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Informati Grillo: gli inceneritori moderni producono diossina in quantità trascurabili 27 maggio 2008

Posted by antibeppegrillo in Beppe Grillo, Ecologia.
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inceneritore termovalorizzatore di Vienna

Beppe Grillo, che oggi scrive sui danni provocati dalla diossina emessa dai termovalorizzatori, dovrebbe anche verificare quanta diossina produce un inceneritore moderno.

Vediamo un po’ di dati:

  • Negli USA dal 1987 ad oggi la diossina prodotta dai termovalorizzatori è diminuita del 99.9%.
  • Oggi gli 87 inceneritori degli Stati Uniti messi insieme producono un totale di 10 grammi di diossina all’anno.
  • Per rendersi conto di quanto sono 10 grammi di diossina all’anno, possiamo confrontarli con i 560 grammi di diossina all’anno prodotta dalle stoppie bruciate nei giardini USA.
  • In Germania camini e stufe producono una quantità di diossina pari a venti volte quella prodotta dai 60 termovalorizzatori.

Questi dati vengono da wikipedia, dove le fonti sono citate con precisione. Di questi dati abbiamo discusso ampiamente nella sezione apposita di questo sito.

Un consiglio a Grillo: se devi combattere la costruzione di nuovi inceneritori, lascia perdere il discorso sulla diossina. E’ roba vecchia!

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Commenti»

1. denpulsante - 27 maggio 2008

ahia… qui mi sa che Alfiere si incazza… 😀

2. popinga - 27 maggio 2008

qualcuno di voi ha trovato per caso la fonte di questo post di grillo: io non ci sono riuscito. Sarebbe interessante capire cosa dice il documento ufficiale, prima di esprimere pareri.
bonaventura

3. Sergio - 27 maggio 2008

Si: i dati di wikipedia sono chiari. La diossina comunque è solo una delle emissioni degli inceneritori: c’è la questione della CO2, (condivisa però con gli altri sistemi di smaltimento) e quello delle polveri sottili.

In ogni caso leggendo la lista degli argomenti a favore e di quelli contrari appare come in questo momento molti degli argomenti contrari siano sprovvisti di fonti.

Per me l’incenerire e l’accatastare rifiuti deve rimanere comunque l’ultima risorsa dopo la riduzione degli imballi (a partire dai sacchetti del supermetcato) il ricircolo (il mio computer obsoleto potrà essere usato da qualcun’altro), la raccolta differenziata e il riciclo.

Tutto quello che avanza (se avanza) sarà comunque da smaltire in qualche modo (inceneritori o discariche)

Uscendo dalla teoria impostare tutto questo discorso è un processo lungo che coinvolge diversi attori. Non è quindi pensabile adottare l’intera ricetta per uscire da una crisi sistematica come quella di Napoli.

Prima si tolgono i rifiuti, quindi si può cominciare a pensare di fare la raccolta differenziata e piano piano innescare i meccanismi che permettano di svuotare le discariche.

Occorrono soluzioni temporanee. Certo sappiamo tutti che non esistono soluzioni più permanenti delle soluzioni temporanee… quindi bisogna stare attenti a continuare il processo di smaltimento sistematico dei rifiuti anche una volta spenti i riflettori della crisi.

4. Alfiere - 27 maggio 2008

Non ho dati certi sulla produzione di diossina, quindi non mi posso incazzare 😀

Ad ogni modo mi sono dato un’occhiata ai vari report presenti su pubmed, e ne ho trovato pure uno in italiano

Scusate se ve lo riporto in inglese, ma mi sembra di aver capito che lo mastichiate

Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy).
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17634118?ordinalpos=6&itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum

è sufficiente leggersi il riassuntino che vi ho postato, non c’è bisogno di sviscerare l’intera ricerca. La ricerca è del 2007.

“RESULTS: The risk of developing a sarcoma is 3.3 times higher (95% Confidence Interval–95% CI: 1.24-8.76) among subjects, both sexes, with the longest exposure period and the highest exposure level ; a significant excess of risk was also observed in women (Odds Ratio OR = 2.41, 95% CI: 1.04-5.59) and for cancers of the connective and other soft tissue (International Classification of Diseases, ninth Revision–ICD-IX 171), both sexes (OR = 3.27, 95% CI: 1.35-7.93)”

Ed è solo uno dei tanti. Basta cercare le parole “incinerator cancer” nel database di pubmed e si trovano 54 ricerche correlate. Con “incineration cancer” se ne trovano 84.

Tutti scemi sti dottori?

5. Alfiere - 27 maggio 2008

CORREZIONE, ho detto “ne ho trovato uno in italiano”, volevo dire “ne ho trovato uno italiano”

6. matteo maratea - 28 maggio 2008

Si continua a fare gossip su questo blog!
L’antigrillo legge i post di grillo con il monitor del computer davanti ad uno specchio zozzo.
Come cacchio fai?
E’ il Sig Jacopo Fo che ci informa gentilmente tramite lo “strumento” Blog di Beppe Grillo, Credits: Casaleggio Associati, che sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 è stato pubblicato un articolo…
…nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
L’articolo integrale è il seguente:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”

