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Monti fai presto! Giù gli stipendi pubblici ADESSO! 12 dicembre 2011

Posted by antibeppegrillo in Italiani, Monti, Politici.
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Gli stipendi pubblici stanno uccidendo l’Italia. Visto che lo Stato ha precipitato il paese in questa crisi, non si capisce perché si cerchi di risolverla dando ancora più soldi a questo Stato che rifiuta di tagliare le sue spese di funzionamento. Da questa mappa dell’Espresso  si vede cosa hanno fatto gli altri paesi Europei per salvarsi:

  • Irlanda, taglio del 13% degli stipendi pubblici;
  • Spagna, taglio del 5% degli stipendi pubblici
  • Grecia, taglio del 20% dei salari pubblici;
  • Polonia, taglio del 10% agli stipendi pubblici;
  • GERMANIA, taglio del 2,5% dei salari pubblici entro il 2015.

Io mi pongo una semplice domanda: quanti dipendenti pubblici darebbero le dimissioni se il loro stipendio fosse diminuito del 10% ?

Se la risposta è NESSUNO, allora vuol dire che l’economia fuori dallo Stato è così malridotta che nessuno statale si aspetta di ottenere un migliore stipendio dal mercato libero. Perciò gli statali sono privilegiati e devono fare sacrifici.

Dalla manovra del sempre-statale Monti manca solo la cosa più importante: la riduzione degli stipendi pubblici.

NO Monti! Il congelamento non basta! Gli atri hanno fatto di più.

Chi è dentro il comodo porticciolo dell’impiego pubblico è un privilegiato rispetto a chi è fuori nel mare in tempesta. Lo Statale deve fare la sua parte di sacrifici, in Italia più che negli altri paesi europei.

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Commenti»

1. Fabio Fable - 23 dicembre 2011

Prova a lavorare in un ente pubblico e poi ne parliamo ! Puoi solo vergognarti a lanciare queste idee per ridurre il debito pubblico! . E la patrimoniale, ovvero far pagare a chi i soldi ce li ha – e non a chi guadagna 1200 euro al mese NOO ? Abbiamo il contratto non rinnovato da 4 anni, non abbiamo (per i tagli già effettuati dal 1.1.2000 e che un dipendente privato non conosce perchè non gli interessa !) l’indennità di fine servizio. Il risultato è che io, assunto nel 2001 e laureato, guadagno 300 euro al mese in meno di una persona entrata nel pubblico 20 anni fa con una prova di dettato , mentre io ho dovuto studiare diritto amministrativo , commerciale, e farmi il c….lo al lavoro ! Ti posso parlare di tante persone nel privato arrivate in alto non certo per meriti lavorativi !! Perchè non parli di Moretti che guadagna 2 milioni di euro all’anno come Amm.re delegato delle Ferrovie ? A capo di una SpA a capitale pubblico che è un disastro ! Ma di quelli non parlate voi di destra vero ? PARTIAMO DA LORO !

2. Antigrillo - 25 dicembre 2011

Lo Stato Italiano si prende la metà della ricchezza nazionale (PIL) per offrire servizi di livello infimo. E chiede sempre più soldi all’altra metà.

Se decidessi io, ti ridurrei lo stipendio da 1200 a 1080 a partire da domani mattina.

Vediamo se ti dimetti e provi a guadagnare di più facendo un lavoro vero nel mondo vero, dove chi non lavora o chi semplicemente fa parte di un gruppo di lavoro che non funziona perde il posto.

Se siete così bravi, trovatevi lavori veri e caricatevi voi gli statali sulle spalle!

pietro - 3 luglio 2012

Faccio l’infermiere e ho piu di 200 ore straordinarie non pagate. I miei colleghi arrivano anche a 500 ore straordinarie.
Riduciamo pure lo stipendio agli infermieri così ognuno nn farà oltre le sue ore e il culo ai vostri parenti lo pulite da soli.
A differenza del privato a noi appunto nn vengono pagate ore straordinarie, ferie non godute, non abbiamo la possibilità dei riposi compensativi. Inoltre non possiamo chiedere il TFR per casa o dentista.
Se vengono toccati gli stipendi agli infermieri incroceremo le braccia e, per chi è a favore di questo, pulirà i propri cari dalla santa cacchina che fanno o che dobbiamo noi tirare fuori.
Scusate la scurrilità ma ci sono molti altri lavori da toccare prima dei sanitari….i politici per esempio.

