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Perché Travaglio può scrivere: “L’Italia è una Repubblica fondata sulla mafia”, mentre Lassini non può scrivere: “Via le BR dalle procure”? 19 aprile 2011

Posted by antibeppegrillo in antipolitica, Giustizia, Politici, Travaglio.
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Perché Lassini è indagato e Travaglio no?

L’articolo del codice penale grazie al quale la Procura di Milano vuole processare Lassini è il 290:

Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale, o l’ordine giudiziario è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.

La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le Forze armate dello Stato o quelle della liberazione. Articolo cosi’ modificato dalla L. 24 febbraio 2006, n. 85.

Fonti:

Per l’articolo del codice penale: http://www.testolegge.com/codice-penale/articolo-290

Sito de “Il fatto quotidiano” per il vilipendio impunito di Travaglio: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/31/litalia-e-una-repubblica-fondata-sulla-mafia/89405/

Corriere della Sera per il manifesto di Lassini: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_aprile_17/lassini-manifesti-br-milano-190454393969.shtml?fr=correlati

Commenti»

1. Single a trent'anni - 19 aprile 2011

Temo che sia perchè per quell’articolo si procede a querela di parte, e tanti hanno troppa paura di denunciare Travaglio.

2. Ragno - 19 aprile 2011

Perchè Travaglio va in tv quindi comanda il mondo

3. nunzio - 19 aprile 2011

forse perchè le br nelle procure non ci sono mentre la mafia in parlamento c’è eccome………

4. antibeppegrillo - 19 aprile 2011

Nunzio, non cambiare le carte in tavola. “Repubblica fondata sulla mafia” è diverso e molto più pesante di quello che dici tu.

La Repubblica Italiana non è fondata sulla mafia.

5. ilaria - 20 aprile 2011

e perchè Lassini (o Travaglio) sì e Berlusconi no?
http://metilparaben.blogspot.com/2011/04/il-problema-e-la-sintesi.html
forse la differenza sta nella forma? forse perchè lo striscione anonimo è quasi una minaccia, un’intimidazione?

6. Antibeppegrillo - 20 aprile 2011

Ilaria,

l’azione penale obbligatoria dovrebbe basarsi solo sul codice penale.

Non mi pare che l’articolo del codice penale faccia distinzione tra vilipendio firmato e vilipendio anonimo o tra gionale in edicola e manifesto attaccato al muro.

Cara Ilaria, dobbiamo cercarne un altra di ragione🙂

7. marve - 24 aprile 2011

Io non vedo necessariamente il reato nella frase “L’Italia é una repubblica fondata sulla mafia”. Si tratta di una opinione che ha le sue basi storiche politiche e culturali. Tu scrivi che non é cosí e anche questo é valido avendo le sue basi storiche, politiche e culturali. Si tratta di opinione, e il reato di opinione non é ancora punito in Italia. La frase non accusa un gruppo specifico!
Anche la frase “fuori le BR dalle Procure” é basata su un’opinione (come tutto quello che si dice del resto) ma contiene un accusa tanto precisa quanto infondata, indiscriminata e infame nei confronti delle procure italiane, quei luoghi cioé dove tempo fa lavorava gente che per mano delle BR é oggi concime di terra.
Fai un po’ tu

8. Antibeppegrillo - 25 aprile 2011

Marve, prima di tutto non capisco di quali basi parli.

L’Italia nasce 150 anni fa’ come trasformazione del Regno Sabaudo (Piemontese) in Regno D’Italia. Non vedo cosa c’entra la mafia.

Le repubblica Italiana nasce il 18 giugno 1946 a seguito dei risultati del referendum istituzionale del 2 giugno precedente, indetto per determinare la forma dello stato dopo il termine della seconda guerra mondiale. Anche in questo non ci vedo nulla di mafioso.

Inoltre il vilipendio è precisamente un reato d’opinione.

E’ preoccupante che alcune persone in Italia ritengano più degne di essere difese dal vilipendio le Procure Oligarchiche alla Repubblica Democratica.