Qui l’intervento integrale del Sig. Jacopo Fo:
“Mi diverto.
E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque.
Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono.
Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).
Ecco l’articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori… Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
Senza commento. Senza due righe di scuse verso il povero Beppe Grillo accusato con ogni tipo di cattiveria dalle colonne dello stesso giornale per essersi permesso di dire esattamente la stessa cosa: gli inceneritori puoi anche chiamarli termovalorizzatori ma ti ammazzano comunque.
Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.
Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo.
Se questo articolo fosse stato: “Aveva ragione Grillo gli inceneritori uccidono!” avrebbe destato grande curiosità. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro
QUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).
Capisci l’astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell’articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI… Termine vago come la melma.
Questa tattica in effetti funziona. I lettori accorti dicono: “Però alla fine Repubblica le notizie le dà!” E continuano a comprarla. Mentre il 95 per cento dei lettori, un po’ meno attenti, non si accorge di quella notizia così imbarazzante.
Prova ne è che sono passati 5 giorni dall’uscita del Venerdì e se cerchi sul web: “diossina istituto statale di sorveglianza sanitaria francese”, non trovi niente a proposito di questa colossale notizia!
E non trovi niente neanche se digiti “diossina 435 ricerche PubMed”
Comunque giudica tu: ecco il testo integrale:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”
(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)
Spero ci si renda conto dell’importanza dell’ufficializzazione di una simile notizia: e ti invito quindi a farla girare e ripubblicarla sul tuo sito. Se riusciamo a far sapere a molti italiani come funziona questo giochetto dell’informazione ridimensionata (non censurata, non libera, omogenizzata) potremmo creare qualche altro problema ai signori dei giornali. Loro ormai lo sanno che chi legge i quotidiani poi va su internet…
FACCIAMOLI PIANGERE!
CITIAMOLI A MARTELLO OGNI VOLTA CHE PER SBAGLIO DICONO LA VERITA’.
Usare la forza dell’avversario per farlo cadere”.
Jacopo Fo

Ecco, questo è a grandi linee quello che è apparso sul blog di Grillo,
nulla di così eclatante, nulla di profetico, nulla di magico, solo una notizia che forse non meriterebbe la 90esima pagina su un inserto di un quotidiano che ci costa…
….16.186.244 euro fra quelli prelevati dalle tasche degli italiani finiscono nelle casse dell’Espresso-La Repubblica, gruppo già ricco di suo di entrate da vendita di copie, da raccolta pubblicitaria e da “prodotti collaterali” (libri, dvd, ecc.). Il quotidiano fondato da Scalfari e dal principe Carlo Caracciolo viene anche teletrasmesso in America e in Australia a nostre spese (1.351.640 euro l’anno).” Beppe Lopez, La Casta dei giornali.

Questo è tutto.

Matteo Maratea

7. matteo maratea - 28 maggio 2008

Qui il link dell’articolo

8. matteo maratea - 28 maggio 2008
9. matteo maratea - 28 maggio 2008

Qui quello del Sig. Jacopo Fo
http://www.jacopofo.com/

10. Sergio - 28 maggio 2008

@alfiere lo studio che citi ha lo scopo di dimostrare se la diossina è o meno tossica e infatti sono andati a valutare gli effetti sulla popolazione nelle vicinanze di un inceneritore che emette un quantitativo considerevole di diossina e di altri impianti industriali altrettanto inquinanti.

Lo studio è si del 2007 ma i dati sono degli anni novanta (“Two hundred and five cases of visceral and extravisceral sarcoma, confirmed by microscopic examination, diagnosed from 01.01.1990 to 31.12.1996”).

La diossina è tossica e su questo non ci sono dubbi.

Gli inceneritori di vecchia concezione producono diossina e anche su questo non ci sono dubbi.

Gli inceneritori di nuova concezione producono una quantità di diossina trascurabile: su questo possiamo discutere.

Provocazione: non è che bruciare i cassonetti per strada sia una soluzione migliore al problema rifiuti…

11. ilsanta - 28 maggio 2008

Aggiungo a quanto detto da Sergio che la provincia di Venezia ha problemi di emissioni legati anche a quel simpatico accrocco del petrolchimico di Marghera che di diossina ne rilascia decisamente più di un inceneritore.
Aggiungo ancora che nel tempo la composizione dei rifiuti è cambiata, oggi la quantità di PVC prodotta e bruciata è sensibilmente diminuita e anche le emissioni conseguenti lo sono (oltre al fatto di avere impianti di abbattimento migliori).
Chiudo con una provocazione a Grillo, visto che l’informazione è “serva del potere” coma mai adesso gli fa comodo prendersi l’articoletto di Repubblica e rovesciarlo nel suo blog? Ma di questa stampa allora dobbiamo fidarci o no? E dove sono le fonti? Con tutti i consulenti con cui ha contatti Grillo non è possibile rintracciare la fonte?

12. antibeppegrillo - 28 maggio 2008

@ Alfiere,

non ci sono dubbi sul fatto che la diossina sia un pericolosissimo cancerogeno.

Però non ci sono nemmeno dubbi sul fatto che gli inceneritori moderni emettono quantità di diossina trascurabili.

Invece la combustione imperfetta dei cassonetti per strada porta all’emissioni di dosi massicce e pericolosissime di diossina.

13. antibeppegrillo - 28 maggio 2008

@ Matteo Maratea

hai una capacità eccezionale di prendermi in castagna.

In effetti la mia critica vivace a questo post di Beppe Grillo è eccessiva. Beppe Grillo questa volta si limitato a riportare un articolo di Repubblica, senza inserire troppi commenti personali.

La veemenza del mio articolo di critica è giustificata più dalle posizioni violente prese in passato da Grillo contro i termovalorizzatori e contro chi li difende come Veronesi.

Ritengo poi che Beppe Grillo, visto l’impegno profuso sul tema, dovrebbe sapere molto meglio di me che i moderni inceneritori producono quantità di diossina trascurabili e dovrebbe dirlo con chiarezza ai suoi lettori.

