jump to navigation

Un Sogno Leghista di Roberto Saviano 18 novembre 2010

Posted by antibeppegrillo in antipolitica, Beppe Grillo, Blog, commenti, internet, Politici.
Tags: ,
trackback

Oggi 22/11/2010, mi pento della stupidità di questo mio Post e ringrazio Michael per avermelo fatto notare. Lascio il Post pubblicato per onestà intellettuale, sperando che nessuno lo usi contro di me tra 10 anni, come io ho fatto con un racconto un po’ paradossale di Saviano. Comincio con le mie scuse verso Michael e gli altri lettori.

Ok, sono d’accordo con te Michael.

Ho sbagliato. Il racconto scritto da Saviano quando aveva 24 anni non ha nessuna attinenza con quello che oggi dice Saviano e non ne mina in alcun modo l’autorevolezza

Mi scuso con i lettori per questo Post stupido. Ho commesso uno dei peggiori errori logici: La “fallacia ad hominem”, che consiste nel contestare un argomento cercando di colpire il suo autore, invece di confutarne la validità delle argomentazioni.

Vi prego di perdonare la mia perdita di capacità logiche, che spero sia temporanea.

Ecco cosa scriveva nel 2003 l’imparziale Saviano che oggi si erge a giudice del Processo Del Popolo in onda su RAI 3:

Un sogno leghista

di Roberto Saviano

“Spara, spara!”
“Ma a chi cazzo sparo, è notte, qui è tutto nero.”
“Appunto: spara dove vedi nero, più nero è, più spara! Muoviti che scappano, muoviti che li perdiamo, spara.”

E io inizio a sparare con un mitra installato a prua della nave. Sparo ai gommoni, alle zattere, ai ragazzini che cadono in acqua, sparo alle arrugginite navi, agli scafi sfasciati, alle famiglie maghrebine, agli uomini nigeriani.
“Sì, sparali tutti, dài, fai sparare anche un po’ a me.”
Lascio spazio al mio superiore, inizia a far schizzare l’acqua di colpi.
“Via mangiatori di lavoro, prostitute che guadagnano sui nostri piaceri, spacciatori, usurpatori di case, profanatori di chiese, orinatori di crocifissi, morite, cani!”

Mi guardo in uno specchio della nave, ho la divisa dell’Armata Padanadella Repubblica del Nord, l’APRN. Sono un sottufficiale. “Agli ordini,” devo rispondere.
“A lavorare, padano – mi dice il superiore – non fare il meridionale, spara, spara, o non avrai più lavoro.”
Riprendo il mitra, inizio a sparare ai superstiti, quelli che si sono aggrappati agli pneumatici di salvataggio.
“Spara ai pneumatici così li fai morire affogati, imparano la prossima volta a venire a rubarci il lavoro e il nostro benessere! Ladri!”

Li abbiamo fatti fuori tutti, ci dice il capitano: “Trecento più qualche ragazzino. Dovremmo arrivare a trecentotrenta extraumani, bel lavoro ragazzi!”

Mentre la nostra nave sta tornando nel porto nordico, passiamo vicino a alcune spiagge siciliane:
“Spara ai pedalò, spara ai pedalò.”
“Ma come – dico – mi sembrano bagnanti italiani, non posso.”
“Spara, cazzo! Questi sono meridionali, fanno il bagno mentre al nord lavorano, mentre i nostri compatrioti sgobbano in fabbrica, vicino alla pressa, al fianco delle vacche, spara! Spara al terrone che mangia sul nostro sudore!”
Tratatatatata, inzio a sparare contro i pedalò, ne faccio fuori dieci.
“Bravo, soldato padano, così imparano questi turisti meridionali a godere alle nostre spalle. Bastardi!!”

Finalmente approdiamo nel porto nordico. Scendiamo. Ci sono festoni, fuochi d’artificio e migliaia di compatrioti in verde: “Viva l’armata del nord, morte al sud, ai negri, ai miserabili!” Tutto il nostro equipaggio si avvicina alla dirigenza. Ci sono tutti, ma è il gerarca maggiore,Umberto Bossi che mi avvicina e dice:
“A te, suldà del nord, te demo quest’onoreficenza, perché più di tutti li suldà del nord hai sfracagnato, sgozzato, ammazzato i negher, i negri, gli arabi, gli africani, gli albanesi appestati che vengono qui, rubano, stuprano e pisciano vicino alle nostre chiese! A te soldato clemente che a differenza dell’americano hai ucciso il negro quando stava per emigrare cioè rubare, e non quando stava a casa sua! Questo ti fa onore, perché significa che sei buono e clemente! Evviva il massacratore, evviva l’Armata del nord!”

Io tremavo, avrei dovuto dire che ero nato a Napoli, da madre ebrea e padre vesuviano… Mi avrebbero impiccato però.

“Eccoti la medaglia, suldà! La medaglia dell’ordine padano delBrambilla, anonimo e laborioso industriale che seppe non contaminarsi con la cultura, con i terroni e con i negri. Che ha avuto decine di auto, tre mogli, cinque figli e soprattutto non è mai sceso al di sotto diMantova!” Bossi mi decorò al valore, e lui stesso mi appuntò sul petto la medaglia.

“Evviva l’ordine del Brambilla! Evviva il nord! Evviva il lavoro!” Gridavano tutti, poi la folla entusiasta iniziò a lanciarmi in aria. Una, due, tre, quattro volte, ma alla quinta persero per stanchezza o ubriacatura la presa e finii per terra.

