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I magistrati continueranno a prendere lo stipendio a fine mese, e Beppe Grillo continuerà a fare milioni con i suoi spettacoli 18 novembre 2008

Posted by antibeppegrillo in Beppe Grillo.
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Oggi provo ad anticipare Beppe Grillo, commentando il Post che egli, probabilmente, scriverà.

L’argomento è di quelli che Beppe Grillo adora:

L’amministratore delegato della Thyssenkrupp Harald Espenhahan è stato rinviato a giudizio per omicidio volontario.

Scrive il Corriere della Sera di oggi: “Esultano Pd e sinistra: decisione storica”

L’omicidio volontario andrebbe contestato solo a chi uccide con la volontà di farlo. Questo lo capisce chiunque non sia prevenuto o politicizzato. Ovviamente il manager tedesco non aveva intenzione di uccidere nessuno. Se saranno provate le sue colpe nella mancata prevenzione dell’incidente mortale avvenuto alla Tyssen Krupp, il manager tedesco sarà, giustamente, condannato per omicidio colposo.

E’ così in qualsiasi sistema giuridico:

colpa —> omicidio colposo,

volontà —> omicidio volontario.

I populisti italiani invece sono talmente accecati dai preconcetti da voler vedere nero (volontà) dove evidentemente è bianco (colpa).

Se fosse una questione solo italiana, si tratterebbe solo della solita politicizzazione della giustizia. Noi italiani ci siamo abituati. Un caso in più non meraviglia nessuno. Naturalmente, come è quasi sempre avvenuto nei tanti processi politicizzati italiani, alla fine dei tre gradi di giustizia l’evidenza vincerà e non ci sarà nessuna condanna definitiva per omicidio volontario in evidente assenza di volontarietà. Il problema in questo caso nasce dal fatto che è stato rinviato a giudizio con un’accusa assurda un manager tedesco, incaricato di gestire un grande impianto costruito in Italia grazie ad uno dei pochi investimenti esteri fatti nel nostro paese.

Io mi domando, osservando i populisti che esultano, quale imprenditore straniero vorrà più investire in un paese in cui la giustizia è tale che si rischia di essere accusati di omicidio volontario in caso d’incidente?

Ma ai populisti importa poco degli investimenti esteri o della crisi economica. Essi hanno lo stipendio certo a fine mese o, come nel caso di Grillo, guadagnano milioni di euro l’anno grazie al loro stesso populismo.

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Commenti»

1. giorgio - 18 novembre 2008

sono perfettamente d accordo con te

2. Seclet - 19 novembre 2008

D’accordo con te al 90%

Incentiviamo gli investimenti esteri ma nn a scapito della sicurezza! Altrimenti diventiamo come la Cina dove le aziende americane ed europee investono per “schiavizzare” i dipendenti.

Bisogna sempre rispettare la legge, specialmente per quanto riguarda la sicurezza, investimenti esteri o meno.

P.S.
Ma chi è che va in vacanza alle Far Oer? 😀

3. antibeppegrillo - 19 novembre 2008

La sicurezza sul lavoro è fondamentale. In Italia abbiamo meno incidenti mortali sul lavoro (o forse sarebbe meglio dire meno omicidi volontari architettati da manager col fine di uccidere i propri collaboratori) inferiore alla media Europea. Non altrettanto purtroppo si può dire sugli incidenti stradali. Ma di questo Grillo non parlerà mai. Per ovvi motivi.

4. antibeppegrillo - 19 novembre 2008

@ Select

La sicurezza si ottiene rispettando le leggi.
Se le pene comminate a chi si macchia del reato di omicidio colposo sono insufficienti, allora cambiamo queste leggi. Ma chiamare omicidio volontario un omicidio che evidentemente non è volontario con il fine di provare comminare ad un manager tedesco una pena più alta di quelle previste dal codice penale, non è giustizia. E’ solo un ingistizia ad uso della politica che dovrebbe avere le gambe corte perchè nessuna sentenza definitiva affermerà mai un tale assurdo. Putroppo però, la sentenza definitiva ci sarà, ottimisticamente, tra 5 anni. Durante tutto questo tempo il manager tedesco sarà un imputato per omicidio volontario.

