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Risposta di Giacomo F. alle boiate del “guru” Rifkin 27 giugno 2008

Posted by antibeppegrillo in Uncategorized.
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Ieri Grillo ha pubblicato un intervista al presunto Guru Jeremy Rifkin. Oggi l’ottima risposta di Giacomo F. sul sito Antigrillo:

“Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni.”

Che ragionamento fuorviante!!!

Premessa:
http://www.iaea.org/OurWork/ST/NE/Pess/assets/WEC_nuclear_2007_29Jan07.pdf
H-Holger Rogner and Alan McDonald
International Atomic Energy Agency (IAEA)

…….In Worldwide there are 435 nuclear power reactors in operation, totalling 367 GW(e) of generating
capacity (see Table 1). In 2005 nuclear power supplied about 16% of the world’s electricity.
…….

Ragionamento:

1) Se 435 centrali nucleari riforniscono l’intero pianeta terra per il 16% di elettricità, allora il guru dell’informazione energetica Jeremy Rifkin, autore di fama mondiale, vuole vendere i suoi prodotti come un piazzista o è un imbroglione.

2) per costruire una centrale nucleare di terza/quarta generazione ci vogliono circa 4 anni.

3) attualmente ci sono nel mondo 31 reattori in costruzione che dovrebbero entrare in produzione tra quest’anno e nei prossimi 5. allora 31 di cui 17 in india e 7 in Russia, ricordo anche 1 in Finlandia, 1 in Japan, e 1 tanto contestato in Iran.

435 reattori danno 367479 MWe
31 nuovi reattori daranno 23711 MWe

Questi dati di per sé non significano un granché, invece se si va a vedere nazione per nazione si scopre che la Francia con i suoi 59 reattori copre il 78,5% del suo fabbisogno di elettricità altro esempio la Germania 17 reattori per 31%. Interessantissima la Finlandia con 4 reattori per il 33% più uno in costruzione per arrivare al 48% del fabbisogno energetico. UK e USA al 20% ma con 19 reattori il primo e 103 reattori il secondo.

Queste nuove centrali sono progettate per funzionare a regime per 60 80 anni prima di essere decommissionate.
4) l’organo che controlla, giudica fattibile e rinnova le licenze per la costruzione e operatività dei reattori è il US Nuclear Regulatory Commission (NCR). Nel 2006 ha concesso alla Olanda altri 20 anni per un totale di 60 anni di licenza. La Francia ha ottenuto 10 anni per 20 reattori, e una licenza per tutti di 30 anni. In più la Francia sempre nel 2006 ha ottenuto l’autorizzazione per la costruzione di un nuovo reattore a Flamanville da 1600 MWe con un costo stimato di 3,3 miliardi di euro.
Attualmente ci sono 222 proposte di richiesta per a costruzione di nuovi impianti. USA propone 25. CINA 86.

5) il costo di un impianto nucleare è relativamente alto nella fase di costruzione, ma è ridottissimo nella fase di operatività.

6) URANIO: costo e disponibilità:
http://www.uraniumminer.net/market_price.htm Effective June 23rd, 2008 the market price of U3O8 is US $57.00/lb.*
http://www.iaea.org/NewsCenter/News/2006/uranium_resources.html Uranium 2005: Resources, Production and Demand – also called the “Red Book” – estimates the total identified amount of conventional uranium stock, which can be mined for less than USD 130 per kg, to be about 4.7 million tonnes. Based on the 2004 nuclear electricity generation rate of demand the amount is sufficient for 85 years, the study states. Fast reactor technology would lengthen this period to over 2500 years.

OSSIA DI URANIO CONVENZIONALE CE NE PER 85 ANNI CHE VALGONO PER 270 ANNI DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA. Secondo le stime di consumo di energia del 2004.

7) ma il combustibile nucleare NON é solo uranio:
stima della produzione elettrica in anni con uranio e altri è di 675!!!! 8) Spent fuel: 10 500 metri cubi anno di metallo pesante.
Due vie: la prima si riprocessa, ma costa. La seconda si conserva per il futuro come fanno “As of today, China, France, India, Japan, the Russian Federation and the UK either reprocess, or store for future reprocessing, most of their spent fuel.”

