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La truffa del sushi: per legge il sushi deve essere congelato, ma viene spesso spacciato per pesce fesco 11 maggio 2009

Posted by antibeppegrillo in Beppe Grillo.
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Lo so, non c’entra nulla con Beppe Grillo, ma questa scoperta è stata per me davvero scioccante:

l’unico sushi legale in italia è quello congelato o surgelato.

mortale per esseri umani

mortale per esseri umani

Come l'anisakis arriva all'uomo

Ecco l’articolo di Altroconsumo che spiega perchè si rischia la vita con l’Anisakis se il sushi non è congelato:

Sushi nudo e crudo

Tanto riso e poco pesce, non sempre freschissimo, e scarsa prevenzione dei rischi sanitari. Ecco cos’è davvero la cucina jap take away di Roma e Milano.

raffinato, modaiolo, ma anche nutriente e poco calorico, il sushi avanza anche in Italia. Anche se alcuni storcono il naso solo a sentirne parlare. Sarà che non piace a tutti i palati, ma di solito è soprattutto la diffidenza a tenere lontani dalla cucina giapponese. In effetti, mangiare pesce crudo espone al rischio di assumere parassiti capaci di provocare disturbi gastrointestinali anche gravi (come l’Anisakis). La buona notizia è che questo rischio nella nostra indagine non è emerso. Ma ciò non significa che il problema non esista. I ristoratori giapponesi non fanno prevenzione come dovrebbero. Mentre con il pesce crudo servono tutte le cautele possibili. Congelamento obbligatorio II rischio è azzerato solo se il piatto è preparato, come dovrebbe essere, con pesce congelato. Non lo sapevate? Strano, ma vero: è una forma di prevenzione sanitaria. La legge (il Regolamento europeo 853/2004) prevede che i pesci consumati crudi debbano essere lasciati nel congelatore per almeno 24 ore a meno 20 gradi. Il congelamento, così come il calore della cottura, uccide i parassiti. E quindi il pesce crudo, congelato appena pescato e scongelato poco prima del consumo, è più sicuro di quello servito nature.
Solo 3 dei 19 ristoranti giapponesi inclusi in questa inchiesta osserva la regola, e questo è un fatto grave. Forse è un problema culturale, che affonda le radici nella tradizione culinaria giapponese. C’è anche un aspetto pratico, perché il freddo altera in parte l’aspetto degli alimenti, anche se ne preserva le caratteristiche. Per esempio il tonno, tanto amato dalla cucina nipponica, su cui abbiamo fatto la verifica del congelamento, con il freddo tende a scurirsi, diventando meno appetibile. Certo è un peccato, ma prima di tutto si dovrebbe pensare alla salute. Il problema non è trascurabile. In Italia negli ultimi dieci anni sono aumentati i casi di disturbi dovuti all’Anisakis, un parassita che può provocare allergie o malattie più gravi, presente in molte specie ittiche: per fortuna non lo abbiamo trovato in nessuno dei campioni analizzati. In Giappone il parassita del pesce è considerato un problema di salute pubblica ed è in questo paese che si registra la quasi totalità dell’incidenza della mallattia a livello mondiale: il legame con il consumo di pesce crudo dunque è evidente. Cosa si fa in Italia? Quello che emerge dall’indagine è che la responsabilità di azzerare ogni rischio ricade sul cliente, abituale consumatore di sushi. In pratica dovrebbe prendersi la briga di chiedere al ristoratore se il pesce crudo che gli sta servendo è stato congelato. E mangiarlo solo in caso affermativo. Ma in quanti sanno che il congelamento del pesce mangiato crudo è utile e obbligatorio? La minaccia del resto vale anche per un piatto nostrano molto popolare: le alici marinate. Il succo di limone o l’aceto non Riso a caro prezzo bastano a uccidere i parassiti, occorre appunto il congelamento prolungato. Chissà se le alici, o comunque il pesce crudo che servono i ristoratori italiani (i carpacci per esempio), hanno passato una giornata nel congelatore. Se d’istinto (ma è un pensiero puramente irrazionale) i consumatori sposano il comportamento dei ristoratori, perché sono allettati dall’idea di mangiare pesce fresco al 100%, resteranno invece un po’ delusi dalla scarsa generosità mostrata dagli chef. Nel sushi nostrano, infatti, di pesce ce n’è troppo poco. La cucina tradizionale giapponese prevede che ci debba essere una giusta proporzione tra la quantità di riso e di pesce da servire. Il filetto non deve essere mai troppo sottile e deve coprire adeguatamente la pallina di riso. Nel caso del nigiri (vedi glossario a pagina 21), per esempio, è consuetudine che due o tre parti di riso si accompagnino a ogni porzione di pesce. Il braccìno corto ce l’hanno quasi tutti i ristoranti visitati: solo uno su tre si prodiga, di solito invece abbondano con il riso. A guardar bene, insomma, i prezzi mediamente elevati dei piatti giapponesi non sono sempre giustificati, perché buona parte della spesa serve a pagare semplice riso, per quanto elaborato sia. Igiene al limite Partendo dal presupposto che il pesce è un alimento particolarmente vulnerabile ai microrganismi, abbiamo fatto indagini di laboratorio molto approfondite (vedi il riquadro Tutti i numeri a pag. 22). • Microbiologia. Il risultato complessivo è abbastanza confortante: non ci sono particolari problemi sui campioni analizzati, anche se non manca qualche microbo, ma nessuno è di quelli rischiosi per l’uomo. Segno comunque che a volte in cucina e nella cella frigorifera le procedure utilizzate dai ristoratori non sono corrette. Le buone pratiche igieniche mancano in quattro campioni. • Freschezza. Per il pesce crudo, questo è un requisito fondamentale. Che sia molto fresco è il minimo che ci si deve aspettare. Alcuni ristoranti, invece, deludono(soprattutto il romano Itoya, ma anche il Parco di Milano e il Ginza di Roma). • Mercurio. Quando si tratta di tonno c’è sempre il rischio che ci possa essere il mercurio, un metallo pesante che inquina i mari e che si accumula nei pesci di grossa taglia. Quello servito da Hasekura a Roma è oltre i limiti di legge. • Istamina. Sempre nella capitale, questa volta siamo da Ginza, c’è un altro problema nel tonno: valori elevati di istamina, un indicatore di conservazione non adeguata del pesce, che può provocare intossicazione nell’uomo, la cosiddetta “sindrome sgombroide”, con sintomi simili a una reazione allergica.

