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Beppe, perchè il declino? 13 dicembre 2007

Posted by antibeppegrillo in Beppe Grillo, Giornali, Inglese, internet.
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Grillo, leggilo meglio l’articolo del New York Times cui fai riferimento nel post di oggi. Il Il Times fa riferimento a “more flexible labor laws and large investments in infrastructure to make moving goods around easier.” (traduco: una legislazione del lavoro più flessibile e grandi investimenti in infrastrutture per rendere più facile il movimento delle merci”Grillo capisci che è proprio la vostra cultura pauperista, vetero-sindacalista, arroccata in difesa dell’articolo 18, contraria alle infrastrutture a fermare questo paese? Grillo c’eri pure tu tra i pazzi che hanno fermato l’alta velocità!

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Commenti»

1. fabio acconti - 13 dicembre 2007
2. ALBERTO ROSSINI - 14 dicembre 2007

Spett.le ANTIG.,

il Comico Grillo non è contro la Legge Biagi ma su come tale Legge sia stata applicata, cioè male, quindi senza l’introduzione dei previsti ammortizzatori sociali che permetterebbero a chi perderebbe temporaneamente il proprio lavoro di ottenere una minima garanzia di sussitenza (bollette da pagare, mutui, ecc). Tale norma è prevista in tutti i paesi civili europei. Anche da noi sarebbe dovuto essere Legge (per volontà proprio del noto Biagi, quello ucciso).

Grillo non è contro lo sviluppo del Paese Italia, ma al contrario propone uno sviluppo sostenibile e coerente.

Ecco il contesto da cui Lei, Sig. ANTIG., ha preso la frase che ci ha tradotto. Ma come mai non l’ha riportata per intero?

Come mai non ha cittao soprattutto il soggetto della frase?

Bada caso l’articolo del New York Times parla chiaramente delle responsabilità dei POLITICI ITALIANI (Politicians), i quali – secondo sempre il N.Y.T. – offrirebbero soltanto un piccolo sostegno alla competitività del nostro paese, e ciò rimane il maggior impedimento per lo sviluppo. L’economia necessita minor burocrazia, leggi più flessibili nel lavoro e massicci investimenti nelle infrastrutture per facilitare i trasporti dei beni>>.

<>

La T.A.V. ?
Il precedente Governo berlusconi ricorda per caso se ha avviato dialoghi (normali in europa) con i cittadini interessati?
Sono stati fatti controlli ambientali adeguati?
Solo grazie ad Antonio Di Pietro questo Governo ha avviato un dialogo serio con la popolazione coinvolta dal passaggio della TAV.

Ma secondo Lei basterà la TAV a dare sviluppo a questo paese?
E a favore di chi andrà tutto questo sviluppo?

A chi vende gli elicotteri, come dice il nostro Presidente Napolitano?

CITO DA “IL SOLE 24ORE”:
Alle critiche del New York Times, l’inquilino del Quirinale ha contrapposto un’analisi che tiene conto dei “punti di debolezza” dell’Italia ma ne vede anche i fattori di forza. «Perché non parlare delle gare che vince la nostra industria della Difesa o del fatto che i presidenti americani viaggeranno su elicotteri italiani o – continua Napolitano – delle altre gare che abbiamo vinto e del contributo che abbiamo dato all’ultima missione nello spazio con il nostro Nespoli».

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2007/12/napolitano-usa-critiche-italiani.shtml?uuid=8386aa9a-a9ab-11dc-bb6c-00000e25108c&DocRulesView=Libero

Per favore, Signor Antigrillo!
Apra gli occhi!
E si accorga che non ci sarà un nuovo sviluppo in Italia senza prima una nuova classe politica!

Alberto Rossini (Follonica)

3. tuttobaratto - 14 dicembre 2007

Ma sì che l’ha letto!

4. tuttobaratto - 14 dicembre 2007

Dimenticavo , per approfondire una vicenda interessante.

5. Fanky - 14 dicembre 2007

Infatti, è notorio che l’alta velocità serve per il movimento delle merci.
Bravo.
La prossima volta però prima di scrivere prova a pensare a come si fa a caricare un container sul pendolino.

6. Kijio - 14 dicembre 2007

non parlate di cose che sono piu’ grosse di voi … quella e’ una guerra fra potenze a cui interessa il potere e non il benessere … ancora credete nelle fate turchine? .. andate in piazza a sbandierare la vostra bandierina .. di destra o di sinitra .. continuate a fare il popolo pecorone ..

7. devilmanga - 14 dicembre 2007

ma tu vuoi che gli americano insegnino agli italiani come si fa economia?

