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Maledetti giovani! Lo volete capire che non c’è assunzione senza licenziamento? 4 gennaio 2011

Posted by antibeppegrillo in antipolitica, Beppe Grillo, Italiani, Precari, Precariato.
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I demagoghi come Grillo stanno distruggendo l’Italia. Giovani imbecilli lanciano sassi contro le camionette della polizia pagate con il debito che loro stessi dovranno pagare.

Esempio lampante di imbecillità criminale

Giovani idioti bruciano automezzi per rivendicare il loro futuro.

Precari annebbiati non capiscono l’ovvio, ovvero che se il meno meritevole è illicenziabile, il volonteroso non può essere assunto.

I demagoghi alla Beppe Grillo hanno inventato una specie di universo parallelo fantastico in cui imprenditori senza scrupoli sfruttano i precari dando loro stipendi da fame per intascare profitti favolosi.  Purtroppo nella realtà questi profitti non esistono. Sfortunatamente oggi gran parte delle aziende non fanno profitti, ma perdite.

I giovani, vagheggiano un diritto ad un posto fisso che nessuno ha i soldi per pagargli. Invece di pretendere che le aziende siano libere di premiare chi lavora di più e meglio, i giovani lasciano che i soldi vadano a chi ha in tasca un pezzo di carta firmato 15 anni fa. Il pezzo di carta che annulla il merito si chiama contratto di lavoro con articolo 18 incluso.

Se domani tutti i contratti di lavoro esistenti fossero dichiarati nulli per legge e tutti quelli nuovi fossero dichiarati rescindibili da entrambe le parti con preavviso di 3 settimane, probabilmente molti giovani troverebbero un lavoro fisso e molti lavoratori tutelati lo perderebbero o dovrebbero iniziare a lavorare con la stessa intensità di un giovane precario. La produttività del paese si riprenderebbe e l’Italia forse ricomincerebbe a crescere.

Ma no!

E’ più facile restare a casa di papà ed estinguersi, piuttosto che dire in faccia a papà:

Caro papà,

io non voglio più vivere della tua elemosina. Io voglio costruirmi un futuro ed una famiglia. Perciò caro papà, io sono pronto a lavorare più e meglio di te e per questo lavoro io voglio, come è giusto, essere pagato più di te!

Un’ultima cosa, papà: in pensione prima della media dei tuoi coetanei europei, tu non ci vai!

Commenti»

1. Attila - 7 gennaio 2011

E poi Grillo di cosa camperebbe?

Cordialità

Attila

2. Antigrillo - 9 gennaio 2011

Caro Attila,

da quando Grillo ha iniziato a fare il politico demagogo, ha guadagnato milioni di Euro all’anno. Lui sì che potrebbe mettersi in pensione!

3. Antigrillo - 9 gennaio 2011

“[…] tenere in funzione l’ascensore sociale e aumentare la torta. L’elemento più importante in assoluto perché ciò avvenga è attraverso l’istruzione ed il modo più efficace per migliorarne il livello, secondo un recente studio dell’economista Hanushek è… liberarsi dei docenti incapaci e premiare quelli bravi. Se c’è un rimprovero da fare alla Gelmini, perciò, è di essere stata fin troppo timida:i ragazzi che protestano non si rendono conto di essere dei consumatori che avrebbero il diritto di liberarsi dei fornitori maldestri.

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-01-09/liberista-keynesiano-riempi-spazio-081327.shtml?uuid=AY60UQyC

4. Enrico - 10 gennaio 2011

Ciao vecchio,

ti parla un non più giovane.
Sei davvero sicuro che il merito faccia guadagnare un lavoro qui in italia e in generale anche nel tecnologicissimo giappone.
Credi davvero che ciò di cui campi derivi dal “lavoro” che fai?
Come mai molti dei nostri occupati pur facendo finta di lavorare vanno in crociera tutti gli anni e vivono in case ben riscaldate mentre solo un secolo fa stentavano e morivano come mosche (ovviamente intendo non in tempo di guerra) ?
E infine, credi che il “mondo” pre-rivoluzione francese (e conseguente terrore) fosse migliore ?
Un giudizio semplicistico sul costo di una camionetta e del debito pubblico non ti consentiranno di vedere l’origine del problema che forse a quei giovani è più chiaro che a te.