3. Single a trent'anni - 11 gennaio 2012

Guarda, la risposta è semplice. Darebbero le dimissioni tutti i dipendenti pubblici con una professionalità ricollocabile, molti dei quali hanno scelto riduzioni di stipendio pur di avere sicurezza del posto di lavoro.

Informatici.
Medici.
Infermieri.
Ingegneri.
Architetti.
Geometri.

Morale, per fare il culo all’impiegato dell’anagrafe che secondo te è un “privilegiato”, deprivi la pubblica amministrazione di tutti gli elementi “di punta” che ora come ora stanno contribuendo in maniera sensibile a ridurre i costi.

Io sono un informatico sanitario, e svolgo per meno di 1300€ al mese (ne guadagnavo 1600 prima di entrare in sanità, 3 anni fa) mansioni per cui la ditta ce ne chiede seicento + iva AL GIORNO.

Se me ne vado io, con il risparmio del mio stipendio l’Azienda ci compra 4 giorni di lavoro della ditta, che non bastano per coprire tutte le cose che faccio, quindi c’è un incremento di spesa del, grossomodo, 200% rispetto alla gestione interna.

E tu credi di aver risparmiato? Continua a crederlo, che vedrai che ti pigliano come dirigente nel movimento cinque stelle 🙂

4. antibeppegrillo - 11 gennaio 2012

Non credo che ti dimetteresti per un 10% di riduzione di stipendio.

In Spagna, Irlanda e Grecia non ci sono state grandi fughe dal pubblico impiego.

Al contrario, nonostante le riduzioni di stipendio, molti vorrebbero entrarci.

Se poi tu ti dimettessi per tornare a lavorare con l’azienda informatica, otterresti due ottimi risultati:

1) Daresti il tuo contributo ad un’azienda produttiva la quale, grazie anche alla tua attività, potrebbe produrre quella ricchezza le lo Stato sa solo tassare.

2) Lasceresti libero il tuo posto da 1.170 Euro al mese +tfr, ferie pagate, tredicesima, cassa malattie, contributi previdenziali, etc. Potrebbe lavorare al posto tuo uno dei tanti informatici bravi che oggi sono disoccupati o lavorano a partita IVA per 800 Euro al mese, perché la loro ditta è rimasta schiacciata dal nostro sistema economico statalista che provoca solo recessione. Dimmi sinceramente… ne conosci di colleghi in gamba che si trovano nella situazione che ho descritto?

5. Single a trent'anni - 11 gennaio 2012

Cerco di risponderti punto-punto per non perdere il filo.

0) Dipende molto dal livello di competitività, a livello economico, del pubblico impiego con il privato. Prima di dire che un 10% di riduzione di stipendio non è niente, occorre confrontare stipendio medio (e relativi privilegi) tra pubblico e privato, magari per categoria professionale. Qui il pubblico è competitivo per figure come operai non specializzati e operatori amministrativi, non competitivo per figure ad alta specializzazione. Se abbassi “tout court” gli stipendi, rischi una fuga delle figure ad alto valore aggiunto rendendo, a quel punto ancora di più, lo Stato un carrozzone carico di droni incapaci di produrre servizi.

1) il fatto che lo Stato non produca ricchezza, con le sue strutture, è altamente opinabile. Se garantisce – ad esempio – l’accesso a determinate cure sanitarie che altrimenti costerebbero il triplo, ho indirettamente prodotto ricchezza per le persone che di quelle cure sanitarie hanno bisogno.
Inoltre, qui hai cambiato bersaglio. Hai detto “riduciamo la spesa pubblica abbassando lo stipendi dei dipendenti pubblici”. Ti ho fatto presente che il mio identico lavoro finirebbe fatturato all’azienda come minimo a 6000€/mese contro i 2000€ che costo io, quindi non hai affatto diminuito la spesa pubblica. L’hai aumentata. Non è un caso che perfino le grandi aziende, quelli che molti indicano a torto come modello di efficienza, hanno smesso di fare outsourcing dei servizi e reinternalizzano la gestione. Tu, abbassando gli stipendi alle figure professionalizzate, obblighi lo stato a fare outsourcing, aumentando i costi. Crei nuovi posti di lavoro? ci sta. Ma la spesa pubblica aumenta, non diminuisce.