9) DISCARICHE
….. It also calls for operation of a fourth-generation prototype fast reactor by 2020 to, among other
tasks, test transmutation of long lived radioisotopes…….
……During the next 30 years spent fuel would continue to be stored at reactor sites, a suitable site for a deep
geological repository would be selected, and a decision would be made whether to also construct a
centralized interim shallow underground storage facility to start receiving spent fuel in about 30 years.
With or without a centralized interim facility, the deep repository would begin accepting spent fuel in
about 60 years.

10) DECOMMISSIONING
Decommissioning was completed in 2006 at the Big Rock Point nuclear power plant site in the USA,
and the site returned to greenfield status. Thus, as of 2006, nine power plants around the world had
been completely decommissioned, with their sites released for unconditional use. Seventeen plants
have been partially dismantled and safely enclosed, 30 are being dismantled prior to eventual site
release, and 30 are undergoing minimum dismantling prior to long term enclosure.

11) SAFETY
The safety bar is significantly higher than in the days of the 1986 Chernobyl accident. “We can point to a substantially improved nuclear safety situation throughout the world,” IAEA Head of Nuclear Safety and Security Mr. Tomihiro Taniguchi told the conference.
…..
The two significant accidents in the 50-year history of civil nuclear power generation are:
• Three Mile Island (USA 1979) where the reactor was severely damaged but radiation was contained and there were no adverse health or environmental consequences
• Chernobyl (Ukraine 1986) where the destruction of the reactor by steam explosion and fire killed 31 people and had significant health and environmental consequences. The death toll has since increased to about 56.
………

Conclusione:
CONCLUDO DICENDO CHE IL NUCLEARE È OK!!!!!!!!!!

Commenti»

1. Marco - 27 giugno 2008

Ma tu sei matto!

2. Matteo Maratea - 27 giugno 2008

Conclusione:
CONCLUDO DICENDO CHE IL NUCLEARE È OK!!!!!!!!!!

Va bene, ci fa molto piacere.
Tutto molto bello e preciso.
Ci devi solo spiegare se tu vivi in Italia o no.
Se vivi in Italia evidentemente ti è sfuggito qualcosa.
Se vivi all’estero capisco e accetto il tuo ragionamento.

3. antibeppegrillo - 27 giugno 2008

Mi meraviglio di te Matteo. Se valuti un ragionamento sulla base caratteristiche di chi lo ha espresso, commetti l’errore logico chiamato “fallacia ad hominem” http://en.wikipedia.org/wiki/Ad_hominem

4. Vittorio - 27 giugno 2008

@Antigrillo

“Fallacia ad hominem”? è una cosa che conosci bene se non sbaglio! (scherzo)

Ad ogni modo hai travistato quello che dice Matteo. Se ho capito bene io, semplicemente vuole fare notare una cosa:

Il nucleare potrebbe essere una buona alternativa, e dico potrebbe, perchè è un progetto ambizioso e molto rischioso, per cui, per essere anche un progetto valido, deve essere applicato con cura e con competenza dall’inizio sino alla fine.

Adesso, inizia a prefigurarti come andrebbero le cose in Italia fin dall’inizio: tanto per cominciare gli appalti. Gli appalti cadono spesso in mano alla mafia. pensa che cosa succederebbe se la costruzione di questa centrale viene affidata alla mafia o alla ndrangheta: materiali scadenti, macchinari difettosi. Pensa al seguito: la gente che si occupa della costruzione si intasca i soldi o li fa sparire, così che ci ritroviamo a pagare il doppio previsto per la costruzione della centrale. Una volta che la centrale è finita, e magari lavora pure bene, ci troviamo a dover smaltire i rifiuti tossici nucleari. E non so te, ma quest’idea, unita all’immagine della Napoli odierna, mi fa venire i brividi.