cordialmente

antibeppegrillo - 11 gennaio 2011

Il valore più importante di un’azienda è il suo capitale umano. Un’azienda incapace di selezionare i collaboratori in base al merito non è in grado di restare sul mercato, di crescere e di assumere nuovo personale. Perciò sì, ritengo che nella maggior parte dei casi il merito faccia guadagnare un lavoro nel settore privato.

Nel pubblico la questione è ben diversa. Un politico che riempia enti locali o ministeri d’incapaci può guadagnare più voti di quanti ne perda.

Quei giovani che hanno distrutto le camionette non facevano nessuna rivoluzione. Al contrario si battevano come reazionari per la conservazione dell’ “Ancienne Regime” dei Baroni universitari. Non proponevano nulla di nuovo. Al contrario manifestavano contro la proposta di minimi cambiamenti del peggiore sistema universitario del mondo come rapporto qualità costi.

5. Paolo - 10 gennaio 2011

Bhè, dire che “La produttività del paese si riprenderebbe e l’Italia forse ricomincerebbe a crescere.” solo e soltanto perchè “elimini” qualche lavoratore fancazzista ti fa peccare nello stesso modo in cui pecca Grillo.

Storicamente è falso ammettere che la violenza non porta da nessuna parte e va SEMPRE condannata: la parola Repubblica non avrebbe senso senza la Rivoluzione Francese .. se non si è moderati e lo si accetta, allora la violenza ha portato anche alle dittature Comunista in URSS e Fascista in Italia.

La violenza del popolo porta cambiamenti e SOLO chi ha interesse a mantenere lo status quo di questa casta può affermare il contrario.

La storia insegna, non dimentichiamola.

6. antibeppegrillo - 11 gennaio 2011

@ Paolo

non si tratta di eliminare “qualche lavoratore fancazzista” ma di ripristinare il principio secondo il quale chi lavora bene cresce all’interno delle aziende e chi lavora male ne viene espulso se non comincia a lavorare bene.

Nel momento in cui il lavoro ben fatto è premiato e quello fatto male è costretto a migliorare la crescita economica è assicurata dalla crescita della produttività.

La parola Repubblica aveva già senso prima della Rivoluzione Francese. Era stata già usata da Platone, dai Romani e dagli Americani e da molti altri popoli. Non credo che le ghigliottine del Terrore abbiamo portato molto lustro alla Repubblica.

7. Enrico - 11 gennaio 2011

“Il valore più importante di un’azienda è il suo capitale umano.”

Sbagliato e retorico.
Il valore più importante sono i soldi e tutto ciò che concorre a farne.
Il capitale umano conta così tanto che il bravo Marchionne (solo per fare l’esempio più recente ed eclatante) vuole spostare tutto in Canada.

Un’azienda incapace di selezionare i collaboratori in base al merito non è in grado di restare sul mercato, di crescere e di assumere nuovo personale.

Sì, probabilmente serve qualcuno per far girare gli ingranaggi ma parliamo di fatti.
Le industrie, le società producono sempre di più con sempre meno personale; la “crescità senza lavoro” è una banalità ma non se ne parla quasi più.
Per qui pochi posti che ci sono, che ci saranno si troverà sempre qualcuno più “bravo” nella marea di disperati che si agitano la sotto.

Perciò sì, ritengo che nella maggior parte dei casi il merito faccia guadagnare un lavoro nel settore privato.

Su questo non ho dubbi neanch’io. Ma non lo vedo poi un gran merito lo spirito di sopravvivenza.

Vincenzo - 10 febbraio 2011

Salve, scusate, è la prima volta che passo di qui.