2) Vuoi una risposta onesta? no. Tutti quelli bravi che conosco hanno fatto il passo che dici tu, poi sono stati assunti o da una parte o dall’altra. Gli altri o sono stati sfortunati (ma i più si sono ripresi) o sono degli idioti radicalchic che hanno finito l’università a trent’anni passati, senza acquisire competenze nel mondo reale, e ora si lamentano che non trovano lavoro per colpa di abberlusconi.

6. antibeppegrillo - 12 gennaio 2012

Single a trent’anni,

hai ragione. Leggendo il tuo caso personale, devo darti ragione. Probabilmente abbassare il tuo stipendio del 10% non sarebbe un buon affare per le casse dello Stato.

Ammiro la tua onestà intellettuale e credo pienamente a quello che dici. Sono felice che esistano zone italiane in cui le aziende private sono ancora abbastanza forti da non farsi sfuggire le persone valide che perdono il lavoro.

Forse anche tu non avrai difficoltà a credere che in molte aree nemmeno le persone valide riescono a ricollocarsi.

Se utilizziamo la parola qualità nell’accezione tecnica di “conformità ai requisiti”, il tuo caso è uno dei tantissimi esempi di pessima qualità del servizio pubblico.

La macchina statale comprende persone molto valide e pessimi lavoratori, purtroppo però evita di fissare requisiti:

    non vuole misurare i risultati del lavoro del singolo dipendente
    non vuole mandare via i dipendenti che non raggiungono i requisiti minimi

PESSIMA QUALITA’ vuol dire ESATTAMENTE: UNO E’ OTTIMO MA L’ALTRO E’ PESSIMO. MANCANO I REQUISITI MINIMI.

E questo avviene ovunque nella macchina statale. Un insegnante è bravissimo, ma l’altro manca una settimana al mese, un ospedale funziona, ma l’altro ha liste d’attesa di 10 mesi e costa il doppio etc. etc.

Lo Stato che non fissa i requisiti ha persone molto brave e persone che non fanno quasi nulla. Purtroppo non si può nemmeno fare la media. Sul lavoro i peggiori fanno molto più danni di quanti i migliori possano riparare. Scarsa qualità non vuol dire che tutti prodotti o servizi venduti fanno schifo, basta che uno su 20 non funzioni correttamente per mettere un’azienda fuori mercato. Ma lo Stato non si preoccupa del mercato. Il dipendente pubblico prospera e riceve aumenti in ogni caso.

Perciò, caro Single, non puoi usare il caso tuo per confrontare il costo del tuo lavoro tra Stato ed azienda privata.

Potresti provare a fare un calcolo facendo un’ipotetica media pesata tra i risultati del tuo lavoro e quelli di tutti i tuoi colleghi, sovrappesando almeno tre volte i tuoi colleghi meno preformanti.

Ma alla fine i risultati saranno sempre quelli che escono ogni volta che si va a misurare. Es http://www.mednat.org/costi.htm .
Ovvero costi che arrivano fino a livelli stellari per ogni giornata di ricovero, ogni radiografia etc. etc. con variazioni assurde da ospedale ad ospedale.

Per quanto riguarda la misura del PIL… direi che è come qualsiasi altra misura: imperfetta, ma fondamentale. Finché non viene inventato il GPS, si deve misurare la posizione con il sestante, la bussola ed il cronometro.

La disoccupazione, la disperazione e le tragedie che avvengono in ogni paese in cui il PIL scende di pochi punti percentuali, ci dicono che il PIL è un indicatore molto sensibile del livello di produzione e conseguentemente di benessere.

Però magari arriverà un nuovo Marx, o Beppe Grillo, che inventerà un’economia tutta verde, dove il PIL scende del 20% e tutti vivono meglio.

Fino all’avvento di questo nuovo Messia, è meglio stare con i piedi per terra e diffidare di chi non vuole essere misurato o valutato, però vuole i nostri soldi!

7. Single a trent'anni - 12 gennaio 2012

Strani, quei dati di mednat. Non corrispondono affatto con quelli che vedo in azienda io.

Se spendessimo di personale quanto di beni e servizi, avremmo risolto il problema della disoccupazione in italia.

poi per carità, dicono di averli presi dal SIS per cui magari ci sono anche i dati di tutti quegli ospedali un po’ meno “virtuosi” del nostro, ma ti ripeto… mi torna molto strano, cosi’ ad occhio.