Magari Grillo potrebbe aiutarci ad individuare i termovalorizzatori italiani di vecchio tipo, che ancora emettono grandi quantità di diossina, per pretendere un loro ammodernamento.

14. Valerio - 28 maggio 2008

Ancora? Grillo ha portato prove inconfutabili che gli inceneritori provochino i tumori.
Basta vedere dove sono posizionati, intorno alle grandi città, dove l’unica causa dell’aumento dei tumori nelle metropoli è appunto la presenza dei termovalorizzatori, i quali come è noto in Italia sono massicciamente presenti.
Di che altre prove avete?
Lo smog, l’aumento di prodotti chimici negli alimenti, etc.. sono elementi trascurabili per Grillo…

15. Valerio - 28 maggio 2008

Aggiungo inoltre come prova definitiva di Grillo la lettera dil premio nobel Fo’ che or ora non mi ricordo in che cosa abbia preso il nobel, ma sicurmente per meriti scientifici.

16. Sergio - 28 maggio 2008

@Valerio le prove di Grillo dimostrano che l’esposizione a diossina in quantità considerevoli e per periodi prolungati provochi tumori.

Gli studi citati su wikipedia invece dimostrano che gli inceneritori di nuova concezione non emettono diossina in quantità considerevoli.

Gli inceneritori di 10/20 anni fa emettono diossina, ma in tutti questi anni sono state approntate le tecnologie necessarie per ridurre queste emissioni entro limiti di sicurezza.

Inoltre Jacopo Fo è il figlio del premio Nobel per la letteratura Dario Fo.

Essere figli di un premio Nobel non è un merito scientifico.

17. ilsanta - 28 maggio 2008

@Valerio
Dopo un primo momento di sconcerto ho ravvisato un’aria vagamente ironica nel tuo post … ditemi che non mi sbaglio!!!

18. Valerio - 28 maggio 2008

emm… si ero ironico, forse dovevo enfatizzare di piu’ il mio intervento -.-

19. Sergio - 28 maggio 2008

emm… si 🙂 Diciamo che il dubbio che fossi ironico l’ho avuto anche io, ma alla fine mi sei sembrato preoccupantemente serio.

20. Matteo Maratea - 28 maggio 2008

@ilsanta
…coma mai adesso gli fa comodo prendersi l’articoletto di Repubblica e rovesciarlo nel suo blog? Ma di questa stampa allora dobbiamo fidarci o no? E dove sono le fonti? Con tutti i consulenti con cui ha contatti Grillo non è possibile rintracciare la fonte?

Secondo te, questa è una notizia di pubblica utilità?
Se si, perchè inserirla a pag. 90 su un inserto di Repubblica?
Cosa ci vogliono nascondere?

Matteo Maratea

21. Matteo Maratea - 28 maggio 2008

Si, lo so, la gente, noi, ci meritiamo la classe politica che abbiamo.
Dopo tutto sono i nostri rappresentanti, se li diamo il voto significa che parte del loro modo di dire e fare assomiglia al nostro, e quindi con il voto gli diamo carta bianca… fai tu che è come se lo facessi io!!
Se uno si fa rappresentare da Berlusconi sicuramente pensa che Mangano sia un’eroe, non c’è altra spiegazione!
A Napoli la Classe Politica è andata oltre.
Se la gente se ne frega Noi abbiamo tutto il diritto di strafregarcene!
La gente non reclama la differenziata? Bene!! Noi siamo i primi a non farla! La gente non si interessa di cosa sia una ecoballa? Benissimo!! Noi la facciamo come ci pare e ci mettiamo dentro anche batterie d’auto usate e schifezze varie!! Tanto chi controllerà?? Siamo Noi i controllori.
Bello no?!?
E se la gente un giorno incominciasse ad interessarsi di queste problematiche cosa succederà?
Niente di più semplice: discariche militarizzate, 5 anni di carcere per chi protesta, nessuma alternativa all’incerimento… facile no?!?
Si ma se ti beccano poi finisci male!!!
A chi a me?!? Ma tu non sai chi sono io!!
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_77032949.html

P.S: Se non ci fossero rifiuti da bruciare, che utilità avrebbe un’inceneritore??