[ “Il valore più importante di un’azienda è il suo capitale umano.”

Sbagliato e retorico.
Il valore più importante sono i soldi e tutto ciò che concorre a farne. ]

Probabilmente non sono bravissimo in italiano, però qua ci vedo qualche contraddizione.

Comunque non credo che ci sia nulla di più importante del capitale umano per un territorio: puoi avere tutto il capitale che vuoi, ma senza quello umano non durerai a lungo.
Proprio di recente me ne sto accorgendo e mi sembra la causa principale del fatto che il sud faccia così schifo. Qui il capitale umano è decisamente insufficiente, e mi sa che è troppo tardi per riuscire a crearne di nuovo.
Comunque, magari cambierai idea anche tu prima o poi: tante cose che per alcuni sono banali per altri non le sono affatto, e con l’esperienza si dovrebbe imparare.

Saluti🙂

8. gianmarco - 9 febbraio 2011

mi sa che non sapete come funziona con i consulenti (spesso neolaureati che tutto sanno tranne che lavorare in quanto senza esperienza) che lavorano nelle grandi aziende: stipendio 20 mila euro lordi annui, costo all’azienda: 80 mila euro lordi annui: dove finiscono i soldi in piu? in mano a queste società di consulenza che non hanno neanche una sede (o un ufficio per i suoi dipendenti consulenti) e d’accordo con i managers

9. gianmarco - 9 febbraio 2011

mi sa che non sapete come funziona con i consulenti (spesso neolaureati che tutto sanno tranne che lavorare in quanto senza esperienza) che lavorano nelle grandi aziende: stipendio 20 mila euro lordi annui, costo all’azienda: 80 mila euro lordi annui: dove finiscono i soldi in piu? in mano a queste società di consulenza che non hanno neanche una sede (o un ufficio per i suoi dipendenti consulenti) e d’accordo con i managers della grande azienda che vuole tali consulenti (normalmente ste società di consulenza sono fondate da ex managers della grande azienda che poi si mettono in proprio

10. Enrico - 2 marzo 2011

ciao Vincenzo,

il fatto che non creda e consideri retorica l’affermazione:
“Il valore più importante di un’azienda è il suo capitale umano.”
non vuol dire che non pensi che dovrebbe essere così, peccato che alla prova dei fatti alle società importi molto poco della gente che ci lavora e l’unico vero interesse è il profitto immediato anche a danni del lungo termine.
Una cosa è descrivere ciò che dovrebbe, un’altra ciò che è.
Non è descrivendo un mondo ideale che si cambiano le cose, ma accorgendosi di ciò che va nell’attuale.

saluti

11. Antigrillo - 26 marzo 2011

Enrico,

le aziende che vanno bene conoscono il valore del capitale umano. Basta vedere Google e Facebook come si contentono i migliori sviluppatori.

Il bello del capitalismo in mercati non viziati da monopoli o rendite di posizione è che le aziende incapaci chiudono o vengono comparate da quelle migliori.

12. Marco - 29 luglio 2011

Conclusione? Le banche hanno creata una crisi devastante e noi ne dobbiamo pagare il prezzo?
Le aziende non fanno profitto per l’incapacità di chi le dirige e io ne devo pagare il prezzo?
Le aziende non fanno profitto perché non esiste una politica industriale nel nostro paese da almeno 20 anni e io ne devo pagare il prezzo?
Le aziende non fanno profitto perché è stato creato un sistema economico globalizzato che distrugge le piccole aziende e le realtà economiche locali (magari io mi ero battuto 10 anni fa anche contro questa globalizzazione) e ora sono sempre IO a doverne pagare il prezzo?
Le aziende sono strozzate da banche che praticano l’usura legalizzata e io devo pagarne il prezzo?
Ora, invece di fare il saccente che parla a stomaco pieno, perché non provi a capire la rabbia di chi non ha altra possibilità per vivere che doversi affidare ad un datore di lavoro, che alla prima difficoltà ti scarica come un prodotto usa e getta?


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