9. marve - 26 aprile 2011

Innanzitutto non vorrei passare per difensore di Travaglio ad ogni costo. Detto questo chiarisco: secondo me c’é una differenza semantica fra le due frasi che magari puó spiegare perché una é incriminabile e incriminata e l’altra meno.
Mettila cosí: la frase di Travaglio rifá il verso all’art. 1 della costituzione e gioca sull’ironia sostituendo alla parola “lavoro” la parola “mafia”. Il regno sabaudo, i 150 e altro c’entrano poco e niente. Giocando sull’ironia, anche se magari non fa ridere manco un fischio, rientra nel campo della satira. La satira é sempre perseguibile per vilipendio, ma si tende (oggi) a chiudere un occhio (secondo me non per motivi politici, ma per un evidente difficoltá a definire il limite tra satira e vilipendio…).
La frase dell BR invece, oltre a non fare nessuna ironia in termini linguistici, contiene un’accusa precisa che oltre al vilipendio, apre la strada anche ad un possibile reato di diffamazione.

È una spiegazione mia questa, ovvio, ma non credendo io a priori in complotti eversivi della magistratura e della sinistra contro l’attuale governo, non vedo motivo di dubitare che la spiegazione sia accettabile.
Altrimenti di teorie complottiste é piena l’Italia.

Complimenti per il blog

10. marve - 26 aprile 2011

Se poi lo scopo di Travaglio era davvero fare ridere con una frase, avrebbe fatto meglio a citare l’articolo in forma integrale…

11. Antigrillo - 26 aprile 2011

Grazie Marve,

non vorrei passare per detrattore di Travaglio a tutti i costi, ma la teoria dell’ironia mi pare deboluccia.

Purtroppo, con tutta la buona volontà, l’imparzialità della procura di Milano io non riesco a vederla. Ammetterai che loro non mi aiutano, quando smessa la toga, diventano parlamentari di quegli stessi partiti che ricavano “apparenti vantaggi” dalla caduta degli avversari inquisiti.

Inoltre non credo che il vecchio PC spendesse meno degli altri partiti per tenere in piedi una struttura di sezioni su tutto il territorio italiano. Non aver fatto chiarezza sui metodi di finanziamento di tale struttura, mi pare un peccato originale che ancora oggi mina la credibilità di mani pulite. Fermarsi di fronte ai silenzi di Primo Greganti, mentre si smantellava il vecchi Pentapartito, non mi è sembrato il massimo dell’imparzialità, in tempi in cui in altri casi veniva applicato il principio “Non poteva non sapere”.

Parlo di “apparenti vantaggi” perché chi è aiutato dall’esterno finisce per non trovare in se la forza per farcela da solo.

La Sinistra italiana mi pare come quegli studenti cui vengono passati i compiti in classe. Sul momento sembrano trarne vantaggio, ma alla fine diventano incapaci di pensare da soli.

marve - 30 aprile 2011

meglio tardi che mai x un commento.

Non é la teoria dell’ironia a essere deboluccia, ma l’ironia stessa della frase. Per questo proponevo la versione integrale dell’articolo: non ci si sbellica mai a sufficienza di risate.

La tua lettura degli anni di Mani pulite & Co. mi pare una briciola prevenuta. E la metafora della sinistra somarona non riesco proprio ad afferrarla. Cmq ricordo di Primo Greganti e aggiungo quello che dovevi scrivere tu avendolo citato: Graganti é stato condannato in tutti i 3 gradi di giudizio. Non mi pare un fatto poco in un Paese che ha poca memoria storica.
Si é immollato da solo Greganti per salvarne 1000? Non lo sapremo forse mai. Le congetture del resto servono a portare luce e non a annebbiare immagini giá sfocate dal tempo, quindi preferisco ricordare quello che la storia di quegli anni consente: che cioé un intero sistema di malaffare politico é stato triturato da indagini di diversi pool di magistrati. Magistrati che oggi molti vorrebbero al palo perché il concetto di giustizia é diventato argomento di barzellette in Italia.
Il fatto poi che la sinistra da quegli anni ne sia venuta fuori piú o meno illesa, lo si puó certo interpretare come il frutto di un complotto tra forze deviate-da-non-so-che e esercito dell’impero-del-male-galattico, o cose del genere. Mai mettere limiti alla fantasia. Peró un minimo di sobrio realismo a volte non guasta.

Ciao

PS abbasso Grillo sempre!

12. Marco - 29 luglio 2011

Forse perché Travaglio dice la verità e Lassini un emerita fesseria?


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