Gli americani hanno un dualismo economico da fare impressione.
Hanno una flessibilità dei lavoratori ed un’assistenza sociale da fare impallidire il Mozambico.

Se vogliono criticare la crescita del mercato è giusto, è oggettivo.
Ma le loro ricette economiche, lasciamole a loro che devono mettere una rete sotto ogni grattacielo per evitare i suicidi di massa causati dai mutui.

8. antibeppegrillo - 14 dicembre 2007

Devilmanga, gli Americani sono almeno 80 anni che ci insegnano “come si fa economia” dal Fordismo all’informatizzazione fino ad Internet. Solo che noi siamo un po’ somari e, nel campo dell’economia il nostro apprendimento si è fermato al “New Deal”, che era “New” negli anni ’30 e prevedeva l’incremento della spesa pubblica…

9. antibeppegrillo - 14 dicembre 2007

@Fanky, in effetti mi hai preso in castagna. Ci vorrebbe un antiantigrillo che evidenzi le cantonate che prendo io!

10. axelmanhattan - 14 dicembre 2007

più che altro il problema è che l’alta velocità avrebbe bucato una montagna piena d’amianto e scombussolato l’equilibrio ecologico della valle.

comunque è stata una scelta discutibile

11. Daniele Zanutti - 15 dicembre 2007

Questo é il testo del periodo completo nell’articolo scritto dal NYT

“But entrepreneurs complain that they are alone. Politicians offered little help making Italy competitive, and this remains a major impediment to making their gains grow. Businesses want less bureaucracy, more flexible labor laws and large investments in infrastructure to make moving goods around easier.”

Non credo che molti di voi l’abbiano letto completamente.

In pratica l’articolista ha riferito che é il business italiano che chiede le cose suddette. Non sembra essere un consiglio dell’articolista. Direi proprio che non lo é. Il fatto che le imprese chieda questo non mi sorprende. Dire che ciò sia giusto o meno attraverso una frasetta oltretutto non compleamente riportata é già un po’ più difficile

Per trascrivere qualcosa di già scritto per correttezza ove vengano fatte delle omissioni di devono mettere tre puntini magari fra parentesi tonde in modo che si possa capire che ci sono state delle omissioni nella trascrizione e far si che, se qualcuno é interessato vada a leggersi il resto.

É nel diritto di chiunque pensare ciò che vuole. Nessuno ha il diritto di annebbiare, annacquare, stravolgere la verità, in nessun caso ne tantomeno con il fine di convincere menti semplici di qualche cosa.

Non mi interessa ciò che pensate di quanto ho scritto sopra perché é così, non ci si può fare niente, pertanto non tornerò su questo blog per vedere cosa scriverete.

“La vita é breve l’uomo é cacciatore e saremo per troppo tempo morti”

12. antibeppegrillo - 15 dicembre 2007

@daniele,
accetto il giusto suggerimento di mettere i (…) quando estrapolo una frase da un periodo. Non l’ho mai fatto, perché non sono un giornalista professionista e non ci ho mai pensato. Mi scuso e ti ringrazio per avermi insegnato a farlo in futuro.

Per quanto riguarda l’articolo del New York Times, chi vorrà leggerlo tutto, potrà capirne il senso generale. Anche Daniele, facendo partire la sua citazione con un “But” (Ma), taglia a metà il ragionamento dell’autore. Il “Ma” è in antitesi con quanto scritto prima, che però non viene riportato nemmeno da Daniele. Quando si cita non si può tagliare ed incollare un intero articolo.

Nello specifico, l’autore cita alcuni casi di aziende Italiane di eccellenza; dice che questi imprenditori riescono ad essere competitivi a livello internazionale, anche se sono lasciati soli dal paese che non è in grado di offrire loro ciò che richiedono, ovvero una legislazione del lavoro più flessibile e grandi investimenti in infrastrutture per rendere più facile il movimento delle merci.

A me pare che l’articolista intenda queste richieste degli imprenditori come necessarie agli imprenditori per continuare a competere sui mercati internazionali. Non mi sembra proprio che l’autore ne facesse questioni di scontro sociale tra lavoratori ed imprenditori.

Anche perché questo tipo di scontro sociale è roba vecchia, di 40 anni fa.

Oggi, nei paesi che producono ricchezza, la flessibilità del lavoro è un dato acquisito e tutti capiscono la necessità di infrastrutture. Ai pochi che non ci arrivano, viene permesso di dissentire, di protestare, ma non di bloccare illegalmente i lavori, o i trasporti.

13. fabio acconti - 18 dicembre 2007

TUTTO VERO


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