E tieni in conto che il quadro dipinto da me non è per forza un catastrofismo, infatti ho descritto dei fatti e degli eventi successi già molte e molte volte in italia.

Finchè la politica edile in Italia rimarrà questa, la centrale è una pazzia.

5. freccia - 27 giugno 2008

quante industrie hanno i tetti solo per ripararsi dalla pioggia e dal sole?
se a queste industrie verrebbero fatti sconti fiscali per le installazioni di pannelli fotovoltaici, non sarebbe un buon inizio?
Anche se le industrie pagassero meno tasse, lo stato ci gadagnerebbe con i denaro messo in circolo e cioè: l’industria che installa i pannelli spende soldi per il prodotto, la mano d’opera, i servizi. Quindi lavoratori che lavorano che hanno uno stipendio da poter spendere per altri prodotti e servizi e forse aumenterebbe anche l’occupazione, ma soprattutto il rispetto per l’ambiente

6. freccia - 27 giugno 2008

dimenticavo, l’educazione al risparmio energetico non sarebbe una brutta idea.

@vittorio
hai ragione

7. romebigbrother - 27 giugno 2008

questo e’ un altro pazzo. le centrali che saranno dismesse sono moltissime, TUTTE nei paesi sviluppati. ne saranno invece costruite moltissime in cina, india etc.
un esempio sulla germania che batte in ritirata
http://lists.peacelink.it/ecologia/msg00107.html

in finlandia ci stanno mettendo una vita e gli sono aumentati a dismisura i costi:
http://mondoelettrico.blogspot.com/2008/01/anche-il-nucleare-finlandese-fallisce.html
versione edulcorata del governo
http://www.finland.it/netcomm/news/ShowArticle.asp?intNWSAID=65386&intIGID=38&LAN=IT&contlan=&Thread=65386,65229,64356,64219,&intThreadPosition=0&intShowBack=0

al di la’ della disonibilita’ o meno dell’uranio, quanto costera’ nel 2012? alea notevole.

quando sono iniziate le costruzioni di centrali i costruttori hanno detto che avrebbero risolto il problema delle scorie, tuttora non pervenuto, quindi esso stesso valido per giudicare il tutto una cagata

FABBISOGNO DI ACQUA. ALTRO PROBLEMA GROSSO.

LA TUA IPOTESI DI 4 ANNI E’ TARATA SULL’ENEA DOVE LAVORI
http://titano.sede.enea.it/Stampa/skin2col.php?page=eneaperdettagliofigli&id=127

Non parliamo dei pericoli, non serve, e’ gia’ un investimento idiota di per se’.

8. romebigbrother - 27 giugno 2008

Non avevo letto le vergognose ultime 3 righe su cernobyl, che allineano lo scrivente alla posizione dell’agenzia atomica.
Opinioni risibili.

9. romebigbrother - 27 giugno 2008

il cervello lo avete per spartire le recchie

10. Giacomo F. - 28 giugno 2008

bisogna ricordare che costruire una centrale nucleare non è come costruire una strada o un asilo.

primo: bisogna chiedere il permesso
secondo: se lo si ottiene poi sei supervisionato sia nell’ingegneria che nel procurement che nella costruzione
terzo: sia durante la costruzione che alla fine della stessa ci sono dei passaggi di consegna, detti di commissioning molto severissimi! (accettate l’errore grammaticale)
quarto: la gestione di tutto ciò che riguarda una centrale nucleare è affidata a ditte certificate, ossia che abbiano maturato nell’ambito del nucleare delle ore di esperienza sufficienti.
quinto: la licenza per far funzionare una centrale scade
sesto: durante il funzionamento si hanno dei controlli severissimi da parte di commissioni molto competenti ed a scadenze fisse.
settimo: l’esperienza di tutte le centrali del mondo è registrata e studiata per utilizzare e gestire nel modo più sicurrissimo (altro errore grammaticale) il nucleare.
ottavo: una volta esaurito il tempo di utilizzo della centrale, questa viene decommissionata, sempre sotto il controllo ultra-severo della commissione mondiale del nucleare. ci sono molti esempi anche attuali, vedi corea.