Matteo Maratea

22. Matteo Maratea - 28 maggio 2008

IL “TRUCCO” DELL’INCENERITORE DI ACERRA
Giugno 16, 2007 at 7:05 pm

Uno dei principali argomenti ripetutamente proposti dai fautori degli inceneritori, e ribaditi in questi giorni dal Governatore Bassolino, è costituito dall’assunto che il ciclo integrato, pur se virtuoso, non può prescindere a valle da un impianto terminale di incenerimento, dal momento che sarebbe di fatto impossibile riciclare tutto.
In questi giorni abbiamo sentito ribadire dal Governatore la necessità non solo di fare partire l’ormai famosissimo inceneritore di Acerra, ma anche di avviare i lavori per il “gemello” di S. Maria La Fossa e infine, sotto la petulante spinta del sindaco di Salerno, aprirne anche un terzo a Salerno.
Tali tecnologie sono obsolete ormai in tutta l’Europa, che si è data indirizzi di legge precisi volti a rispettare il protocollo di Kyoto e quindi ad eliminare qualunque tipo di impianto più o meno inquinante come gli inceneritori, che in ogni caso aumentano anziché diminuire la produzione di CO2, oltre che cancerogene diossine e pericolosissime nanoparticelle.
Enzo Giustino, nel riportare sul Corriere del Mezzogiorno di oggi 16 giugno 2007 la portata media annua degli inceneritori/termovalorizzatori necessari (200.000 tonnellate/anno) si chiede invece : di quanti ne avremmo bisogno in Campania?
Proviamo allora a dargli una risposta matematica sulla base della conosciuta produzione di rifiuti giornaliera in Campania, che è di 6500 tonnellate al giorno.
Togliendo il minimo del 40% di raccolta differenziata ed il 30% di umido destinato al compostaggio ne consegue che, in una regione Campania con un minimo di corretto ciclo integrato di rifiuti, ne dovrebbero essere smaltiti ( con inceneritori o Trattamento meccanico biologico BMT) circa 1500 tonnellate al giorno per una valore di circa 500.000 tonnellate all’anno.
La risposta matematica quindi all’interrogativo di Enzo Giustino è che correttamente in Campania dovrebbe funzionare da solo e al massimo a due terzi della sua capacità solo l’inceneritore di Acerra !
L’inceneritore di Acerra è infatti costruito per smaltire oltre 2000 tonnellate al giorno per circa 750.000 tonnellate all’anno!
Perchè in Campania invece gli inceneritori ancora da costruire, anziché da smantellare, sembrano l’unica ed indispensabile “soluzione finale”, di triste reminiscenza nazista anche come proposta verbale? Dove è il trucco?
In un autentico gioco da “zecchinetta”, degno degli operatori assunti dai politici per la raccolta differenziata porta a porta ma che non debbono lavorare, come testimoniato dal Commissario Catenacci.
A “zecchinetta” per vincere tutto il denaro del banco occorre entrare in possesso della carta più alta.
A “NapoLeonia” (dal “Profeta” Italo Calvino) vince tutto e “sbanca” il banco, incassando gli infiniti miliardi pubblici, non chi fa l’impianto migliore, destinato come in tutta Europa alla “soluzione finale” dei soli materiali post-consumo impossibili da riciclare bruciando un contenuto proporzionato al bisogno dopo avere sottratto il materiale riciclato, ma chi lo fa più grande, al preciso scopo di bruciare tutto il contenuto indifferenziato, e quindi tossico, dei nostri sacchetti !
La Campania intera produce circa 6500 tonnellate di rifiuti al giorno che per un anno significa circa 2.250.000 tonnellate.
A pensare male, diceva Andreotti, si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca.
Se facciamo quindi tre mega-inceneritori della portata di quello in via di ultimazione ad Acerra (circa 750.000 tonnellate/anno) fanno giusto 2.250.000 tonnellate all’anno. Il gioco sembrerebbe fatto!
E senza perdite di tempo e di risorse nel recupero e riciclo, evitando di fare lavorare gli “amici” assunti per giocare a zecchinetta (quella vera…..), lasciando le discariche senza controllo ai soli rifiuti tossici del Nord, e incassando un mare di denaro pubblico proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati : cioè tutti!
E’ un pensiero cattivo senza fondamento ?
E allora perché in Italia tutti gli inceneritori già in funzione hanno una portata media di circa 90.000 tonnellate/anno, quindi circa otto volte più piccoli di quello proposto ad Acerra, con la sola esclusione dell’inceneritore di Brescia che deve poi inviare migliaia di tonnellate di ceneri tossiche in Germania comunque ?
(Figura 1 )
E perché in Europa la portata media annua di tutti gli inceneritori censiti al 2002 è pari a circa 150.000 tonnellate/anno , cioè circa 5 volte meno di Acerra?
(Figura 2)
Perché i citatissimi inceneritori di Vienna sommati tutti e tre (compreso quello ancora in costruzione) non fanno tutti insieme la portata del solo inceneritore di Acerra?
Perché gli inceneritori tedeschi, dove non vogliono più bruciare le nostre false ecoballe, piene di rifiuti umidi tal quale, non superano le 240.000 tonnellate/anno, cioè in ogni caso non più di un terzo di quello di Acerra?
Non è vero, a mio parere, che ci sia mai stata significativa opposizione popolare alla apertura dell’inceneritore “a griglia” di Acerra, progettato quindi per bruciare non certo materiale CDR (Combustibile per rifiuti), ma tutti i rifiuti tal quale.
L’impianto non funziona ancora per i problemi tecnici che si sono venuti a creare per la scellerata decisione di volere a tutti i costi uno degli inceneritori più grandi di Europa in un luogo sbagliato (già colpito a disastro ambientale da rifiuti tossici ), in un tempo sbagliato (tecnologie del tutto superate nel mondo), per bruciare i rifiuti sbagliati (false “ecoballe” di rifiuti tal quale)!
A Modena, nei giorni scorsi, l’Ordine dei Medici ha presentato un esposto alla Magistratura penale per contestare l’ampliamento della portata annua del piccolo inceneritore di Coriano (Forlì) da 60.000 a circa 72.000 tonnellata/anno, avendo dimostrato, con studi epidemiologici promossi dalla Comunità Europea, che tali impianti risultano provocare uno statisticamente significativo aumento di varie patologie, e soprattutto di tumori, nei residenti entro un raggio di circa 5 km dall’impianto.
Ad Acerra, se partisse in quella terra già devastata dal cancro e dalle malformazioni congenite provocate dai rifiuti tossici della Camorra e delle Industrie del Nord, il ciclopico impianto da 750.000 tonnellate/anno di incenerimento di pseudo-“ecoballe” di tal quale, cosa dovrebbe fare l’Ordine dei Medici di Napoli?
Chiedere la riapertura del Processo di Norimberga?
La organizzazione e la cultura della indispensabile raccolta differenziata a non meno del 40% del totale, la gestione complessiva dei rifiuti ed in particolare il compostaggio dell’umido, l’efficace controllo del tipo e della movimentazione dei rifiuti tossici, non devono più essere oggetto di interventi straordinari per essere attuati in tempi rapidi e con correttezza: devono diventare ordinario e quotidiano patrimonio del vivere civile di ogni cittadino campano, ognuno per la propria competenza!
A noi cattolici basta osservare la volta della Cappella Sistina e il Giudizio Universale di Michelangelo per renderci conto di cosa significa un equilibrato ed integrato “ciclo dei rifiuti”(anime post-consumo corpi). (Figura 3), molto diverso da quello progettato e ancora pervicacemente proposto in Campania oggi.
Se ci fate caso, non più del 5%-10% del totale delle anime dipinte nell’affresco finisce senza possibilità di recupero nell’Inceneritore di Belzebù.
Il ”background” teologico dell’affresco di Michelangelo Buonarroti era attentamente controllato: in Controriforma nasceva quell’enorme impianto di “compostaggio” del Purgatorio.
E qualche teologo (non certo Paul Connett) ha motivo di ritenere che persino Giuda potrebbe essere stato “compostato” e riciclato dalla infinita Misericordia di un Dio a chiara opzione “Rifiuti Zero” !
Napoli li 16 giugno 2007,

