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I lanciatori di estintori sono Black Block o pacifici manifesatanti? 16 ottobre 2011

Posted by antibeppegrillo in antipolitica, Giustizia, Italiani.
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pacifici manifestanti o black block?

pacifici manifestanti o black block?

“Pochi violenti infiltrati in un corteo di pacifici manifestanti” questa è la parola d’ordine che la Sinistra Politicamente Corretta lancia ogni volta che folle più o meno assortite devastano il centro storico di qualche città.

A questo punto mi piacere sapere dai Sinistri Politicamente Corretti a quale delle due categorie apparteneva il gruppo di persone intente a demolire una jeep dei Carabinieri, con alcuni ragazzi di leva dentro.

Se i demolitori di Jeep erano pacifici manifestanti, allora direi che la loro concezione di manifestazioni pacifiche non è compatibile con il vivere civile-

Se i demolitori di jeep sono Black Block, allora non si capisce perchè quando uno di loro muore nell’atto di demolire una Jeep, essi non condannano la violenza dei Black Block, non dicono che un Black Block è morto mentre commetteva unto criminale.

Invece i soloni della sinistra fanno di Carlo Giuliani un martire. Eleggono la madre Heidi Giuliani, che non si era mai occupata di politica e non ha altri meriti, oltre a quello di aver educato il figlio a tirare estintori contro i Carabinieri. I cantanti allineati e coperti della sinistra scrivono canzoni per Carlo Giuliani, gli scultori di Stato gli dedicano statue…

E a me viene un dubbio… non è che per caso quelli che distruggono le auto dei Carabinieri sono semplicemente “uno di voi”?

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Commenti»

1. antonio clemente - 5 luglio 2013

Sono d’accordo che chi lancia un estintore è un criminale, ma diciamo pure che non è stato giusto ammazzarlo con un colpo di pistola, al massimo bisognava rispondere con un altro estintore.
Diverso sarebbe stato il caso se fosse morto in un conflitto a fuoco…

antibeppegrillo - 10 luglio 2013

non si è trattato di una condanna a morte, ma di una legittima difesa. Quattro persone assediate come topi in trappola in una macchina da una folla inferocita che sfonda il vetro della macchina con un estintore, hanno il diritto di ritenersi in pericolo di vita e di difendersi. Anche i giudici hanno valutato in questo modo l’episodio ed hanno sancito la legittima difesa.