è impensabile gestire l’industria di una città, di una regione, di una nazione, di un unine di stati con il fotovoltaico o eolico.

chi andò verso questa direzione di sfruttamento, vedi usa germania e spagna, si sono pentiti. gli usa sono già attivati con la richiesta di costruzione di nuove centrali, la premier germanica ha detto che la legge in vigore per il decommissionamento delle centrali tedesche non sarà applicata e che è favorevole per il nucleare, gli spagnoli ci stanno ripensando.
questo non vuol dire che il solare il vento geotermico o quant’altro non vanno bene, anzi per l’uso domestico di queste forme di energie vanno promosso e diffuse il più presto possibile! e poi bisogna iniziare a risparmiare!
adesso che la benzina costa di più i consumi sono scesi!
questo inverno vedremo che il consumo di combustibili come gasolio e gas diminuiranno…….

11. Matteo Maratea - 28 giugno 2008

@ Antigrillo

Vittorio 1 – Antigrillo 0

12. antibeppegrillo - 29 giugno 2008

@ Matteo

sono più perdente di Donadoni… ma non c’è nessun Abete per cacciarmi. Se ci fosse… io ai 500.000 non rinuncerei di certo!

13. Marco - 29 giugno 2008

Secondo me Grillo vuole indurci a pensare in maniera diversa al problema energetico trasferendo il concetto di “rete” dallo scambio di informazioni come avviene grazie ad internet allo scambio di energia appunto.
Secondo me è su questo che bisogna discutere riflettere e prendere posizione. Io non sono pregiudizialmente contrario alle centrali nucleari, credo solo che affidandosi completamente ad esse non cambierà mai nulla…grandi aziende ci venderanno la “loro” energia, lobbies ecc….
Il valore di Grillo sta nel fatto di credere che le cose possano cambiare radicalmente….

P.s. “Verità” scritto con la “V” maiuscola non si può guardare…..