Le virtù della cucina giapponese

Con le adeguate precauzioni, la cucina giapponese è del tutto consigliabile. Se il popolo del Sol levante è uno dei più longevi, lo si deve anche alla particolare alimentazione che osserva, come hanno dimostrato alcuni studi. I piatti giapponesi hanno pochi grassi (tranne qualche eccezione, come la tradizionale frittura, tempura) e sono ricchi di alimenti ad alto valore nutritivo. Prima di tutto il riso, che apporta amidi e carboidrati complessi, che danno energia a lento rilascio (come pasta e pane). Quanto al pesce, è ricco di proteine nobili e di acidi grassi omega-3, che contrastano l’accumulo di colesterolo nel sangue. Le alghe sono ricche di iodio, il tofu (il formaggio di soia) apporta proteine. La verdura, molto utilizzata, garantisce l’apporto di vitamine e sali minerali. Un piatto jap è equilibrato, è digeribile e ha poche calorie. Ecco perché è adatto anche a chi è a dieta, mentre è sconsigliato a donne incinte e bambini: a meno che non ci si limiti ai piatti cotti, di cui la cucina orientale è ricca. • LA NOSTRA INCHIESTA Abbiamo acquistato un pasto lunch in ristoranti giapponesi che fanno anche servizio take away, 10 a Milano e 9 a Roma. Abbiamo incluso 4 prodotti confezionati venduti nella grande distribuzione. Ogni campione è stato ispezionato e sottoposto all’assaggio. CONGELAMENTO DEL PESCE Per verzicare se il pesce crudo è stato congelato per almeno 24 ore prima di essere servito, come previsto dalla legge, nel tonno abbiamo cercato uno specifico enzima, contenuto nelle cellule, che tende ad aumentare a seguito del congelamento, fuoriuscendo dai tessuti. Il processo è simile a quanto succede a una bottiglia di vetro piena d’acqua che congelandosi aumenta di volume e, per pressione, si rompe. A CACCIA DI BATTER! In laboratorio abbiamo cercato i batteri pericolosi e gli indicatori di inadeguate pratiche igieniche. Nel tonno abbiamo cercato anche il mercurio e l’istamina.
INGREDIENTI E SPECIALITÀ WASABI: è una pasta di colore verde che si ottiene dalla radice del rafano. Per le sue proprietà digestive e antibatteriche è l’ideale per accompagnare il pesce crudo. Va usato con parsimonia: è piccante, il sapore è pungente. Il miglior wasabi è fresco, ma in vendita si trova di solito in tubetto, con aggiunta di coloranti. GARI: sono fettine sottili di zenzero, marinate con aceto di riso, acqua, sale e zucchero. Aiutano a “pulire la bocca” tra un boccone e l’altro di pesce, rendendo possibile distinguere meglio i vari sapori. ALGAKOMBU:e un ingrediente fondamentale nella cottura del riso, viene aggiunta durante la cottura -i — per insaporirlo. Viene tolta quando è pronto. ALGA NORI: e un foglio di alghe essiccate un po’ più piccolo di un formato A4, e viene utilizzata per la composizione dei maki (rotoli di riso di solito con pesce). NIGIRIZUSHI: chiamato erroneamente sushi, è il tradizionale piatto di bocconcini di pesce e riso che ha reso famosi i ristoranti giapponesi nel mondo. SASHIMI: bocconcini di tonno, salmone, sgombro, orata, branzino e molluschi tagliati in fettine sottili, serviti con una salsa (di solito soia con wasabi) in cui intingerli. Per i giapponesi il sashimi è un’arte: l’apprendista cuoco può selezionare, tagliare e disporre il pesce solo dopo quattro anni di attenta osservazione del maestro. FUTOMAKI e URAMAKI: sono rotolini di riso. I futomaki sono avvolti da uno strato esterno di alga nori con dentro pesce, verdura, frittata o avocado (la versione più sottile e con un solo ingrediente si chiama hosomaki). Si parla di uramaki, invece, quando il rotolo di riso e pesce ha l’alga nori all’interno e il riso è disposto come contorno esterno, cosparso di semi di sesamo.
Lo spuntino giapponese costa in media poco meno di 2 euro al pezzo, ma di pesce ce n’è troppo poco