Antonio Marfella
Tossicologo Oncologo
ISDE NAPOLI (Medici per l’Ambiente)
Difensore Civico Assise di Palazzo Marigliano

http://caffenews.wordpress.com/

23. ilsanta - 28 maggio 2008

@Matteo Maratea
“Secondo te, questa è una notizia di pubblica utilità?”
No. Non è utile perchè ridurre tutto a poche righe su un giornale serve solo a creare confusione.

“Se si, perchè inserirla a pag. 90 su un inserto di Repubblica?”
Perchè scritta come è scritta poteva pure essere messa in prima pagina, il suo valore a livello informativo/formativo rimane comunque prossimo allo zero.

“Cosa ci vogliono nascondere?”
E se qualcuno vuol nascondere qualcosa lo pubblica, pur nelle ultime pagine, su un quotidiano nazionale a larga diffusione?
Io se proprio devo nascondere qualcosa me ne stò zitto…

“E se la gente un giorno incominciasse ad interessarsi di queste problematiche cosa succederà?”
Dipende da come verranno esposte le cose. Se per ogni soluzione proposta si vedranno solo gli aspetti negativi succederà esattamente quanto succede ora a Napoli, solo che sarà il resto dell’Italia a pagarne le conseguenze.

“Niente di più semplice: discariche militarizzate, 5 anni di carcere per chi protesta, nessuma alternativa all’incerimento… facile no?!?”
Si, troppo facile. Significa rinunciare a priori al dialogo.

“P.S: Se non ci fossero rifiuti da bruciare, che utilità avrebbe un’inceneritore??”
Di ma e di se son piene le fosse …..

24. frank - 28 maggio 2008

Salve a tutti, non ho una opinione personale sul problema, ho pero’ una ben radicata opinione personale su come funziona la costruzione della realta sulla quale poi noi poveri scemi ci accapigliamo.
Non appena viene scoperto qualcosa di nuovo immediatamente si cooptano degli scienziati incaricati di porre la questione nel modo piu’ conveniente possibile.
La ricerca scientifica ha bisogno di fondi ed in cambio di essi avvengono tutta una serie di cose sulla nostra pelle.
Gli studi del singoli scienziati vengono poi ripresi (e stravolti causa ignoranza) da vari giornalisti prezzolati e da alcuni inconsapevoli.
Sono stati scoperti moltissimi fatti di questo tipo in tutto il mondo.
Anche ultimamente, abbiamo avuto problemini con il global warming, con i farmaci autorizzati e non etc.
Si arriva a fatti gravissimi come un medicinale vietato negli stati uniti che viene commercializzato senza problemi in altri paesi.
Insomma, non mi fido minimamente della liberta’ della ricerca scientifica.
Mi sembra poi enorme il fatto che ci si stia concentrando cosi’ tanto su questo fatto dello smaltimento dei rifiuti quando milioni di autoveicoli riempiono l’aria di particelle che senza ombra di dubbio ci manderanno tutti quanti al creatore.
Avete presente lo scandalo delle centraline che rilevano i dati dell’inquinamento a roma? L’ultima cosa che ricordo era un monito della procura di roma al comune affinche’ venissero fatte funzionare queste centraline perennemente in panne, quella di corso francia non ha mai funzionato per anni.
Se gli scienziati costituissero qualcosa di serio, cosi’ come i dottori, ci sarebbe una rivolta contro la qualita’ dell’aria nelle metropoli. E non parlo di aeroporti e grandi industrie senno’ si fa’ notte.
Ci abbiamo messo decenni ad arrivare alla certezza scientifica che il fumo nuoce alla salute, quando ero nella pancia di mia madre di fumava addirittura nei letti di ospedale. A beh certo, eravamo all’eta della pietra, le prima universita’ non erano state ancora fondate…….
Oppure le trasmissioni radio, o le bombe all’uranio.

Qualcuno di voi sa dirmi dove erano questi scienziati mentre tutto cio’ accadeva? (e sono stato breve nella lista degli esempi, sarebbero molti ma molti di piu’).

Conclusione. ci stanno, non da ora, prendendo sempre per il culo, e noi che facciamo? discutiamo dell’una o dell’altra tesi tenendo poco in considerazione che ci sono grossi interessi in ballo.