14. pippo - 29 giugno 2008

Ora, al tramonto [della seconda rivoluzione industriale] ci sono alcune situazioni davvero molto critiche. Il prezzo dell’energia sta drammaticamente salendo e il mercato mondiale del petrolio si è appena avviato al suo picco di produzione. I prezzi del cibo sono raddoppiati negli ultimi anni poiché la produzione di cibo è prevalentemente basata sui combustibili fossili. Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi saliranno, l’economia globale ristagnerà, avremo recessione e ci saranno persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il “picco del petrolio” avviene si è usato metà del petrolio disponibile. Quando questo avverrà, quando saremo all’apice di questa curva, saremo alla fine dell’era del petrolio perché il costo di estrazione non sarà più sostenibile. Quando arriveremo al picco? L’ottimista agenzia internazionale per l’energia dice che ci arriveremo probabilmente attorno al 2025-2035. D’altra parte negli ultimi anni alcuni dei più grandi geologi del mondo, utilizzando dei modelli matematici molto avanzati, rilevano che arriveremo al picco tra il 2010 e il 2020. Uno dei maggiori esperti sostiene che il picco è già stato raggiunto nel 2005. Ora, il giacimento del Mare del Nord ha raggiunto il picco 3 anni fa. Il Messico, il quarto produttore mondiale, raggiungerà il picco nel 2010, come probabilmente la Russia. Nel mio libro, Economia all’idrogeno, ho speso molte parole su questa questione. Io non so chi ha ragione, gli ottimisti o i pessimisti. Ma questo non fa alcuna differenza, è una piccolissima finestra. La seconda crisi legata al tramonto di questo regime energetico è l’aumento di instabilità politica nei Paesi produttori di petrolio. Dobbiamo capire che oggi un terzo delle guerre civili nel mondo è nei Paesi produttori di petrolio. Immaginate cosa accadrà nel 2009, 2010, 2011, 2012 e così via. Tutti vogliono il petrolio, il petrolio sta diventando sempre più costoso. Ci saranno più conflitti politici e militari nei Paesi produttori. Infine, c’è la questione dei cambiamenti climatici. Se prendiamo gli obiettivi dell’Unione Europea sulla riduzione della Co2, e la UE è la più aggressiva del mondo in questo senso, anche se riuscissimo a raggiungere quegli obiettivi ma non facessero lo stesso India, Cina e altri Paesi, la temperatura aumenterà di 6°C in questo secolo e sarà la fine della civilizzazione come la conosciamo. Lasciatemi dire che quello di cui abbiamo bisogno adesso è un piano economico che sia sufficientemente ambizioso ed efficace per gestire l’enormità del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici. Lasciatemi dire che le grandi rivoluzioni economiche accadono quando l’umanità cambia il modo di produrre l’energia, primo, e quando cambia il modo di comunicare, per organizzare questa rivoluzione energetica. All’inizio del XX secolo la rivoluzione del telegrafo e del telefono convergeva con quella del petrolio e della combustione interna, dando vita alla seconda rivoluzione industriale. Ora siamo al tramonto di quella rivoluzione industriale. La domanda è: come aprire la porta alla terza rivoluzione industriale. Oggi siamo in grado di comunicare peer to peer, uno a uno, uno a molti, molti a molti. Io sto comunicando con voi via Internet. Questa rivoluzione “distribuita” della comunicazione, questa è la parola chiave: “distribuita”, questa rivoluzione “piatta”, “equa” della comunicazione proprio ora sta cominciando a convergere con la rivoluzione della nuova energia distribuita. La convergenza di queste due tecnologie può aprire la strada alla terza rivoluzione industriale. L’energia distribuita la troviamo dietro l’angolo. Ce n’è ovunque in Italia, ovunque nel mondo. Il Sole sorge ovunque sul pianeta. Il vento soffia su tutta la Terra, se viviamo sulla costa abbiamo la forza delle onde. Sotto il terreno tutti abbiamo calore. C’è il mini idroelettrico. Queste sono energie distribuite che si trovano ovunque. L’Unione Europea ha posto il primo pilastro della terza rivoluzione industriale, che sono le energie rinnovabili e distribuite. Primo, dobbiamo passare alle energie rinnovabili e distribuite. La UE ha fissato l’obiettivo al 20%. Secondo, dobbiamo rendere tutti gli edifici impianti di generazione di energia. Milioni di edifici che producono e raccolgono energia in un grande impianto di generazione. Questo già esiste. Terzo pilastro: come accumuliamo questa energia? Perché il Sole non splende sempre, nemmeno nella bellissima Italia. Il vento non soffia sempre e le centrali idroelettriche possono non funzionare nei periodi di siccità. Il terzo pilastro riguarda come raccogliamo questa energia e la principale forma di accumulo sarà l’idrogeno. L’idrogeno può accumulare l’energia così come i supporti digitali contengono le informazioni multimediali. Infine, il quarto pilastro, quando la comunicazione distribuita converge verso la rivoluzione energetica generando la terza rivoluzione industriale. Prendiamo la stessa tecnologia che usiamo per Internet, la stessa, e prendiamo la rete energetica italiana, europea e la rendiamo una grande rete mondiale, come Internet. Quando io, voi e ognuno produrrà la sua propria energia come produciamo informazione grazie ai computer, la accumuliamo grazie all’idrogeno come i media con i supporti digitali, potremo condividere il surplus di produzione nella rete italiana, europea e globale nella “InterGrid”, come condividiamo le informazioni in Internet. Questa è la terza rivoluzione industriale. Io lavoro con molte tra le più grandi aziende energetiche del mondo, come consulente. Lasciatemi fare una considerazione in termini di business, non in termini ideologici. Non credo che l’energia nucleare sarà significativa in futuro e credo che sia alla fine del suo corso e qualsiasi governo sbaglierebbe a investire nell’atomo. Vi spiego le ragioni. Non produciamo Co2 con gli impianti nucleari, quindi dovrebbe essere parte della soluzione ai problemi climatici. Ma guardiamo ai numeri. Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C’è qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent’anni. Anche se lo facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell’energia consumata, senza alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E’ chiaro che perché ne avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione. Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo nell’energia atomica da 60 anni e l’industria ci aveva detto: “Costruite gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e stoccare le scorie”. Sessant’anni dopo questa industria ci dice “Fidatevi ancora di noi, possiamo farcela”, ma ancora non sanno come fare. L’agenzia internazionale per l’energia atomica dice che potremmo avere carenza di uranio tra il 2025 e il 2035, facendo cosi’ morire i 439 impianti nucleare che producono il 5% dell’energia del mondo. Potremmo prendere l’uranio che abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo nucleare. Vogliamo davvero avere plutonio in tutto il mondo in un’epoca di potenziali attacchi terroristici? Credo sia folle. E infine, una cosa che tutti dovrebbero discutere col vicino di casa: non abbiamo acqua! Questo le aziende energetiche lo sanno ma la gente no. Prendete la Francia, la quintessenza dell’energia atomica, prodotta per il 70%. Questo e’ quello che la gente non sa: il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia lo scorso anno, e’ servita a raffreddare i reattori nucleari. Il 40%. Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia morirono durante l’estate perche’ l’aria condizionata era scarsa? Quello che non sapete e’ che non ci fu abbastanza acqua per raffreddare i reattori nucleari, che dovettero diminuire la loro produzione di elettricita’. Dove pensano di trovare, l’Italia e gli altri Paesi, l’acqua per raffreddare gli impianti se non l’ha trovata la Francia?
Quello che dobbiamo fare è democratizzare l’energia. La terza rivoluzione industriale significa dare potere alle persone e per la generazione cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condiviso…perché non possiamo farlo con l’energia? L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così tanto sole da Roma a Bari. Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l’idroelettrico, dalle Alpi. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie rinnovabili! Non la state usando…io non capisco. L’Italia potrebbe. Credo che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie, l’Italia non sarà competitiva e non potrà godere dell’effetto moltiplicatore sull’economia della terza rivoluzione industriale per muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverà a correre dietro a molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l’Italia deciderà che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione industriale, le opportunità per l’Italia e i suoi abitanti saranno enormi. Da anni seguo il tuo sito, vorrei che ci fossero voci come la tua in altri Paesi. Ha permesso a cosi’ tante persone di impegnarsi insieme…credo sia istruttivo rispetto alla strada che dobbiamo intraprendere.”
Jeremy Rifkin