TUTTI I NUMERI 1 Ecco in sintesi i risultati dei bocconi di sushi e sashimi sottoposti alle analisi di laboratorio. L’obbligo di congelamento del pesce, ignorato in quasi tutti i casi, è invece una necessaria pratica di prevenzione sanitaria quando si mangia l’alimento crudo. Ma il 1 congelamento deve essere fatto su una materia prima di assoluta freschezza, non sempre garantita dai ristoranti, e seguito da pratiche igieniche adeguate, indispensabili quando l’alimento è particolarmente delicato, come il pesce crudo. OPOCO FRESCHI TROPPO MERCURIO ! | 1 TROPPA ! ! 1ISTAMINA BOCCIATI IN IGIENE Solo tre campioni ! rispettano la legge i per questo parametro (vedi tabella in basso). i I ristoratori fanno i troppa poca J prevenzione sanitaria i contro i parassiti. I filetti di pesce che [ ricoprono le palline di riso a volte sono filiformi. Si vuole incontrare il gusto occidentale, poco abituato a mangiare pesce crudo? i ì La maggior parte dei [ ] campioni ottiene una i i valutazone solo i l accettabile, ma tre i bocconi di nigiri sono i i stati considerati j j davvero poco freschi: j quindi sono bocciati. Indesiderata presenza dei pesci di grande taglia, questo metallo pesante è tipicamente presente nel tonno: in un caso oltre i valori consentiti per la tutela della salute umana. i Alla formazione di istamina concorrono numerosi ceppi batterici. Se ce n’è J troppa significa che la i conservazione e la [ manipolazione del i cibo non è adeguata. Parametro spesso al | limite (vedi la i microbiologia in i tabella), in 4 campioni [ j è emersa una scarsa i i attenzione alle norme ! ! igieniche : sono i i bocciature sonore.
ZEN Via Maddalena, 1 HANA SUSHI Via degli Zuccaro, 5 KYOTO Via Pisacane ang via Bixio MY SUSHI http://www.mysushi.it (1) NU Via Feltre, 70 ORIGAMI JAPANESE CUSINE Via G. Rosales, 4 PARCO Vìa Cavour, 7 POPOROYA Via Eustachi, 17 SHUN Viale Tunisia, 6 WU TAYO Viale Ranzoni, 6 • SEN SUSHI c/o Centro commerciale Parco Leonardo [ ITOYA Viale Regina Margherita, 164 DARUMA SUSHI Via Flaminia Vecchia, 464B FUSION FOOD Via Brunetti, 6 (Angolo Via del Corso) GINZA Via Emanuele Filiberto, 271 HAMASEI Via della Mercede, 35 TAIYO Piazza Oreste Tommasini, 12 TAKE SUSHI Viale Trastevere, 4 HASEKURA Via dei Serpenti, 27
TABELLA COME LEGGERLA (1) Ordinazione fatta onllne. Microbiologia II giudizio è complessivo, in realtà sono diversi i parametri che compongono questa prova, una delle più importanti dell’indagine. In sintesi si tratta di controllare la presenza di batteri pericolosi (non ne abbiamo trovati) e di verificare che la conservazione e la manipolazione dell’alimento siano adeguate. I giudizi negativi non indicano la presenza di pericoli per la salute, ma sono il segnale di scarse garanzie igieniche. Freschezza II giudizio complessivo non può superare quello ottenuto su questo parametro fondamentale. Congelamento La prova è fondamentale, perché è la spia di una violazione di legge. La non osservanza delle regole, in questo caso una prevenzione sanitaria obbligatoria contro i parassiti, è imperdonabile. Ecco perché se il congelamento preventivo non è osservato il giudizio globale è pessimo. H Ottimo + Buono • Accettabile – Mediocre © Pessimo
SUSHI CONFEZIONATO Abbiamo messo alla prova 4 nigirizushi venduti nei supermercati: Esselunga, Yama sushi, Sushi away e Seabreeze (surgelato). Nessuno dei campioni conteneva tonno, quindi non è stata fatta la ricerca di mercurio e istamina. Per lo stesso motivo non abbiamo potuto verificare se il campione era congelato, ma in etichetta i prodotti si dichiarano decongelati. A parte il caso di Esselunga, di pesce ce n’è sempre troppo poco. Il sushi confezionato in media è risultato più fresco, ma all’assaggio i campioni hanno deluso.
