolo di phastidio si intendesse una cosa del genere). Come puoi vedere da questo articolo http://www.floatingleaf.it/2011/07/13/apologia-dello-speculatore/
La nostra (siamo un gruppo di studenti) posizione è sempre stata chiara. ‎Per citare un noto blogger (Tooby l’olandese volante) “I mercati appaiono irrazionali solo a chi decide di ignorarne il funzionamento.” Tuttavia. per capire davvero il funzionamento del mercato non possiamo far finta che tutti i soggetti siano perfettamente price-taker. Esistono agenti economici che, in virtù della propria dimensione e forza contrattuale, possono influenzare il prezzo di un titolo o di una obbligazioni. Si badi bene, le decisioni di questi soggetti sono del tutto legittime e quindi non sono certo da criticare o da ritenersi illegittime. Mentiremmo a noi stessi se pensassimo che tutti i trader hanno lo stesso potere contrattuale sui mercati. Ammettere questo, senza cadere nel complottismo, ci permette di analizzare meglio i mercati e di valutare meglio le conseguenze di alcuni eventi. D’altra parte, non ha fatto proprio questa la Banca Centrale Europea comprando centinaia di miliardi di euro di BTP e di Bonos, alterando i prezzi dei titoli di stato?

I dati sulla pressione fiscale che hai citato sono certamente rilevanti ma il deficit dei due paesi è altrettanto importante. L’italia ha il deficit al 4%, mentre la Spagna ha il deficit all’8% (il doppio). D’altra parte è vero anche che l’Italia ha un rapporto debito pil che è al 120%, circa il doppio di quello spagnolo.

Credo che l’andamento divergente dello spread tra Italia e Spagna sia da ricercarsi anche e soprattutto in due fattori che non hai incluso nella tua analisi:
1) lo scenario politico: in Spagna Rajoy ha una larghissima maggioranza che gli permetterà di governare per i prossimi 4 anni e di poter attuare le riforme che ritiene giuste e doverose. In Italia Monti ha a che fare con lo stesso Parlamento di prima. Con politici mediocri pronti a sacrificare l’interesse generale per una manciata di voti in più alle prossime elezioni. Con dei sindacati miopi che negli ultimi venti anni hanno fatto solo il male dei giovani, dei neoassunti e dei disoccupati, pur di tutelare solo e sempre i “soliti noti”, lavoratori garantiti e pensionati. Con decine di ordini, corporazioni, associazioni sempre pronte a scendere in piazza e bloccare il paese pur di non vedere intaccati i propri privilegi (vedi taxi, farmacie, liberalizzazione degli orari dei negozi). Insomma, come vedi non sono tanto ottimista nemmeno io. Mi sforzo di esserlo nonostante tutto, ma non è facile.
Tutto questo i mercati lo sanno e lo scaricano sulla differenza di spread.

2) Come ha detto Monti nella conferenza di fine anno, la BCE ha interrotto l’acquisto di Bonos e di BTP negli ultimi 10 giorni. Se prima il rendimento dei titoli di stato era tenuto sotto controllo artificialmente da Mario Draghi, adesso il titolo è libero di fluttuare ed il fatto che non sia mai arrivato ai livelli record del passato (seppur rimanendo al d sopra di rendimenti sostenibili) è un primo segnale di speranza. Come sicuramente saprai la BCE, a fronte di questa cessata attività sul mercato secondario dei titoli di stato ha promosso una operazione di rifinanziamento delle banche. Il famoso LTRO (http://www.moneyfarm.com/blog/2011/12/27/la-bce-ha-cambiato-rotta/). I presidenti di alcune nazioni, fra cui Francia e Spagna, hanno esortato i propri istituti di credito a sfruttare l’occasione per acquistare bond governativi e fare così il famoso carry trade ovvero mi finanzio a tassi molto bassi e investo a tassi alti. I suddetti governi hanno potuto adottare questa strategia perché le grandi banche francesi e spagnole hanno saputo differenziare i propri investimenti e quindi hanno la possibilità di aumentare la propria dotazione di titoli di stato, senza aumentare esponenzialmente il proprio rischio. L’Italia, data la fin troppo alta esposizione del proprio sistema bancario verso i titoli di stato nostrani, ha invece adottato un’altra strategia. Il problema maggiore del nostro paese è il Credit Crunch, ossia non c’è disponibilità a prestare alle imprese e alle famiglie da parte degli istituti di credito. Il governo ha richiesto alla Banca d’Italia di vigilare affinché questa liquidità fosse riversata nell’economia reale e di non svolgere operazioni di carry trade sui BTP. Unicredit ed Intesa San Paolo son piene di BTP ed infatti il loro destino e legato a doppio filo con quello del debito pubblico italiano. Comprarne ancora non era una strategia conveniente ai fini della diversificazione.
Questa è un’altra ragione per la quale l’andamento degli spread è così divergente. Le grandi banche spagnole hanno fatto carry trade sui titoli di stato spagnoli, mentre le banche italiane no. Credo si riferisse a questo il termine magheggio usato da phastidio.