Chi fa l’interesse della collettivita’ e quello delle grandi imprese?

Non so, ma cio’ che e’ certo e’ che poi ci sono quelli che fanno l’apologia degli scienziati.

Caro Veronesi, mi piacerebbe proprio tanto vedere le ricevute di pagamento delle tue vacanze. (da agente di viaggio ne ho fatti partire parecchi)

25. ilsanta - 28 maggio 2008

@Frank
“Qualcuno di voi sa dirmi dove erano questi scienziati mentre tutto cio’ accadeva? ”
Al loro posto. Solo che nessuno li ascoltava ….

26. Alfiere - 28 maggio 2008

Lo ripeto un’altra volta:

è inutile e fazioso giustificare gli inceneritori dicendo “bruciare i rifiuti nei cassonetti è peggio”. E’ una risposta insensata. E’ inutile anche paragonare l’inceneritore alla discarica… basta, non siate prevedibili!

In secondo luogo, gli inceneritori non sono una soluzione NON BUONA solo per l’aspetto salutistico, ma anche per quello economico ed ecologico (nel senso di sprecare risorse altrimenti riutilizzabili).

L’unico – e ripeto l’unico – caso in cui secondo ME (e ripeto secondo me) ha senso un inceneritore, è a valle di una raccolta differenziata ACCURATA. E quindi va calibrato in base al residuo INDIFFERENZIABILE e non calibrato in base alla massa di rifiuti tal quale. Secondo l’esempio fatto sopra, per la campania era sufficiente MENO di un inceneritore.

Stupendo l’articolo postato da Matteo!!!!!!!

27. frank - 28 maggio 2008

@il santa
no mio caro, erano alle maldive. cane scienziato difficilmente mangia cane scienziato, senno’ finisce di lavorare, spariscono i fondi per le ricerche etc….
se un medico, per esempio, denuncia qualcosa di grave fa una pessima fine……..non diventa certo un veronesi.

28. Matteo Maratea - 28 maggio 2008

@ilsanta
“P.S: Se non ci fossero rifiuti da bruciare, che utilità avrebbe un’inceneritore??”
Di ma e di se son piene le fosse …..

Possibile che è così difficile il concetto?
Questi signori i rifiuti li vogliono in mezzo ad una strada, lo capisci o no. E’ una questione di soldi come te lo devo dire?
Lo sai quanto costa l’inceneritore di Brescia e quante persone ci lavorano? Lo sai quanti imprenditori hanno investito di tasca loro sugl’impianti di incenerimento?
Nella mia città (50.000 abitanti) l’amministrazione comunale non punta minimamente sulla differenziata, nessuna iniziativa per sensibilizzare i cittadini, niente di niente come se napoli non insegnasse nulla, ma ti sembra possibile?
Cacchio un amministratore dovrebbe prevenire simili episodi per il bene della collettività, utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione e invece qui (non so dove abiti tu) si fa orecchie da mercante, si aspetta con pazienza il riempimento ormai prossimo della discaria per poi dirti:
hai visto, la discarica è piena ora i rifiuti dove li mettiamo? Ci vuole per forza un inceneritore!
Col Cacchio!!!
Io non dico che non servono gli inceneritori, io dico che non servono tutti quelli previsti, con una buona organizzazione e investimenti giusti (cose che sicuramente non mancano – in campania abbiamo letteralmente bruciato 2 MILIARDI di Euro) possiamo risolvere la situazione come fanno le altre realtà: come fa una città di circa 800.000 (OTTOCENTOMILA) abitanti, San Francisco, a differenziare più del 60% dei suoi rifiuti? Come ci sono riusciti, dimmi. Per magia o per merito di un’amministrazione con le idee chiare?
Quanti inceneritori ha San Francisco?
Nella tua città, l’amministrazione comunale, sostiene con tutti i mezzi a sua disposizione l’applicazione della raccolta differenziata?
Cosa dice in proposito la Legge Italiana? A che percentuale di differenziata dovremmo stare tutti per non andare contro la legge?
Questa sarà la battaglia del futuro e non credo proprio che bruciare in modo indiscriminato qualsiasi cosa sia la risoluzione del proplema.

Per quando riguarda l’articolo apparso sull’inserto Il Venerdì di Repubblica ti posso assicurare che non avevano altra scelta che la pubblicazione e visto che non avevano scelta l’hanno fatto in quel modo obbrobbioso che tutti abbiamo visto, quattro righe di merda per un argomento così delicato.
Il Motivo? Così non si può dire che la nostra informazione è imbavagliata e tu sei la dimostrazione vivente che ci hanno azzeccato…
“…coma mai adesso gli fa comodo prendersi l’articoletto di Repubblica e rovesciarlo nel suo blog? Ma di questa stampa allora dobbiamo fidarci o no?”

Certo che ti puoi fidare, ma che stai scherzando?

Matteo Maratea

29. frank - 28 maggio 2008

una gita a malagrotta, roma. istruttivo credo.

30. Vittorio - 28 maggio 2008

Non credo che ci sia bisogno di dire altro, dopo l’esaustiva risposta di matteo maratea (22).

Alla luce di tutti questi dati, mi sembra difficile che qualcuno possa ancora giudicare onesta, leggittima e conveniente la costruzione di ALTRI DUE inceneritori in campania.