Magari do’ una zampata al sistema contabile e vedo di capirci di più…

8. Single a trent'anni - 12 gennaio 2012

(piccolo inciso: la sanità privata è più cara di quella pubblica, e non sempre di migliore qualità, anzi, quasi MAI, dal momento che i medici sono gli stessi. Cambia il confort alberghiero, ma se uno sceglie dove operarsi in base al panorama dalle finestre o dalla mensa, si merita una brutale lezione di darwinismo)

9. antibeppegrillo - 13 gennaio 2012

Single,

la qualità (aderenza ai requisiti minimi) della sanità è così scadente che i costi in molti ospedali o regioni sono spesso superiori a quelli della sanità privata:
es:
http://www.cislveneto.it/Rassegna-stampa-Veneto/Il-report-del-ministero-In-Veneto-ricoveri-meno-cari-nel-privato-.-Il-segreto-Degenze-piu-brevi-e-burocrazia-al-minimo

Io ho capito che tu lavori in un ospedale eccellente e che probabilmente lo è anche per merito tuo, ma io non sto parlando del tuo ospedale o di te. Io sto parlando di milioni di dipendenti pubblici. Sto parlando di servizi come l’università o la giustizia che sono in fondo a tutte le statistiche qualitative.

Se Monti trovasse il modo di diminuire del 10% LA MEDIA degli stipendi pubblici, dando aumenti ai più meritevoli, riduzioni del 30% ai meno meritevoli e licenziamento immediato di fannulloni ed incapaci, sarei molto ma molto più contento.

Introdurre criteri di merito e qualità nel calcolo delle buste paga dei dipendenti pubblici consentirebbe di tagliare la spesa pubblica e migliorare i servizi pubblici ALLO STESSO TEMPO.
Single, questo SAREBBE FANTASTICO!!!!

10. Marco - 12 marzo 2012

Antibeppegrillo non ne azzecchi proprio una eh.. forse dovresti documentarti prima di scrivere fregnacce, la sanità pubblica italiana è seconda nel mondo solo a quella francese e non lo dico io, ma l’OMS, e sono diversi anni che è così.
Per quanto riguarda lo stipendio dei pubblici, dici altre fregnacce, proprio per non farti mancare nulla. Innanzitutto con logica strozzina abbassi gli stipendi alle soglie di invivibilità, supponendo che sia una soluzione al miglioramento del servizio (quando casomai è l’opposto, dato che i più preparati saranno i primi a fuggire per mettersi in proprio a parità di disponibilità), seconda cosa vai ad abbassare lo stipendio in Europa più basso in relazione al costo della vita, producendo nell’ordine : aumento del lavoro nero, aumento della disoccupazione, diminuzione di coloro che pagano l’Irpef, paralisi dei consumi e altre centinaia di cose come la cancellazione di un secolo di diritti del lavoratore e dignità individuale che molto probabilmente ad una merda ipercapitalista che apre la bocca per darle fiato non interessano. Saluti.

11. antibeppegrillo - 12 marzo 2012

Grazie Marco per aver messo in evidenza questa statistica dell’OMS.

La linko per te:

http://en.wikipedia.org/wiki/World_Health_Organization_ranking_of_healthcare_systems#Methodology

La metrologia con cui è stata stilata questa classifica è criticabile:
la classifica non misura direttamente la capacità dei sistemi sanitari di curare le persone; si avvale al contrario di misurazioni indirette:

il 50% del punteggio è assegnato sulla base dell’aspettativa di vita. Questa dipende più dallo stile di vita che dai sistemi sanitari. A noi ci salvano la dieta mediterranea, una vita meno sedentaria e una percentuale di obesi molto inferiore ad altri paesi come gli USA.

un altro 25% è basato sul costo per i cittadini. Da noi i cittadini pagano poco per usufruire dei servizi sanitari. Ma chi ha fatto la statistica avrebbe dovuto valutare anche i costi indiretti, quelli tramite le tasse pagate allo Stato.

Inoltre il criterio del livello minore di “disuguaglianza” può misurare il contrario di una buona sanità. Infatti, il miglioramento del servizio sanitario per alcuni, aumenta il livello di diseguaglianza, abbassando il punteggio anche se per gli altri la situazione è rimasta identica e quindi la media è salita.