L’ESPERTA GIAPPONESE “Voi italiani mangiate tanto, qui i ristoranti vendono porzioni più abbondanti rispetto al Giappone. Un piatto medio per voi è composto da dodici pezzi, da noi quello standard ne include solo otto”, racconta l’insegnante di cucina giapponese. “In Giappone – continua l’esperta le donne non possono fare lo chef perché la loro temperatura corporea è più alta di quella dell’uomo: rischiano di “cuocere” il pesce, vuole la tradizione, toccandolo con le dita”. L’importanza del taglio Né troppo spesso né troppo sottile: l’arte della cucina giapponese dipende molto dalla capacità dello chef di tagliare il pesce in modo impeccabile: “II taglio deve essere continuo e deciso. Il coltello è l’utensile più importante. Deve avere un’eccezionale affilatura, realizzata rigorosamente a mano”. “Il sushi pressato, utilizzando l’apposito contenitore di legno (vedi foto in basso), è la forma più tradizionale, oggi quasi scomparsa perché più lunga da preparare”.
Come si prepara un nigiri tradizionale Taglio del pesce Sushi in realtà è il nome del riso utilizzato per un’ampia varietà di prelibatezze nipponiche. In giapponese significa anche “organizzare il piatto”. Ecco come. Preparazione del riso Serve un riso bianco, dolce, a grano corto di varietà Japonica. Viene lavato, cotto a vapore, poi imbevuto di aceto di riso nel quale sono disciolti zucchero e sale. Si formano delle palline ovali lavorando il riso con le mani. Nella preparazione del nigiri non mancano mai tonno e salmone, ma si usano anche altri tipi di pesce. Tra il riso e il filetto si mette una leggera ombra di wasabi e poi si fanno aderire le due parti, che devono rimanere unite. Presentazione del piatto I diversi nigiri (che erroneamente chiamiamo sushi) vengono affiancati, componendo un insieme di sapori e di colori. Possono essere serviti anche insieme ad altre varietà di piatti, spesso zuppe o minestre.
Via libera al pesce crudo, alimento sano, ma con le dovute precauzioni
PROVE DI ASSAGGIO: PREGI E DIFETTI Per la cucina giapponese il riso è un ingrediente fondamentale, che deve avere una consistenza particolare: non deve essere gommoso, come a volte è emerso nelle nostre prove di assaggio, ma non deve disfarsi facilmente. La tradizione vuole che la pallina di riso sia fatta a mano, ma oggi qualche ristorante utilizza macchinari appositi per produrle in serie. La differenza si vede a occhio nudo, come rivela la foto in basso: il boccone a sinistra è perfettamente geometrico. Un altro difetto è l’ombra di colore lasciata dal tonno sul riso: segno di poca freschezza. Nel complesso il sushi è piaciuto, ma qualche difetto non manca. Il riso è poco intriso di aceto e spesso manca il wasabi: forse in entrambi i casi ci si vuole avvicinare al gusto italiano. I piatti del Sol levante hanno il pregio di essere presentati secondo geometrie e colori studiati nel minimo dettaglio. Tanti gli elementi ornamentali utilizzati: foglie (finte o di insalata), rapa tagliata finemente, alghe, che a volte servono a tenere uniti i vari alimenti. Anche quando il piatto è take away il packaging è raffinato e curato, come è emerso nell’indagine.
La nostra voce ODelusione per gli affezionati frequentatori di ristoranti giapponesi: c’era da aspettarsi più rigore dalla tradizione nipponica. Non sono emersi rischi per la salute, ma con il pesce crudo non si scherza, la prevenzione è necessaria. Una è la regola d’oro per azzerare il rischio parassiti: cuocere o congelare, e cosi vuole la legge. Mentre i disturbi dovuti al parassita Anisakis sono in aumento in Italia, i ristoratori violano le regole a tutela della salute, che vincola la vendita di pesce crudo al conge- lamento preventivo. Abbiamo denunciato i 16 ristoranti jap di Roma e Milano non in regola al ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali. Gli stessi controlli andrebbero fatti regolarmente nei ristoranti che servono pesce crudo, anche quelli italiani. Alle autorità abbiamo segnalato anche gli altri problemi emersi. Anche senon espongono i consumatori a rischi immediati per la salute, mercurio, scarsa Igiene e poca freschezza non sono accettabili. Soprattutto se ci si attende un servizio di qualità.