15. pippo - 29 giugno 2008

giusto per avere un idea chiara di tutto quelle che diceva quel demente di Rifkin che sicuramente ne sa meno di Antigrillo…

16. pippo - 29 giugno 2008
17. pippo - 29 giugno 2008
18. antibeppegrillo - 29 giugno 2008

@ Marco 12

Di quell’interessante errore ( Verità maiuscola nel titolo) abbiamo parlato in commenti passati

7. suka
>In effetti quella V nel titolo del Blog mi è scappata. Se la cambio
>ora, mi accusate di essere scorretto?
si’, anche si trattasse di un lapsus freudiano…”

19. Giacomo F. - 1 luglio 2008

@pippo

” …..giusto per avere un idea chiara di tutto quelle che diceva quel demente di Rifkin che sicuramente ne sa meno di Antigrillo…”

non definirei DEMENTE rifkin….. ma opportunista e la sua opportunitá é quella di andare contro il nucleare e contro il petrolio, che casualmente sono delle lobbies potentissime. ricordo che non é uno sciienziato, ma un ECONOMISTA.

soldi son soldi e il monopolio economico del petrolio deve finire, secondo rifkin. e quindi il possibile nuovo potere economico nucleare non deve neanche iniziare.

tutte balle ecologiste, la nature vince sempre! basta osservare la struttura energetica della cina piegata dai cataclismi naturali.