Detto ciò, ritengo che il servizio sanitario italiano sia ottimo se comparato con antri settori del servizio pubblico come:
Giustizia
Università
Burocrazia,
Servizi sociali per famiglie e giovani.

Questi ci costano un’enormità e forniscono servizi da terzo mondo (come testimoniano innumerevoli statistiche)

Anche nella scuola i costi per alunno sono più elevati che altrove ed i risultati scarsi, anche se non penosi come quelli di Giustizia e Sanità.

Perciò insisto:
giù pesantemente gli stipendi pubblici… e come ho avuto occasione di scrivere:

VOGLIO PROPRIO VEDERLI QUESTI DIPENDENTI PUBBLICI CHE OSANO USCIRE DALLA COMODA COPERTA DI MAMMA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PER LAVORARE NEL PRIVATO.

Con una riduzione dello stipendio del 10%?

SONO PRONTO A SCOMMETTERE 3 MESI DI STIPENDIO CHE NON NE VA VIA NEMMENO UNO SU MILLE !

12. Disoccupato privato - 15 aprile 2012

Il taglio degli stipendi pubblici è improcrastinabile! in qualunque azienda o famiglia in un momento di difficoltà il primo passo è ridurre le spese.. noi cittadini ‘privati’ siamo stufi marci dei privilegi dei pubblici dipendenti che sono anacronistici nel 2012. Che anche i pubblici facciano la loro parte in questo momento di burrasca del mondo economico e lavorativo.. sono stanco, io trentacinquenne laureato, di passare disperatamente da un lavoro infimo all’altro, e di vedere i pubblici belli pacifici e intoccati e intoccabili.. io chiedo che si taglino tutti gli stipendi pubblici a scaglioni proporzionati al reddito, da un minimo del 5% ad un massimo del 15% per cifre sopra i 100k euro, e che siano coinvolti t-u-t-t-i gli stipendi pubblici, dai politici, ai magistrati( perchè nessuno parla degli stipendi d’oro dei magistrati?), ai dipendenti enti pubblici, sindaci, enti vari, etc,etc,
Inoltre che venga immediatamente estesa anche al pubblico impiego la possibilità di licenziare per motivi economici.. così si potrebbero mandare a casa finalmente tanti fannulloni e cialtroni parassiti dei cittadini che approfittano di un sistema che li protegge fino al paradosso.. bisogna sfoltire i rami secchi, altrimenti la pianta muore.

13. Marte - 19 aprile 2012

Ma qui è tutto da riformare. Il paese è stato immobilizzato per anni : beauty contest, qualche giornale ha detto che potrebbero arrivare 4.000.000.000 di euro circa, salvare le aziende in crisi ma meritevoli con sgravi straordinari che ripaghino il debito di circa 70.000.000.000 che lo stato ha con le piccole aziende bloccate e non produttive per quel debito,mettere in funzione l’italia storico culturale patrimonio unesco che da sola potrebbe essere una mezza finanziaria, ridare ai comuni meritevoli la possibilità di investire i soldi che hanno in cassa e non congelarli per il patto di stabilità che così come è formulato è scellerato, recuperare gli immobili di stato venduti a privati e presi in affitto dallo stato ,un po come vendere casa propria e prenderla in fitto a chi sa che prezzo, quando sono finiti i soldi hai un fitto da pagare si chiama spesa in più e mancanza di capitali,etc etc.Ma secondo voi stiamo in questa situazione perchè i pianeti si sono allineati male o perchè degli incapaci ci hanno governato?
Questa Italia è stata risucchiata , è un corpo senza sangue.
I Brend se li comprano gli Indiani e si delocalizza ,si deve invertire il sistema.Il problema è che gli italiani si sono accorti ora del fatto che c’è uno stato che impoverisce e che una gestione può portare alla disperazione distruggendo qualsiasi ricchezza.
Cosa c’è da fare ? comprarsi un pezzo di terreno per chi ha i soldi e non possedere più nulla che Equitalia non possa espropriare per un debito di mille eruo.