Per quanto riguarda il fatto che gli inceneritori di nuova generazione non emettano diossina, può pure esser vero. Ma…

Bruciando Cosa?
le particelle emesse variano in base al materiale bruciato. questa è Chimica. cosa bruciano quegli inceneritori americani e cosa bruceranno i nostri? Penso ecoballe generiche non divise e non differenziate. Un filtro, per filtrare, deve essere tarato in maniera adeguata. Senza un materiale preciso, i filtri non si possono essere tarati. Filtri non tarati non possono depurare bene.

E con quali tecnologie?
Perchè loro sicuramente utilizzano le più nuove, ma i nostri inceneritori le prevedono? oppure semplicemente sono degli inceneritori di vecchia generazione messi su solo per far soldi?

E tanto per concludere, dico che la diossina quando si parla di bruciare non è l’unico pericolo: ci sono delle nanoparticelle che non sono ancora state studiate. mentre invece l’incidenza di tumori intorno agli inceneritori è Statisticamente Provata.

Ma tutto questo discorso è inutile: Matteo Marate 22. c’è scritto tutto lì, nero su bianco.
Rispondete a lui se avete qualcosa da dire.

P.S.: In situazioni di emergenza, dove la gente brucia rifiuti, qualunque cosa è ovviamente meglio della situazione stessa. ma tre inceneritori, che saranno finiti chissà quando, risolveranno la situazione?
Io credo di no.

31. Matteo Maratea - 28 maggio 2008

@Vittorio

Ringrazio te e Alfiere ma l’articolo io l’ho semplicemente postato.
L’autore è il Dott.Antonio Marfella Tossicologo – Oncologo
Qui il link del suo blog:
http://it.wordpress.com/tag/dottore-antonio-marfella-tossicologo-oncologo/

32. Sergio - 28 maggio 2008

@Matteo, Alfiere e Vittorio.
Cosa vi devo dire: sono d’accordo con voi. L’inceneritore non è la prima soluzione e occorre smaltire tutto come dicevo nel commento 3.

In Brianza, dove abito io, si fa così. Non c’è un sensibile problema rifiuti anche se i rifiuti, seppur differenziati, sono ancora troppi.

Sono convinto che si possa fare lo stesso anche a Napoli in qualche modo.

Però non sono disposto a credere alla tesi degli interessi economici e degli imprenditori novelli Himmler.

Esistono dei regolamenti a tutela della salute pubblica e degli organismi di controllo: (e ora l’understatement dell’anno) basta farli funzionare.

Barricarsi dietro ai “No” non è utile.

Perché a Napoli non si faccia la raccolta differenziata per me rimane un mistero.

Sinceramente, io non posso farci molto da qui per i problemi di Napoli, posso discutere su quali sistemi siano più adatti per lo smaltimento dei rifiuti ma, dato che mi sembra che siamo d’accordo su tutto, di più non so cosa farci.

Sinceramente io però mi sono anche un po’ rotto le balle, come italiano, di essere preso per il culo dai miei amici Rumeni per questa situazione…

33. Matteo Maratea - 29 maggio 2008

@ ilsanta

???????????????

34. om - 4 giugno 2008

Alfiere >
Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy).
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17634118?ordinalpos=6&itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum

Beh, non tirarti la zappa sui piedi. Quella pagina ha dei link a pubblicazioni correlate. Beh, mi pare che tutte invece falliscano nel trovare correlazioni tra le emissioni degli inceneritori e tumori.
Quindi hai beccato proprio l’articolo che va a studiare il worst case (come ESPLICITAMENTE indicato nel riassuntino del tuo articolo).

35. Alfiere - 4 giugno 2008

Tutte?

Mi pare che tu abbia dato una lettura piuttosto approssimativa. Io ho scelto quella solo perchè riportava (italy) fra parentesi… non me la sono andata a cercare.

Ad ogni modo c’è anche chi afferma che chernobyl abbia fatto solo 65 morti perchè gli altri non sono computati nel calcolo statistico, quindi se vogliamo aspettare che ci sia qualcuno dall’alto a dire “guardate che quello fa male” aspettiamo pure.

Che dire ragazzi, evviva gli inceneritori… se siete proprio convinti che siano l’unica soluzione possibile amen…. tanto ormai l’italia va in questa direzione, e chi dubita è fuorilegge.

Bastoniamo chi dubita.

36. riccopesto - 12 giugno 2008

chi vuole un bel termov. davanti a casa cosi gli pagano la bolletta della luce emagari anche il gas che alzi la mano¿ciao

37. Matteo Maratea - 19 giugno 2008
38. ilsanta - 20 giugno 2008

@Matteo

“Questi signori i rifiuti li vogliono in mezzo ad una strada, lo capisci o no.”
No, non capisco. I rifiuti rendono di più se portati in discarica, termovalorizzatore o reciclaggio, in mezzo alla strada ci rimangono quando si cerca di dare ascolto a tutte le campane senza prendere una decisione “per non offendere nessuno”.

“E’ una questione di soldi come te lo devo dire?”
Lo è anche per il reciclaggio, reciclare è più conveniente che buttare e quindi? Non considero che un imprenditore debba fare un investimento senza pensare di guadagnarci, il problema è che per alcuni il denaro dato per il reciclaggio è BUONO, quello per i termovalorizzatori CATTIVO.

“Lo sai quanto costa l’inceneritore di Brescia e quante persone ci lavorano? Lo sai quanti imprenditori hanno investito di tasca loro sugl’impianti di incenerimento?”
E quindi?
Lo sai che non possiamo sempre aspettare la migliore delle tecnologie senza fare nulla nel frattempo? Lo sai che molti Paesi in Europa hanno i termovalorizzatori e per anni hanno risolto e risolvono tutt’ora ANCHE in questo modo il problema dei rifiuti?
Lo sai che un impianto di compostaggio costa soldi e il privato che ci investe vuole pure lui guadagnarci?
Lo sai che per evitare le speculazioni di cui tu parli sarebbero sufficienti piani di smaltimento adeguati e politiche (anche leggi) per attuarli?