5. Michael - 21 novembre 2008

@ antigrillo

“La sicurezza sul lavoro è fondamentale. In Italia abbiamo meno incidenti mortali sul lavoro rispetto alla media Europea”.

Posso chiederti in base a quali fonti fai questa affermazione? perché io ho trovato articoli che sostengono l’esatto contrario:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200802articoli/29837girata.asp

“Il rapporto dell’Anmil: in Europa siamo il Paese con più incidenti”

http://it.wikipedia.org/wiki/Morti_Bianche

“L’Italia, nel decennio 1996-2005, è risultato il paese con il più alto numero di morti sul lavoro in Europa [nota 2: statistiche INAIL]”

P.S.

Beppe Grillo una volta ha parlato (a suo modo, cioè accusando i produttori di auto e i pubblicitari) dei morti per incidenti sulle strade:

http://www.beppegrillo.it/2007/02/istigazione_al_suicidio/index.html

6. frank - 26 novembre 2008

http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Gli_incidenti_sul_lavoro:_un_confronto_sui_dati_europei

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/04_Aprile/15/morti_lavoro_inail.shtml

http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/02/05/836211-dati_europei_morti_lavoro_triste_primato_italiano_….shtml

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2394022090

Alcuni link notoriamente comunisti dove si avvalorerebbe la tesi secondo la quale l’italia ha il record di morti sul lavoro.

Sempre non considerando tutti quelli che fuoriescono dalle statistiche.
Per essere conteggiato devi morire entro 180 giorni dall’incidente senno’ non rientri nei morti sul lavoro ma nei morti nel letto d’ospedale.

Il manager tedesco gia’ e’ fortunato se puo’ circolare a piede libero nel frattempo

7. Antonio - 27 novembre 2008

Intanto va precisato che il modo di contare gli infortuni sul lavoro in Italia è completamente diverso dal resto d’Europa. Se avessi letto bene l’articolo dell’ADN Kronos avresti notato una grossa incongruenza, prima parlano differenziando le morti causate da incidenti stradali (1170 totali – 609 in strada fa 561 morti tra agricoltura, industria ed edilizia). Però quando si vanno a fare i confronti dei morti sul lavoro con gli altri paesi, escludendo quelli stradali, i morti in Italia diventano 908. Mi sembra palese che ci sia un errore.
L’articolo del corriere riporta dati del 2006 e non fa riferimento ad altri paesi, oltretutto non differenzia tra morti “in itinere” e morti sul posto di lavoro.
L’articolo de “Il Tempo” che in realtà è poco più di un titolo, non vi sono dati se non alcune percentuali senza spiegare da dove estrapolate.
Il primo link segnalato presenta solo il paragone tra alcuni grafici per mostrare l’andamento nel corso degli anni, di nuovo senza precisare da quali dati sono stati estrapolati i grafici.
Wikipedia riporta cifre errate, riferisce al 2007 cifre del 2006 e non suffraga le affermazioni con i dati, per cui risulta difficile credervi.
Articolo de “La Stampa” percentuali e valori estrapolati senza nessun tipo di approfondimento sui numeri reali.

Alcune considerazioni sui numeri reali dei morti sul lavoro in Italia nel 2007. In Italia ci sono stati 1170 infortuni mortali catalogati come incidenti sul lavoro, di questi abbiamo visto come i morti tolti gli incidenti stradali diventino 561. Di conseguenza si ha che il numero totale di morti sul lavoro è in linea con gli altri paesi europei. Sarebbe utile verificare l’effettivo numero di occupati nei vari settori, per l’Italia:
industria:5mln di occupati 261 decessi
agricoltura: 0.9mln di occupati 98 decessi
edilizia: 1,9mln di occupati 244 decessi
servizi (inclusi i trasporti e il terziario): 15,2mln di occupati 406 decessi
Un confronto effettuato dall’Inail sui dati 2005 in Europa è disponibile in questa pagina:
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&nextPage=News_prima_pagina/info763285873.jsp
Il rapporto sui dati degli infortuni sul lavoro è disponibile qua:
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N1488850399/RappoAnnuale2007%20OK%20(2).pdf
Ciao a tutti!