20. ilsanta - 2 luglio 2008

@pippo … indirettamente ….

Tralasciamo la parte iniziale e andiamo al sodo…

“L’energia distribuita la troviamo dietro l’angolo. Ce n’è ovunque in Italia, ovunque nel mondo. Il Sole sorge ovunque sul pianeta. Il vento soffia su tutta la Terra, se viviamo sulla costa abbiamo la forza delle onde.”
Il problema dell’energia distribuita è che è “distribuita” appunto, ossia la densità di energia è bassa, l’erogazione nel tempo è imprevedibile e quando prevedibile non è controllabile. Risolti questi problemi risolto tutto ….

“L’idrogeno può accumulare l’energia così come i supporti digitali contengono le informazioni multimediali.”
Peccato che il processo di trasformazione elettricità-idrogeno abbia dei rendimenti bassissimi. Non per nulla la maggior parte dell’idrogeno deriva comunque da idrocarburi 97% e solo il 3% dall’idrolisi dell’acqua (pur essendo l’acqua decisamente più a buon mercato del metano) ma certo questo Rifkin non lo dice …

“Ma guardiamo ai numeri. Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo”
Valore corretto se mediato a livello globale e riferito a tutta l’energia utilizzata (compreso il combustibile per autotrazione), a livello nazionale le cose cambiano con percentuali a due cifre nella maggior parte dei Paesi che usano il nucleare. Allo stesso modo le rinnovabili a livello globale incidono per una percentuale ancora inferiore al 5% e in nessun Paese, se si esclude l’idroelettrico non certo amico dell’ambiente, si raggiungono percentuali degne di nota. Se facciamo riferimento alla sola energia elettrica la produzione mondiale con il nucleare arriva già al 17%, anche il conto delle centrali non torna basta usare una calcolatrice …

“Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie”
Questo lo dice lui, chi il nucleare lo ha gestisce le scorie, chi non lo ha diffonde i fumi nell’ambiente …

“Potremmo prendere l’uranio che abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo nucleare.”
Certo avremmo questo pericolo se il processo producesse quantità di Plutonio adatto a costruire una bomba (cosa che non è), se i terorristi riuscissero a procurarsene una quantità sufficiente, se riescono a costruire una bomba efficiente (cosa più difficile di quanto si pensi). Non per nulla chi la bomba se la vuole costruire fa prima a mettere in piedi una centrale per conto proprio, vedi Iran.

“il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia lo scorso anno, e’ servita a raffreddare i reattori nucleari”
E qui c’è l’apoteosi!!!
Primo, voglio le fonti di questo dato!
Secondo, l’acqua nei reattori non si consuma, solo una piccola parte evapora, il resto viene riversato nel corso d’acqua da cui è stata attinta con qualche grado di differenza.
Terzo si tratta di acqua dolce, non è acqua potabile.
Quarto, TUTTI i processi termodinamici che utilizzano vapore per far girare le turbine utilizzano acqua per il raffreddamento!! Anche le NOSTRE centrali a metano, gasolio, carbone, biomasse, ecc. utilizzano acqua per il raffreddamento, il consumo di acqua è proporzionale alla potenza dell’impianto non dipende dalla fonte che fornisce il calore!!!

“Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia morirono durante l’estate perche’ l’aria condizionata era scarsa? ”
Povero Rifkin, anche qui manca la fonte ma soprattutto il buon senso, se c’è energia elettrica l’aria condizionata funziona punto e basta non “scarseggia”, pertanto o fornisce notizie su distacchi controllati in Francia o e meglio che si sotterri da solo!

“Dove pensano di trovare, l’Italia e gli altri Paesi, l’acqua per raffreddare gli impianti”
L’idiozia dell’affermazione è chiara alla luce del commento sull’uso dell’acqua ….

Ovviamente di ciascun dato fornito posso allegare i link e dati a bizzeffe, cosa che Rifkin non fa … tanto lui deve solo vendere i suoi libri .. come Grillo….


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