ecco il link ufficiale alla legge:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:139:0055:0205:IT:PDF

REGOLAMENTO (CE) N. 853/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO

E DEL CONSIGLIO

del 29 aprile 2004

SEZIONE VIII: PRODOTTI DELLA PESCA

CAPITOLO III: REQUISITI APPLICABILI AGLI STABILIMENTI, INCLUSE LE NAVI, PER
LA LAVORAZIONE DEI PRODOTTI DELLA PESCA
D. REQUISITI RELATIVI AI PARASSITI
1. I prodotti ittici di seguito precisati devono essere congelati a una temperatura non superiore
a –20°C in ogni parte della massa per almeno 24 ore; il trattamento dev’essere eseguito sul
prodotto crudo o sul prodotto finito:
a) i prodotti della pesca che vanno consumati crudi o praticamente crudi;

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Commenti»

1. carlo - 18 maggio 2009

Ciao, permettimi di chiarire: il tuo titolo è fuorviante. La legge europea prescrive che alcuni prodotti ittici destinati al consumo a crudo devono subire un processo di surgelazione per almeno 24 ore al fine di eliminare eventuali larve di anisakis.
Questo NON SIGNIFICA CHE IL SUSHI DEVE ESSERE SURGELATO o che il sushi è a norma di legge solo se congelato.
Significa semplicemente che per il solo ingrediente pesce (e solo per alcuni pesci) bisogna applicare un abbattimento di temperatura.
Il metodo usato generalmente dalle aziende di maggiori dimensioni (è una questione di spazi e attrezzature) è: abbattere i filetti di pesce sottovuoto per almeno 24 ore, riportarli a temperatura 0-4 °C in cella refrigerata (in modo da non stressare i filetti) poi utilizzarli come se fossero freschi. In questo modo si preserva la qualità del pesce e si può produrre un sushi fresco in linea con la legislazione.
Ugualmente fuorviante è sostenere -come sembra fare l’articolo di altroconsumo, pure molto interessante- che le etichette devono riportare l’indicazione “surgelato” per i pesci che subiscono abbattimento di temperatura o indicare che si rispetta la legge 853/2004 sull’abbattimento. Significherebbe che ogni azienda -di qualunque settore- dovrebbe riportare in etichetta TUTTE le leggi a cui ottempera. E’ evidentemente un nonsenso: le leggi semplicemente si rispettano.
Riguardo all’abbattimento dei pesci a rischio di anisakis, noi di YAMA SUSHI sottoponiamo rigorosamente i filetti a abbattimento di temperatura e lo facciamo dal primo giorno di attività: pur conservando un’anima artigiana, siamo organizzati da industria alimentare, essendoci dotati di tutta l’attrezzatura necessaria a garantire la sicurezza alimentare. Facciamo centinaia di controlli qualitativi ogni mese e cerchiamo continuamente di migliorare la qualità di ingredienti e prodotti finiti. Potete contattarci per ulteriori informazioni all’indirizzo info@yamasushi.it Grazie e buona continuazione – Carlo Nocerino

antibeppegrillo - 20 maggio 2009

Carlo,

sono felice che rispettiate la legge. Perciò devo presumere che quando scrivi:

“abbattere i filetti di pesce sottovuoto per almeno 24 ore”,

intendi, secondo quanto previsto dalla legge stessa:

congelare “a una temperatura non superiore a –20°C in ogni parte della massa per almeno 24 ore;”

Mi sono ben documento: l’abbattitore è semplicemente il macchinario utilizzato da industrie e ristoranti per far scendere la temperatura degli alimenti.

Mi pare che tu usi il verbo “abbattere” per evitare di usare il verbo “congelare”, molto più chiaro, usato dalla legge e ben compreso dai consumatori.

Devo quindi confermare che il pesce, congelato a -20 gradi per ben 24 ore, non può certo essere venduto come pesce fresco.

Eugenio - 21 novembre 2013

Congelare non è assolutamente sinonimo di abbattere, si documenti meglio: vi sono importanti differenze nella temperatura e soprattutto nella velocità del processo.

Mettere un alimento fresco in freezer lo fa congelare ma ne danneggia le proprietà organolettiche.

2. LION - 28 maggio 2009

scusa, ma è possibile che il blog antibeppegrillo esca dal coma profondo di oltre 3 mesi per una cosa del genere, che oltretutto non c’entra nulla con Grillo? ohibò!

3. antibeppegrillo - 29 maggio 2009

Lion,

hai ragione…

la mia pigrizia è imbarazzante…

Solo quando m’infurio riesco ad uscire dal “coma profondo”. Scoprire che il famoso sushi, dal costo al grammo simile al caviale Beluga, è fatto con pesce congelato, mi ha scosso dal torpore comatoso.