Proprio mentre stavo battendo la testa sul selciato, mi sono svegliato all’improvviso. Completamente madido di sudore, la fronte unta, il letto inzuppato. Era solo un incubo, sono ancora al sud, non ho nessuna divisa. Ho la bocca amara e la lingua incollata al palato, dev’esser stata la maledetta impepata di cozze che ho mangiato a Posillipo ieri sera. Mi ha alterato l’apparato cognitivo, i polipetti all’insalata si sono incastonati tra la memoria ed il ricordo, le alici marinate hanno tappezzato il mio sistema nervoso centrale. Beh era solo un sogno, meno male. Ho la pancia piena d’aria malsana. Stamattina andrò a Sorrento a farmi un bel bagno meno male che sto a sud…

Appena apro la finestra invece, sotto casa mia vedo un marasma di bandiere verdi, di inni, va’ pensiero. “Roma merda! Forza Etna, ForzaVesuvio! Fuori i negri dalla Padania! Imam, vi strapperemo la barba riccia e ve la ficcheremo nel culo!” La faccia di Maroni sulle magliette a sfondo verde, come un Che Guevara leghista, i profili affiancati diBossiCastelliSperoni sulle bandiere dei grandi maestri padani, in stile MarxLeninMao.
Che succede!? Maledizione, anche al sud i leghisti? Cazzo, non è possibile. C’è una contraddizione di sistema.

Giù vedo anche Ciro, il mio amico simpatizzante anarchico, incredibile! “Robè, scendi, – mi dice – abbiamo scoperto che anche noi siamo nord!”
Io non rispondo, sto zitto, continuo ad innaffiarmi i piedi del mio sudore grondante.
“Sì, scendi, manifesta, noi siamo i polentoni dei tunisini, dei marocchini, dei libici, dei siriani, anche noi possiamo avere l’autonomia, anche noi possiamo sparare a tutti, non siamo più terroni, anche noi siamo nord, anche noi siamo ricchezza, non puzziamo più, non puzziamo più. Siamo nord, noi, diamo lavoro, noi!”

Scendo giù, sono sicuro che è tutto uno scherzo, invece sentoBorghezio che sul palco della piazza di Caiazzoun minuscolo paesino del casertano, sbraita:
“Padani d’Italia, uniamoci, debelliamo la lingua romana! Il lombardo, il bergamasco, il veneto, dovranno essere le nuove grammatiche della civiltà della ricchezza, delle villette, dei valori cristiani. Amici terroni, oggi i padani vi battezzano con le acque del Po ed i sacri liquidi del segretario Bossi, da oggi voi siete nord della grande malattia continentale chiamata Africa. Da oggi anche voi lavorerete venti ore al giorno, vivrete con i fucili dentro casa e potrete sparare ad ogni albanese e negro del cazzo. Oggi siete a pieno titolo Padani!”
E la piazza, urlante iniziò: “Viva il nord, Viva il nord, Viva Verona, VivaVercelli, Viva PontidaBergamo capitale!”

Torno a casa, m’infilo sotto la doccia gelida, esco ancora nudo fuori al balcone, spero di svegliarmi. Invece, ancora bandiere verdi…

Spero che tra poco suoni la sveglia, l’avevo programmata per le dieci e trenta, mi sveglierò ed a Sorrento ci andrò subito. Spero.

da http://www.robertosaviano.it/articoli/un-sogno-leghista/

Annunci

Commenti»

1. Michael - 20 novembre 2010

Ti invito a confrontare il tuo punto di vista con quello espresso su questo blog:

http://www.polisblog.it/post/9026/le-firme-contro-saviano-su-il-giornale-e-che-cosa-ha-scritto-davvero-saviano

In particolare, ritieni sia corretto porre sullo stesso piano il monologo di Saviano a Vieni via con me e “un racconto breve,… non un articolo, non un pezzo giornalistico”?

2. antibeppegrillo - 22 novembre 2010

Ok, sono d’accordo con te Michael.

Ho sbagliato. Il racconto scritto da Saviano quando aveva 24 anni non ha nessuna attinenza con quello che oggi dice Saviano e non ne mina in alcun modo l’autorevolezza

Mi scuso con i lettori per questo Post stupido, in cui commesso uno dei peggiori errori logici: La “fallacia ad hominem”, che consiste nel contestare un argomento andando a colpire il suo autore, invece di contestarne la validità.

Vi prego di perdonare la mia perdita di capacità logiche, che spero sia stata temporanea.

Giacomo

3. Michael - 23 novembre 2010

Mi fa molto piacere leggere questa tua risposta, non perché concordi con me e con gli autori di Polisblog, ma perché hai confrontato il tuo punto di vista con un altro. È una qualità rara all’interno di Internet (e mi verrebbe da dire anche all’esterno), dove spesso trovi solo chi pontifica le sue opinioni (o quelle che ha appreso da chi ha eletto suoi santoni) come se fossero l’unica realtà accettabile.

4. antibeppegrillo - 23 novembre 2010

Grazie Michael.

5. daniz - 3 gennaio 2011

Non sarà un pezzo giornalistico, sarà un racconto, resta il fatto che non SA e non SAPEVA scrivere che cose banali. Il racconto è brutto, l’atto antiestetico resta.

6. Antibeppegrillo - 4 gennaio 2011

Quel racconto faceva pena. Però a me il libro Gomorra è piaciuto


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: