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Grillo, Travaglio, leggete cosa vi dice Falcone: “La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, è l’anticamera del khomeinismo” 25 maggio 2011

Posted by antibeppegrillo in Beppe Grillo, Mafia, Travaglio.
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Grillo e Travaglio vogliono arruolare Falcone nella schiera dei populisti giustizialisti e politicanti. Ci provano con questi due post vigliacchi: 1 e 2

Purtroppo per l’Italia, Giovanni Falcone non può difendersi personalmente dall’abbraccio mortale di questi buffoni.

A difendere Giovanni Falcone può provvedere solo la vita di Giovanni Falcone.

Io in silenzio, con rispetto, gratitudine ed ammirazione, mi limito a riportare alcuni passi della biografia di Falcone secondo me significativi per capire chi furono i tanti nemici e i pochi amici di Falcone.

La fine del Pool Antimafia

Se lo Stato aveva conseguito una vittoria memorabile, la partita era lungi da considerarsi conclusa. Inoltre, Caponnetto si apprestava a lasciare l’incarico per ragioni di salute, e raggiunti limiti di età. Alla sua sostituzione vennero candidati Falcone, ed Antonino Meli. Nel settembre 1987, dopo una discussa votazione, il Consiglio Superiore della Magistratura nominò Meli. A favore di Falcone, votò anche il futuro Procuratore della Repubblica di Palermo, Giancarlo Caselli, in dissenso con la corrente di Magistratura Democratica cui apparteneva.

….

Meli si insedia nel gennaio 1988 e finisce con lo smantellare il metodo di lavoro intrapreso, riportandolo indietro di un decennio. Da qui in poi Falcone e i suoi dovettero fronteggiare un numero sempre crescente di ostacoli alla loro attività.

….

Il 30 luglio Falcone richiese addirittura di essere destinato a un altro ufficio, ma Meli, ormai in aperto contrasto con Falcone, e, come predetto da Borsellino, sciolse ufficialmente il pool. Un mese dopo, Falcone ebbe l’ulteriore amarezza di vedersi preferito Domenico Sica alla guida dell’Alto Commissariato per la lotta alla Mafia.

Il 15 ottobre 1991 Giovanni Falcone è costretto a difendersi davanti al CSM in seguito all’esposto presentato il mese prima (l’11 settembre) da Leoluca Orlando. L’esposto contro Falcone era il punto di arrivo della serie di accuse mosse da Orlando al magistrato palermitano, il quale ribatté ancora alle accuse definendole «eresie, insinuazioni» e «un modo di far politica attraverso il sistema giudiziario». Sempre davanti al CSM Falcone, commentando il clima di sospetto creatosi a Palermo, affermò che «non si può investire nella cultura del sospetto tutto e tutti. La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, è l’anticamera del Khomeinismo».

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Commenti»

1. Marco - 29 luglio 2011

E’ sbagliato tirare i morti per la giacchetta chiunque lo faccia. E lo stai facendo anche tu. Falcone non può commentare su Grillo e Travaglio, perché all’epoca non erano ancora esistenti, come fenomeni mediatici.
E poi che strano… io sapevo che Falcone si trovò isolato proprio in quanto si permise di puntare troppo in alto nelle sue indagini, ed ebbe il coraggio di toccare i politici… Qui pare che il suo peggior nemico sia stato Leoluca Orlando, eppure io ricordo l’intervento indiretta di Totò Cuffaro nel programma congiunto di Santoro e Costanzo…Pensavo che i suoi nemici fossero quelli.

cavallopazzo - 21 luglio 2013

Orlando fu il principale accusatore di Falcone, diceva che teneva nascoste le carte per proteggere i politici..leggi quello che dice la sorella del magistrato…e leggiti le parole che la Boccassini pronunciò dopo la sua morte..


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