8. Antonio - 27 novembre 2008

Permettetemi una piccola nota polemica.
Grillo ha perfettamente ragione ad arrabbiarsi con i produttori di automobili. Del resto rispettare il codice della strada è un optional non richiesto per guidare una macchina… Peccato che oltre la velocità ci siano altre cose da rispettare, ad esempio i cartelli che vietano l’accesso ad una determinata strada per presenza di ghiaccio e assenza di guard rail, se poi uno se ne infischia dei divieti e causa un incidente dove perdono la vita tre persone cosa deve fare? Per prima cosa comprarsi una bella Ferrari bianca, rivenderla (magari a suo figlio a un suo parente stretto) e poi sparare a zero sulle industrie che producono automobili veloci, non su chi le usa in maniera pericolosa.
Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.

9. antibeppegrillo - 27 novembre 2008

@ Michael, Frank

La mia fonte è quella ufficiale, l’INAIL:

http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&nextPage=News_prima_pagina/info763285873.jsp

Vediamo le vostre:

1)
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200802articoli/29837girata.asp
è priva di dati significativi. Gli unici numeri riguardano il calo degli incidenti sul lavoro. Il giornalista “dimentica” di indicare rispetto a quali numeri si sono avuti questi cali ed il titolista mette un titolo che non rispecchia il contenuto dell’articolo.

2)
http://it.wikipedia.org/wiki/Morti_Bianche
Wikipedia fa riferimento alle statistiche INAIL, cercando indietro fino al 1996 per creare allarmismo. La mia fonte, l’INAIL stesso. è più diretta della tua, nel quale qualche anonimo autore politicizzato, cerca di far dire all’INAIL il contrario di quello che l’INAIL scrive.

3)
http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Gli_incidenti_sul_lavoro:_un_confronto_sui_dati_europei
riporta dati vecchi di 4 anni.

4)
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/04_Aprile/15/morti_lavoro_inail.shtml
Ancora una fonte indiretta che fa riferimento ai dati INAIL e che non contiene confronto tra Italia ed altri paesi Europei.

5)
http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/02/05/836211-dati_europei_morti_lavoro_triste_primato_italiano_….shtml

sembra la brutta copia di quello al punto 1). Anche quì mancano dati significativi. Gli unici numeri riguardano il calo degli incidenti sul lavoro. Il giornalista “dimentica” di indicare rispetto a quali numeri iniziali si siano avuti questi cali.

6)
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2394022090

Effettivamente i dati Censis riportati indirettamente dal ADNKRONOS, contrastano con i dati INAIL. Per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro, l’INAIL è la fonte ufficiale più autorevole. Il Censis è una fondazione che n on ha i mezzi e gli strumenti dell’ISTAT o dell’INAIL.

10. lisse - 30 novembre 2008

non sono d’accordo con quello che scrivi. Prima di tutto, dovremmo leggere le motivazioni del provvedimento di rinvio a giudizio.
In secondo luogo, la questione si gioca sulle presunte inadempienze del manager in materia di sicurezza. Perchè se esse fossero talmente macroscopiche e gravi, potrebbero configurare il cosiddetto dolo eventuale.
Mi spiego meglio.
Se io butto una granata in una piazza deserta all’una di notte, tanto per vedere l’effetto che fa, non voglio uccidere nessuno (infatti butto la granata di notte, quando la piazza è deserta) ma pongo in essere volontariamente (la granata l’ho lanciata, non mi è caduta) un atto talmente grave e pericoloso che mi assumo (di fronte alla legge) la responsabilità di ogni danno o lesione che eventualmente potrei causare. Se uccido un poverino che passa di là, ne rispondo per dolo (eventuale) e non per colpa.
Questo naturalmente è un esempio esagerato, tanto per capirci.
ma allo stesso modo, se un manager volontariamente (ed è tutto da dimostrare) pone in essere o tollera inosservanze alle regole di sicurezza così macroscopiche, pericolose ed eclatanti, non risponderà dei danni cagionati per colpa, ma per dolo.
Se uno per esempio non compra gli estintori in una fabbrica dove si lavora con materiali altamente infiammabili (altro esempio terra terra) e poi scoppia un incendio e qualcuno muore, non potrà invocare la colpa….perchè è evidente che se togli gli estintori metti a rischio la vita di qualcuno…non puoi dire io non volevo uccidere nessuno!
Scusate la lungaggine.


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