14. Max - 16 maggio 2012

In condizioni normali non sarebbe così, ma data la situazione presente,la riduzione del 10% dello stipendio dei dipendenti pubblici non sarebbe una catastrofe, nè per essi nè per i servizi (poichè non ci sarebbero dimissioni massive). L’alternativa è un crollo stile Grecia con riduzioni del 40%. Per cui, obtorto collo, non posso che essere d’accordo con la proposta di un taglio secco e rapido dell’8-10% per gli stipendi fino a 2000 € e del 12-15% oltre questa cifra. Sarà dura per un paio d’anni poi forse ci si risolleva. Senza, si va a fondo tutti.

15. antibeppegrillo - 17 maggio 2012

Certo Max, andrebbe fatto subito.

Oltretutto scrive Repubblica: “Volano gli stipendi nel pubblico. In 8 anni potere d’acquisto +24%

http://www.repubblica.it/economia/2011/06/11/news/volano_gli_stipendi_nel_pubblico_in_8_anni_potere_d_acquisto_24_-17535083/

Inoltre:
Stipendi medi, nel Pubblico si Guadagna Quasi la Meta’ in Piu’ che Nel Privato

http://www.finanze.net/news-stipendi-medi-nel-pubblico-si-guadagna-quasi-la-meta-in-piu-che-nel-2836-c-vale-un-minuto-202.html

16. Mario - 22 novembre 2012

Il problema del pubblico impiego è che è nelle mani della politica e insieme a 2.000.000 di dipendenti pubblici che servono ce ne sono altrettanti che sono magari anche dirigenti e che non producono niente prendendo stipendi da nababbi. Il problema è che come tutte le cose la pubblica amministrazione deve funzionare ed essere gestita da persone capaci e devono valere per essa tutte le leggi che ci sono per i dipendenti di qualsiasi azienda. Non si può rilanciare un paese se la produttività di metà di esso è zero. Esempio: conosco tanti ex stradini che hanno tolto la tuta arancione per indossare la divisa blu della polizia municipale e andare in giro a rompere i coglioni alla gente che lavora. Poi dobbiamo chiamare una impresa che mette a posto i danni dell’alluvione e non la paghiamo nemmeno, così otteniamo l’effetto di avere distrutto una impresa produttiva e di avere reso un fannullone una persona che può invece lavorare senza problemi.

17. antibeppegrillo - 22 novembre 2012

Mario, dipendenti pubblici e politici sono due facce della stessa medaglia per vari motivi:

1) Gran parte dei dipendenti pubblici sono entrati grazie alla politica.

2) Quelli di grado più alto sono stati quasi tutti promossi per la loro contiguità con la politica.

3) I politici trombati diventano dirigenti pubblici

4) Molti dirigenti pubblici diventano politici (vedi l’intero governo attuale)

5) Un direttore generale di un ministero conta come un ministro, se non più di lui. Infatti il ministro cambia il direttore generale resta.

6) Se i dipendenti pubblici fanno resistenza, anche un politico animato da grandi desideri di rinnovamento riesce a fare pochissimo

7) La crescita scandalosa di alcuni dirigenti pubblici negli ultimi 15 anni è andata di pari passo con quella dei politici di vario ordine e grado

8) Gli stipendi dei magistrati sono agganciati a quelli dei politici

9) Per molti dipendenti pubblici e per molti politici l’attività lavorativa consiste principalmente nell’entrare al ministero a alla regione, leggere il giornale, parlare con i colleghi di cosa fare per aiutare amici comuni ed avvantaggiare se stessi e fare cose che non c’entrano con il proprio incarico. Es: io potrei essere un politico o dipendente pubblico. Scrivo questo commento alle 11.24 in orario di lavoro.

18. daniele - 25 novembre 2012

io distinguerei: i tagli nel pubblico impiego vanno fatti subito, ma a cominciare dai dirigenti, spesso assunti non per concorso, spesso incapaci di gestire, sempre troppi rispetto al numero di dipendenti; ma si sà queste sono caste!

19. antibeppegrillo - 26 novembre 2012

Sono perfettamente d’accodo. Vanno fatti subito, a partire dai dirigenti, ma senza lasciarne fuori nessuno.
L’alternativa è arrivare al punto in cui i tagli dovranno farceli fare Europa, FMI.
Allora non saranno inferiori al 20% e comporteranno anche decine di migliaia di licenziamenti nel pubblico impiego, come in Grecia.

20. Chiarezza - 5 febbraio 2013

I dipendenti statali si sono fatti il culo per avere quel posto lì, hanno studiato sodo e vinto un concorso!!!!


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