Spero che le mie prossime incavolature siano rivolte verso il Beppe nazionale, e mi portino a scrive Post attinenti con l’argomento di questo Blog

4. Alessandro Striglio - 28 luglio 2009

AntiBeppe grazie per la Tua precisa ed esaustiva trattazione dell’argomento. Ne avevo già sentito parlare in Tv, ma è stato molto utile leggere quanto da Te scritto.
Relativamente a Carlo Nocerino i miei complimenti per il fatto che sia uno dei ‘pochissimi’ (lo dico con cognizione di causa) a rispettare la normativa in questione. Farò quanto prima un ordine presso YAMASUSHI..! Adoro il sushi e fa piacere sapere che qualcuno ha molto a cuore anche norme igieniche e sanitarie all’interno delle attività commerciali!
Per quanto concerne Beppe Grillo… che dire forse ‘urlatori’ e ‘qualunquisti’ del genere andrebbero unicamente lasciati da soli nel loro habitat naturale.. il centro delle piazze di uno Stato del quale sono incredibilmente fiero e che grazie a noi Italiani vive e vivrà ancora per molto nella DEMOCRAZIA..!

5. Antigrillo - 29 luglio 2009

Alesandro,

sei un grande. Il tuo ottimismo è ammirevole ed è anche ben motivato. E’ vero viviamo in una Democrazia, siamo liberi, anche se a volte abbiamo paura di esercitare fino in fondo questa libertà. Vorrei avere la forza di condividere questo tuo ottimismo. Purtroppo le mie tante paure mi rendono vulnerabile alle sirene catastrofiste dei demagoghi alla Grillo e di certa stampa conformista nel suo pessimismo cosmico.

Giacomo

6. Fare il sushi in casa | Mamma Felice - 20 settembre 2009

[…] appena pescato e scongelato poco prima del consumo, è più sicuro di quello servito nature. [Fonte, e […]

7. Giovanna - 22 settembre 2009

Caro antigrillo,
ma non è che per caso si riesce ad essere in possesso dei nomi degli unici tre ristoranti di sushi virtuosi del campione (a parte Yamasushi), tanto per andare sul sicuro? Mi chiedo che utilità abbia l’indagine di altroconsumo se poi non si dice ai consumatori quali siano i ristoranti in regola e quali no.
grazie
Giovanna

8. Antigrillo - 22 settembre 2009

Cara Giovanna,

purtroppo non ho modo di sapere i ristoranti del campione di altroconsumo.

Visto che io il pesce lo voglio mangiare fresco, a basta sapere che, se sono fortunato, il sushi in Italia è SURGELATO. Se invece mi dice male, rischio un orrenda malattia.

Semplicemente smetto di mangiare sushi, congelato, surgelato o illegale che sia.

9. Elanlia - 25 gennaio 2010

Sarà che non abito vicino al mare e che cucino,ma io so da sempre che il pesce di qualsiasi banco del pesce della mia città è scongelato e non fresco,giapponesi o no se il pesce non viene mangiato entro qualche ora deve essere congelato sulla barca e poi viene portato con mezzi speciali nelle varie città,poi i simpatici giapponesi e tutti gli altri cuochi della mia città vanno al grande mercato del pesce alla mattina presto e prendono accordi per le consegne..nessuna polemica,per le città in riva al mare è tutta un’altra faccenda..ma è sempre meglio cuocere il pesce fresco,anche la carne di maiale,manzo,ecc. comunque viene lavorata,non è che ammazzano la bestia e ti buttano la carne sul piatto,tutto deve essere trattato

10. antibeppegrillo - 25 gennaio 2010

Elanlia,

il pesce, se tenuto a temperatura di frigorifero, è ottimo e fresco per due giorni, ed è buono per 4 giorni.

Anche a Milano ci sono ristoranti italiani che offrono ottimo pesce fresco cucinato bene. Per legge il pesce crudo deve essere surgelato. Il pesce fresco può essere servitosolo cotto.

11. franco - 26 maggio 2010

ammazza che genio, pur di farsi pubblicità s’è messo su ‘sto bloggettino sfruttando il nome di Grillo!
Puntare sui contenuti sarebbe stato chiedere troppo probabilmente….
complimenti, sì sì complimentoni eh…
mamma mia…………….

12. Antigrillo - 29 maggio 2010

Caro Franco,

mi sopravvaluti :-).

Banalmente, ho messo su questo “Blogghettino” perchè i miei commenti critici erano censurati sul Blog di Grillo.

Ho scoperto poi che questa censura si estendeva anche ad altri utenti. I loro commenti sono il sale di questo Blog, dai contenuti (ahime!) non sempre irresistibili!