Ora, tutte queste sono solo opinioni personali di una povero studente di economia che osserva il mercato dall’esterno, quindi non pretendo che siano verità incontestabili. Credo che quello che ho esposto qui sia verosimile (almeno in parte). Se avessimo una conoscenza perfetta della situazione sarebbe troppo facile fare soldi in borsa. Ora poiché così non è, nessuno ha la verità in tasca, quindi mi permetto questo volo pindarico.

Ciao

Ps Perché non aggiorni più il blog con una certa frequenza? Mi ricordo di aver intrapreso memorabili discussioni su questo blog qualche tempo fa.

Ps2 Dato che dai tuoi articoli traspare una certa vicinanza al mondo imprenditoriale, potresti esprimere il tuo parere sulla proposta Ichino, riguardante la flexsecurity? Ai sindacati non piace, di sicuro. Non ho ancora capito come la pensano gli imprenditori.

antibeppegrillo - 5 gennaio 2012

Risposta a Ps:

la verità è che sono piuttosto pigro. Per scrivere ho bisogno di argomenti appassionanti, perciò ultimamente ho scritto poco.

Avevo già scritto quello che pensavo sulla magistratura militante, su Berlusconi populista, sul governo paralizzato, sull’antipolitica demagocica di Grillo, sulle opposizioni anti B prive d’idee oltre il guardonismo da buco della serratura, il conflitto d’interessi, e le varie inchieste dei Pm.

Ormai Beppe Grillo mi annoia perché dice sempre le stesse cose. Anche i Grillini li vedo un po’ demotivati. Probabilmente prenderanno molti voti alle prossime elezioni, ma stanno diventando vetusti anche loro.

La vera novità è Monti. Ag oggi stimola il mio interesse a le mia passione.

Spero di riprendere a scrivere su tasse, spesa pubblica, e liberalizzazioni.

Se tu non avessi già un ottimo Blog su cui lavorare, ti darei una password da autore per questo.

Buon Anno!
Giacomo

4. antibeppegrillo - 4 gennaio 2012

Carissimo Floating,

questa volta mi trovo più d’accordo con http://www.floatingleaf.it/2011/07/13/apologia-dello-speculatore/ che con il tuo commento.

Non innamorarti troppo delle tue idee, segui il tuo stesso link fino in fondo ed abbandona del tutto la pista dei “manovratori del mercato”, anche perché i manovratori difficilmente riescono a resistere così a lungo da mantenere lo spread ITA SPA così amplio per più di tre settimane.

Se segui fino in fondo la logica dell’articolo che linki, puoi concludere che gli speculatori si sarebbero mangiati quelle banche avessero tentato di tenere in piedi uno spread artificiale tra Italia e Spagna.

Condivido pienamente le tue possibili spiegazioni al punto 1), che, come giustamente dici si aggiungono alla possibilità che una pressione fiscale da record mondiale in continuo aumento sia semplicemente insostenibile. Con le ultime misure stiamo superando persino persino i paesi scandinavi.

Quale soluzione propone la demagogia in voga sulla stampa allineata? La lotta all’evasione!

Abbiamo uno Stato che si preso per anni metà della ricchezza nazionale per offrire servizi di qualità infima, non contento di prendere così tanto, offrendo così poco, si è pure indebitato a dismisura. Ora, invece di spendere meno questo Stato vuole prendere ancora di più dai cittadini.

Secondo me questa è una follia.

Giacomo

5. Daniele - 5 gennaio 2012

Io mi permetto di spezzare una lancia comunque a favore della lotta all’evasione, una misura che avrebbe dovuto essere presa da tempo, quantomeno per uno spirito di legalità.

6. antibeppegrillo - 6 gennaio 2012

Daniele,

la lotta all’evasione è doverosa per questioni di giustizia ed equità, esattamente la lotta al crimine,

In entrambi i casi l’effetto sui conti pubblici è così piccolo da far volare lo spread appena qualche ministro dell’Economia osa inserire la voce “recupero dell’evasione” all’interno del bilancio dello Stato.

Lo stesso Monti, pur avendo inasprito i controlli fiscali, non ha inserito un euro di recupero dell’evasione all’interno delle sue manovre.

Parlerò in seguito dei motivi per cui la lotta all’evasione è giusta, ma può portare solo pochi soldi nelle casse dello stato.

Per adesso due splendidi link in proposito:

http://noisefromamerika.org/articolo/tre-cose-ovvie-sullevasione-fiscale

http://noisefromamerika.org/articolo/padoa-schioppa-levasione-fiscale

7. FATE PRESTO. Ma anche no « STONEHENGE - 7 gennaio 2012

[…] Spread italiano e spread spagnolo viaggiavano insieme, poi Monti…  da Antigrillo.wordpress.com […]

8. sinigagl - 17 marzo 2012

Da un po’ le curve sono tornate a viaggiare all’unisono, con la differenza che ora la curva italiana è sotto a quella spagnola.
Com’è?

9. Antibeppegrillo - 20 marzo 2012

Grazie a Draghi e Monti…. speriamo che duri!


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