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L’assurdo paradosso della Democrazia 30 marzo 2010

Posted by antibeppegrillo in antipolitica, Italiani.
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Ha ragione Miss Hentai:  “no, Giulio, ma devi convenire che l’italiano medio non si intende affatto di politica, non ne ha gli ideali, se ne fotte di avere una coscienza politica capace di giusto discernimento“.

Democrazia. Perché funziona?

Avendo vissuto un anno nella prima democrazia del mondo, posso dire tranquillamente che: “l’americano medio si intende di politica molto meno dell’italiano medio, ha una coscienza politica molto meno sviluppata, ed un livello culturale molto inferiore”.

Diciamocelo sinceramente. La Democrazia non dovrebbe funzionare. Né quella italiana né tantomeno quella americana.

Invece cara Miss Hentai, si vive molto peggio dove la Democrazia non c’è.

Com’è possibile che funzioni un sistema in cui il voto di un professore di Diritto Costituzionale vale come quello di un tifoso teppista?

Com’è possibile che funzioni un sistema in cui il voto degli studiosi vale come quello degli ignoranti? I secondi saranno sempre più numerosi dei primi.

Eppure… La Democrazia, benché sembri assurda, è meglio di qualsiasi altro sistema e garantisce un livello di libertà e di benessere superiore a qualsiasi altro sistema mai provato.

Perché ?

Credo che per capirlo si debba comprendere il rispetto per gli umili espresso con chiarezza da Cristo.

La persona umile, che non ha potuto o voluto studiare, è spesso altrettanto capace dell’intellettuale di cogliere i fatti importanti della vita e scegliere le persone giuste.

Molti intellettuali (e Beppe Grillo) immaginano che le persone semplici siano stupidi automi influenzabili dalla televisione. Non è così. Le persone semplici possono anche guardare 2 ore al giorno di televisione, ma non per questo si lasceranno lavare il cervello.

40 anni di televisione comunista, scuola comunista, giornali comunisti, deportazione in Siberia di chi la pensava diversamente, sono crollati miseramente. Solo una minoranza di russi ha votato per i Comunisti quando ci sono state alternative. 40 anni di tentativo di lavaggio del cervello sono serviti a poco. Per fortuna!

L’imperfettissima Democrazia funziona perché consente cambi di governo incruenti, consente mediazione tra interessi contrapposti, obbliga alla ricerca del consenso, garantisce la libertà di seguire le proprie aspirazioni. In Italia abbiamo la fortuna di vivere in una Democrazia imperfettissima.

Uno dei vantaggi più straordinari delle Democrazie Europee è quello di potersi liberamente trasferire da una Democrazia all’altra. Spero però che Miss Hentai non si avvalga di questa facoltà e scelga invece di rimanere con noi, conservando il suo splendido senso critico 🙂

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Commenti»

1. Q - 7 aprile 2010

vorrei dire questo: vivo in una cittadina il cui sinfaco si è, recentemente, candidato alle regionali.

Ed è stato trombato a sangue.

Aveva sempre vinto, e come sindaco, nel primo anno, non era malaccio. Poi, è cominciato a farsi Re. Non rispondeva in comune, non rispettava gli appuntamenti, trequentazioni così così…

Gli ultimi due anni, passati a cercar voti in giro per la provincia. Ma del territorio?
Insomma, la lista in cui si è candidato lui ha vinto. Ma i voti della zona non li ha presi proprio.

La gente in cabina elettorale ci va da sola: se vota Berlusconi una volta, Prodi l’altra e cambia sempre, non è altro che mancanza di reali alternative. Giusta osservazione, quindi: gli si dia le alternative, e risponderà.

Altrimenti, in un classico italiano, sarà Di Pietro a prevalere: nulla di male, anzi, ma i magistrati raramente si sono dimostrati buoni governanti, dato che delle leggi hanno una visione troppo professionale.

Quel che servirebbe, è un partito che nasca dal basso, e i segni che questo stia per accadere ci sono.

2. Jacopo Peloso - 14 aprile 2010

Hai scritto “…Molti intellettuali (e Beppe Grillo) immaginano che le persone semplici siano stupidi automi influenzabili dalla televisione. Non è così. Le persone semplici possono anche guardare 2 ore al giorno di televisione, ma non per questo si lasceranno lavare il cervello.”
Ti vorrei fare una bella lezione di Marketing, ma mi limito a segnalarti un paio di errori solo in questa parte:

1) il mezzo televisivo rappresenta il canale che meglio rappresenta le necessità delle aziende di pubblicizzare i loro prodotti. Non sono solo gli sciocchi e gli “stupidi automi” ad esserne influenzati, ma tutti, belli e brutti, intelligenti e stupidi. La pubblicità televisiva fa leva sulle nostre emozioni e le nostre debolezze per evocare il desiderio di comprarla e per spegnere uno stato di necessità magari creato proprio dalla pubblicità stessa.

2) in 2 ore di televisione ti guardi in media una decina di spot pubblicitari diversi. Vuoi dirmi che tra quei 10 non ci può essere nemmeno uno spot che abbia convinto un ipotetico spettatore/consumatore a comprare o in qualche modo provare un nuovo prodotto?

3. Antibeppegrillo - 15 aprile 2010

Caro Jacopo,

la tua lezione di Marketing è interessante, ma si riferisce al Marketing degli anni ’60.

Il marketing anni ’60 era transazionale, ovvero faceva “leva sulle nostre emozioni e le nostre debolezze per evocare il desiderio di comprarla e per spegnere uno stato di necessità magari creato proprio dalla pubblicità stessa”. L’obiettivo era la transazione di vendita fine a se stessa. Oggi questo marketing sarebbe fallimentare.

Chi fa marketing oggi deve partire dal concetto opposto, quello di “Empowered Customer”. Le “debolezze” anni ’60 sono sparite. Il Cliente oggi ha preso potere per una serie di ragioni che vanno dalla concorrenza globale tra aziende, al maggiore livello d’istruzione ed alle reti di comunicazione in grado di smentire in tempo reale un messaggio promozionale fallato.

Il marketing oggi è relazionale. Un’azienda per rimanere sul mercato deve creare con il cliente una relazione continuativa nel tempo basata sul valore dei prodotti per il cliente, sui servizi erogati, sul rispetto dell’ambiente sociale e naturale, sulla fiducia reciproca e sulla capacità d’innovazione.

Ti suggerisco questo bellissimo video di Kotler, autore dei manuali di marketing più studiati nelle università du tutto mondo.

http://www.themagazinepost.tv/default.php?idf=84


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