13. PrincipePoldo - 7 agosto 2010

Franco, il difetto di voi grillini o come vi chiamate è quello di invadere gli spazi altrui con offesucce, gridando ai regimi, ai complotti e alle censure quando qualcuno ha un opinione diversa dalla vostra.
E’ il modo moderno e celato in cui il vostro inconscio antidemocratico si manifesta. La vostra logica è la stessa del “con noi o contor di noi” mussioliniano.
L’altro difetto gigantesco è quello di parlare “in nome del popolo e della gente”, quando siete una minoranza estremamente sparuta. Se voteremo a breve ne avrete un ulterirore prova, ma voi imperterriti continuerete ad accusare la casta cattiva delle lobby. In ogni caso in bocca al lupo.

PER ANTIGRILLO

Mi piacerebbe partecipare al tuo blog con qualche post. Potrebbe essere un modo per ampliare lo spazio. Sempre che quello che scrivo lo gradisci.
Per esempio potrei scrivere nei commenti qualche approccio antigrillino a problemi politici-sociale, poi te potresti riportarlo come post con scritto in fondo “scritto da PrincipePoldo”. Che ne dici?

14. antigrillo stocazzo - 22 agosto 2010

oddio oddio la truffa del sushi però non so nemmeno cosa vuol dire surgelato!! oddio beppe grillo antidemocratico e demagogo che si ostina a non capire che “viviamo in democrazia” e che “siamo liberi”!!
ma succhiatemi le palle coglionazzi…

15. Evangelion22 - 27 settembre 2010

Scusate scusate… io qualche volta faccio il sushi e prendo i filetti (salmone) trattati (sicuramente!!!..penso dai 😄 ) sapete tipo non sò tranci di 300 grammi e via dicendo..basta che si compra si fà il sushi il giorno stesso non è un problema!! (naturalmente prima di preparare il sushi il salmone starà il frigo) e poi qualche minuto prima tiro fuori il salmone e poi faccio il sushi…che problema cè? può essere dannoso?? (compreso anche la polpa di granchio eccececc il pesce va! quella che trovi in banco frigo congelati!!!)

antibeppegrillo - 28 settembre 2010

Il parassita muore con il congelamento per almeno 24 ore. Perciò, se li compri al banco surgelati, non ci sono rischi!

16. Andrea - 20 dicembre 2010

Io ho letto la normativa ma non si parla di pesce in quanto tale ma di carne animale. Non si parla di Anikasis, si parla altresì di molluschi bivalvi (che non sono pesci).
I congelamenti non sono richiesti se non dopo alcune particolari lavorazioni, quali “separazione meccanica”…

Ora, io non ho mai studiato legge, quindi mi interesserebbe leggere un post dove si prende il pezzo di normativa e la si spiegasse a dovere…

17. Antigrillo - 20 dicembre 2010

Il link alla legge:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:139:0055:0205:IT:PDF

Cerca questo pezzo:

“D. REQUISITI RELATIVI AI PARASSITI
1. I prodotti ittici di seguito precisati devono essere congelati a una temperatura non superiore
a –20°C in ogni parte della massa per almeno 24 ore; il trattamento dev’essere eseguito sul
prodotto crudo o sul prodotto finito:
a) i prodotti della pesca che vanno consumati crudi o praticamente crudi;
b) i prodotti della pesca a base delle specie seguenti, se devono essere sottoposti ad un
trattamento di affumicatura a freddo durante il quale la temperatura all’interno del
prodotto non supera i 60°C:
i) aringhe,
ii) sgombri,
iii) spratti,
iv) salmone (selvatico) dell’Atlantico e del Pacifico; “

18. massimiliano - 8 luglio 2011

sono un amante del sushi e capisco che surgelato sia difficile da paragonare al fresco.
1 che ho trovato nei negozi delizie di mare e in conad, Fatto con ingredienti naturali e senza aggiunte di niente è il KISSO sushi.
Completamente naturale, fatto in Italia e non importato da paesi che non si conosce neanche come lavorano, senza conservanti e acidificanti, si avvicina quasi a quello fresco.
Secondo me più che ottimo, ve lo consiglio se volete vederlo sushisurgelato.it.
Buona giornata a tutti

19. Artemio Ricci - 26 luglio 2011

Consiglio anche questo grazioso gruppo Facebook sul sushi
http://www.facebook.com/group.php?gid=31147905884

20. cristian - 6 agosto 2011

scusa sig. Antibeppegrillo ma sei non solo ignorante ma anche nel tuo copia incolla delle legge europea sei peggio , ovvero hai dimenticato un pezzettino leggermente importante:

“”2. Gli operatori del settore alimentare non sono obbligati a praticare i trattamenti di cui al paragrafo 1 qualora:

a) i dati epidemiologici disponibili indichino che le zone di pesca d’origine non presentano rischi sanitari con riguardo alla presenza di parassiti;

b) le autorità competenti lo autorizzino.