2. Bicio92 - 1 gennaio 2015

allora

3. Bicio92 - 1 gennaio 2015

Tra le cose che meno sopporto al mondo i primi posti sono occupati da: Ignoranza e disinformazione. L’ignoranza, ogni volta che si parla di quel tragico pomeriggio di postare quella foto, scattata dalla Reuters con il teleobiettivo, che deforma le distanze in modo notevole, e non è spicciolo complottismo, basterebbe vedere una qualunque altra foto di quel momento, o soltanto il video, per capire che Carlo Giuliani si trova a circa tre metri e mezzo da quella jeep dei carabinieri. La legittima difesa va a farsi fottere quando si spara ad altezza testa su un bersaglio che si trova a tre metri di distanza e che non sta, “sfondando il vetro della jeep con l’estintore”, ma è nell’atto di lanciarlo contro il veicolo, atto che sicuramente non avrebbe leso a nessun occupante del mezzo, e viste le distanze e l’esile corporatura di Carlo Giuliani neanche al mezzo stesso. Quanto riportato qui è un coacervo di ignoranza e disinformazione, a cominciare dal definire Carlo un “Black Bloc”. Solo perché porta un passamontagna (che per altro è blu)? Allora chiunque quel giorno a Genova portasse una protezione facciale per l’ingente quantità di gas CS (illegale persino in operazioni militari e cancerogeno) sparato ad altezza d’uomo e come napalm dagli elicotteri, era un black bloc? Quel giorno a Genova ce n’erano di Black Bloc, alcuni veri, altri con qualche divisa da carabiniere sotto, distrussero vetrine, macchine e negozi, senza che mai qualcuno cercasse anche solo di fermarli. Ma forse le loro azioni facevano comodo, visto che polizia e carabinieri preferirono attaccare arbitrariamente cortei pacifici o autorizzati, dalla rete di Lilliput ai Disobbedienti del Carlini, che giusto per la cronaca tennero sotto assedio con la stessa ferocia che si usa per un esercito invasore, bloccandoli in una delle vie più lunghe e senza uscita di Genova, (Via Tolemaide) bersagliandoli di cs per due ore, cercando di investirli con blindati scagliati a tutta velocità da cui partivano spari ad altezza d’uomo e pestandoli con tonfa rinforzati e spranghe. Soltanto chi era li in quelle ore, e io ne conosco, può raccontare la paura provata e il desiderio di rivalsa verso delle forze dell’ordine impazzite e criminali, che tutto stavano facendo tranne che svolgere onestamente il loro lavoro di contenimento e protezione. Se dei “ferocissimi black bloc” come qua vengono definiti, attaccarono con tale accanimento una jeep, fu perché dopo aver rischiato la vita per due ore in un budello senza fuga, essere attaccati anche lateralmente li esasperò comprensibilmente. Senza parlare del fatto che la pistola era puntata sulla folla ben prima che Carlo Giuliani arrivasse nei pressi del Defender, e ben prima che raccogliesse l’estintore (che a dirla proprio tutta era stato abbandonato in piazza da uno dei carabinieri in fuga). Quindi per favore, basta con gli odiosi ritornelli sul teppista in passamontagna che cerca di uccidere un onesto carabiniere che sparò per difendersi, sull’attacco immotivato a quella jeep, sulla criminalità dei manifestanti. Criminali furono i nostri governanti che trasformarono Genova in un ghetto invalicabile per un incontro tra leader corrotti e mafiosi, criminali furono i parlamentari che interferirono sulle direttive dell’ordine pubblico e i capi di polizia che avallarono le decisioni, criminali furono le bestie in divisa che in strada, alla Diaz e a Bolzaneto sfogarono le loro più basse pulsioni perverse su persone inermi. E’ vero criminale fu anche chi distrusse una Fiat o un LD o un motorino come messaggio anti globalizzazione, ma criminali furono quelli che tollerarono le loro gesta e anzi li incentivarono o lo aiutarono, per fare scudo sull’opinione pubblica. Criminale non fu certo un ragazzo di 23 anni che vedendo una pistola puntata ad altezza d’uomo compì un gesto naturale, forse impulsivo e avventato,ma naturale, che fu quello di reagire, anche cercando di lanciare un estintore. Criminali furono inoltre quelli che infierirono sul suo corpo agonizzante e gli spaccarono una pietra in testa per poter scaricare le colpe dell’omicidio sul primo ragazzo nelle vicinanze. E per finire, si Carlo Giuliani viene ricordato, ma non mi sembra che nella pietra messa a sua commemorazione ci sia scritto “Carlo Giuliani eroe” o “Carlo Giuliani martire”, perché nulla ha fatto per essere un eroe e penso che l’immagine di martire gli sarebbe poco gradito. Molto più giustamente lo si ricorda come “Ragazzo”, che è quello che è e sarà per sempre, un ragazzo, con i suoi pregi e le sue debolezze, come è giusto a 23 anni, essere generosi quanto impulsivi e fragili. Un ragazzo condannato a morte da uno Stato impazzito e bramoso di mostrare al mondo il suo pugno duro e i suoi muscoli, che ha trasformato una città in un lager militarizzato e una contestazione gioiosa in un incubo di sangue (si potrebbe stare ore a discutere sulle colpe irresponsabili di chi la manifestazione la organizzò dimostrandosi ingenuo e impreparato, ma mi dilungherei troppo). Ed è proprio perché su un ventitreenne ucciso si è costruita un odiosa immagine falsa di sbandato destinato alla morte che è giusto ricordarlo, e urlare con sdegno che la sua morte è una porcheria e la sentenza con cui è stata giudicata ancora di più. E io continuerò a ripeterlo fino a quando continuerò a vedere articoli disgustosi come questo.

4. Metal Roofing prices - 29 aprile 2017

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