“Nella mia città (50.000 abitanti) l’amministrazione comunale non punta minimamente sulla differenziata, nessuna iniziativa per sensibilizzare i cittadini, niente di niente come se napoli non insegnasse nulla, ma ti sembra possibile?”
Alle prossime elezioni almeno tu sai chi non votare!!!

“hai visto, la discarica è piena ora i rifiuti dove li mettiamo? Ci vuole per forza un inceneritore!”
Da me la situazione è diversa, non molto, ma almeno la differenziata, in qualche comune, si fà e pure per bene, tuttavia esiste un progetto per un termovalorizzatore che dovrebbe servire almeno due provincie e nel prossimo futuro potrebbe sostituire l’unico altro inceneritore ormai sorpassato.

“Io non dico che non servono gli inceneritori, io dico che non servono tutti quelli previsti, ”
Può darsi, almeno è una posizione di dubbio lecito e non di esclusione a priori.

“come fa una città di circa 800.000 (OTTOCENTOMILA) abitanti, San Francisco, a differenziare più del 60% dei suoi rifiuti?”
Informando per bene i cittadini, fornendo adeguati strumenti e dopo queste fasi sanzionando chi non rispetta le regole. Ed è proprio qui il punto, una buona differenziata si fa se tutti i cittadini la fanno (per amore o per forza). In una Napoli dove non si pagano i bolli auto, canone RAI e altre cosette del genere, la vedo dura multare un cittadino perchè ha messo una bottiglia di plastica nel sacchetto del vetro.

“Nella tua città, l’amministrazione comunale, sostiene con tutti i mezzi a sua disposizione l’applicazione della raccolta differenziata?”
Io abito in un comune di 15000 abitanti e la risposta è no, o meglio la differenziata si fa ma non è spinta come dovrebbe. Nel capoluogo di provincia con cui il mio comune confina è iniziata invece una buona campagna in tal senso …. anche io so chi non votare alle prossime elezioni comunali !!!!

“Questa sarà la battaglia del futuro e non credo proprio che bruciare in modo indiscriminato qualsiasi cosa sia la risoluzione del proplema.”
Mai detto questo!!

“ti posso assicurare che non avevano altra scelta che la pubblicazione”
Lavori per quel giornale?

39. ilsanta - 20 giugno 2008

@Frank
“no mio caro, erano alle maldive. cane scienziato difficilmente mangia cane scienziato, senno’ finisce di lavorare, spariscono i fondi per le ricerche etc….
se un medico, per esempio, denuncia qualcosa di grave fa una pessima fine……..non diventa certo un veronesi.”

Voglio fare il Nostradamus di turno …. vedo e prevedo che fra qualche anno, penso molti, l’opinione pubblica si renderà conto che il problema dell’inquinamento in particolare nei centri abitati è generato dal traffico veicolare e dagli impianti termici nella misura di circa l’80% del totale. A seguire ci sono le attività produttive e solo in fondo, in fondo, ma molto in fondo i termovalorizzatori … eppure oggi gli scienziati che dicono questo sono da te, e da chi come te parla di scienza ma non la pratica, considerati servi del potere e del danaro.
Tu invece, neo Don Chisciotte contro i termovalorizzatori, ti senti molto superiore a loro … vedremo e intanto subiamo….

40. Federica Borroni - 30 ottobre 2008

veramente non lo dice grillo. lo dice l’UE, lo dicono + di 600 ricerche, lo dice l’ISDE (international society of doctors for the environment), lo dicono i fatti. già i fatti, perchè di fatto l’America ha bloccato i finanziamenti per gli inceneritori e ha impedito la loro costruzione dal 95, e ha previsto un periodo di smaltimento degli stesssi(sarà forse per questo che sono diminuite così tanto le emissioni da diossina?!). In Germania, Francia e nella maggior parte dei paesi europei sviluppati, compresa la Gran Bretagna hanno un piano ambientale che prevede lo smaltimento graduale degli inceneritori per passare definitivamente ai trattamenti a freddo e alla tecnica rifiuti zero(già partita a Los Angeles, San Francisco, Tel Aviv, giusto per farti qualche esempio di grandi città). quando noi avremo costruito l’ultimo inceneritore loro li avranno appena smaltiti!
per quanto riguarda la diossina, uno studio britannico del 2005 ha riscontrato che 30 milioni di macchine in un anno producono 1/10 della diossina prodotta da 30 inceneritori di capacità medio-bassa IN UN GIORNO. In Italia ci sono 53 inceneritori…per ora.
per’altro il problema più grosso sono le nanoparticelle, visto che i filtri esistenti bloccano solo il fantomatico PM10 che provoca “solo” bronchiti e asma, mentre le PM2,5 PM 1 PM0,5 che causano tumori si librano nell’aria felici fino a che non le respiriamo immettendole nel sangue…. l’UE ha due ricerche in corso a riguardo.
fatti due conti! se vuoi i documenti mandami pure una mail che te li invio…a parte che li puoi tranquillamente trovare sui siti dei vari ministeri all’ambiente degli stati esteri, dell’ue, dell’isde e dell’isde italia, o anche su nanodiagnostics(sito dei ricercatori che curano le ricerche sulle nanoparticelle dell’unione europea)


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