3. I prodotti della pesca di cui al paragrafo 1 devono essere accompagnati, alla loro immissione

sul mercato, da un’attestazione del produttore che indichi il trattamento al quale sono stati

sottoposti, salvo qualora siano forniti al consumatore finale …”””

documentati meglio cretino

21. nocciola059 - 22 settembre 2011

credo ci sia un malinteso relativo all’abbattimento, che è un procedimento diverso dal congelamento (che a sua volta è diverso dal surgelamento). quindi non è corretto sostenere che “usi il verbo abbattere per non usare congelare”, in quanto sono due cose molto diverse. molti ristoranti hanno l’abbattitore, che viene usato proprio per “abbattere” la temperatura in tempi brevissimi, on solo per il pesce crudo, ma anche in molte preparazioni – perfino in pasticceria – per le quali aspettare i tempi naturali di raffreddamento degli ingredienti allungherebbe infinitamente i tempi di preparazione di un piatto.

antibeppegrillo - 28 settembre 2011

Nocciola,

i ristoranti fanno semplicemente i furbi con le parole.

Per legger il sushi deve essere:

    CONGELATO, se portato a bassa temperatura lentamente
    oppure SURGELATO se portato a bassa temperatura velocemente con un abbattitore.

In questo link è spiegato bene: http://www.castelmac.eu/Italiano/tecnomac_abb_proc.htm

“Tutti sappiamo cos’è un cibo congelato, ma forse non tutti sanno che solo se il processo di congelamento viene eseguito rapidamente (surgelazione), si mantengono le qualità organolettiche del cibo.”

La truffa del sushi consiste semplicemente nel fatto che sui menu dei ristoranti giapponesi, a differenza degli altri ristoranti, non c’è l’asterisco dove dovrebbe essere scritto:

* PESCE SURGELATO se hanno un buon abbattitore, o
* PESCE CONGELATO se hanno un freezer normale

antibeppegrillo - 28 settembre 2011

caro Nocciola, se “abbatti” la temperatura del pesce fino a portarla sotto zero per 24 ore come richiesto, il pesce si surgela o congela. Non puoi scappare dalle leggi della Fisica!

Perciò, se sei onesto, devi venderlo come pesce surgelato o congelato.

Abbattere la temperatura vuol dire farla scendere rapidamente… con tutta probabilità il tuo amico pasticciere non fa scendere la temperatura dei pasticcini sotto zero, così quelli non si congelano o surgelano.

E chiaro? Oppure dovrò ancora combattere con decine di ristoratori furbi che cercano di confondere le idee alla gente per non dire che vendono pesce surgelato?

Souad Smahan - 6 ottobre 2011

sono d’acordo

22. Marco - 3 settembre 2012

Signori vi faccio anche notare che il tonno più pregiato usato in Giappone viene pescato nei mari Italiani, congelato sui pescerecci e portato in giappone. Nessuno si è mai lamentato che il pesce deve essere congelato. cercate anche su youtube il mercato del pesce di tokyo, vedrete come dividono con la sega dei tonni completamente surgelati.

23. antibeppegrillo - 10 settembre 2012

Nessun problema Marco, solo che voglio lo stesso asterisco “pesce surgelato” che si legge sui menu dei ristoranti italiani che servono pesce surgelato cotto.

Puoi vendermi persce surgelato, ma devi dirmelo con chiarezza.

24. Scubalibre - 14 marzo 2013

Chiedo scusa, sia che si mangino crudités di pesce in ristoranti europei o sushi in quelli orientali si prende per buono, anzi la ritengo una garanzia che l’alimento crudo sia stato abbattuto, poi io non sono un ristoratore ma credo che sia obbligatorio per i ristoranti avere l’apparecchiatura adatta, che poi non è un congelatore normale, oramai cominciano a trovarsi in commercio quelli domestici ed io se avessi posto in casa me ne sarei già procurato uno.

25. antibeppegrillo - 7 gennaio 2014

Scuba hai ragione devono surgelarlo per sicurezza, ma poi dovrebbero pure scrivere “pesce surgelato” sul menù, altrimenti qualcuno potrebbe ordinarlo pensando che fosse pesce fresco.

stefano - 14 giugno 2014

attenzione a non confondere il significato delle parole: se io prima di somministrare il pesce fresco lo congelo a -20 per 24 ore non significa che vendo un pesce decongelato poiché il pesce in origine è fresco e il congelamento non è fatto per conservare il prodotto ma solo per la bonifica (come una cottura)che dura il tempo necessario per essere efficace cioè 24 ore o poco più. diverso il caso di un pesce congelato o surgelato all’origine e commercializzato come tale, che viene scongelato poco prima della vendita o della preparazione in cucina. In questo caso devo indicare sul menù che si tratta di pesce congelato


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