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Ottima domanda: chi c’è dietro Grillo? Vogliamo provare a rispondere? 23 novembre 2007

Posted by antibeppegrillo in Beppe Grillo, Blog.
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Bravi Giapponesi! Ottima domanda. Risposta di getto:

Marco Travaglio. Ma chi è Marco Travaglio? Risposta di getto: “un giornalista dell’Unità

Oggi Beppe Grillo scrive che “i giapponesi sono un popolo interessante e rispettabile”. Ciò è verissimo. I giapponesi infatti dimostano la loro intelligenza ponendo una domanda cui Beppe Grillo ed i suoi amici si guardano bene dal rispondere:

“Il mio amico Stefano Benni è andato in Giappone per presentare un suo libro. Gli hanno chiesto chi c’è dietro a Beppe Grillo. Benni non ha saputo rispondere.”

La domanda è talmente interessante che, per essere approfondita, potrebbe essere scomposta essere formulata in tre parti:

1) C’è qualcuno dietro Beppe Grillo, oppure Beppe Grillo è veramente indipendente?

2) Cui Prodest Grillo?

3) Se c’è qualcuno dietro Beppe Grillo, allora chi è? O chi sono? E cosa vuole o vogliono ottenere?

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Commenti»

1. antibeppegrillo - 23 novembre 2007

1) Beppe Grillo sembra piuttosto indipendente:
Grillo cerca di attaccare più a destra che a sinistra, ma non ci riesce:
le cose che dice contro Berlusconi non hanno nessun impatto: sono le stesse che dicono tre quarti della RAI e quattro quinti della stampa italiana, quindi risultano poco originali. Le cose che dice invece contro Veltroni, D’Alema e Prodi hanno un impatto devastante. Pochi in Italia osano attaccare i capi della sinistra in questo modo. I pochi che lo fanno, come TG4 ed alcuni giornali di secondo piano (Giornale, Foglio e Libero) sono sbeffeggiati al punto che nessun elettore di sinistra presta loro la minima attenzione.
I danni che Grillo sta facendo alla sinistra sono devastanti. Ha ritorto contro i i leader della Sinistra linguaggio ed accuse inventati dai cosiddetti intellettuali di sinistra per attaccare la destra.

Ma torniamo al punto. C’è qualcuno dietro Grillo? Secondo me no. Almeno non nel senso peggiore dell’espressione. Questa è la forza vera di Beppe Grillo. Non ha padroni. Non è un burattino nelle mani di qualche potente.

Però forse un personaggio in grado d’indirizzare Beppe Grillo grazie alla propria superiorità intellettuale (rispetto a Grillo)c’è:
Marco Travaglio.

Marco Travaglio sembra un po’ l’ideologo di Grillo. Lo indirizza, ma non lo controlla.

Forse seguendo la pista Travaglio, potremmo fare ipotesi non del tutto assurde su chi, tramite Travaglio, potrebbe essere indirettamente dietro a Beppe Grillo.

2. Gigi - 23 novembre 2007

Ma e’ davvero necessario che ci sia sempre qualcuno dietro ad un personaggio? Ad esempio chi c’era dietro Craxi? Berlusconi! Ed una volta eliminato Craxi ecco salire sul podio Berlusconi direttamente… E allora chi c’e’ dietro il cavaliere stesso? Forse la stessa persona che controlla Grillo! E anche me che scrivo!
Ma se invece dietro a Grillo non ci fosse altro che un po’ di buonsenso?

3. antibeppegrillo - 23 novembre 2007

Gigi, la domanda non l’ho posta io, ma i giapponesi. Mi pare di capire che tu alla domanda 1) tu risponderesti:

“non c’è nessuno! Grillo è veramente indipendente”.

Posizione che sostanzialmente condivido.

4. Riccardo Tei - 23 novembre 2007

devo fare i complimenti all’antigrillo, perchè come il suo ideale (berlusconi) in poche righe ha scritto molte cazzate!!!

1 – L’impatto verso lo psiconano delle parole di Grillo non hanno effetto in quanto, il nano controlla le informazioni dei telegiornali Rai (vedi notizie di questi giorni sulle intercettazioni), se non erro il consiglio della rete statale è composto da membri di (ex) forza italia. E il nanetto inoltre controlla anche la stampa (gruppo mondadori, ecc…..).

2 – L’impatto delle sue parole alla sinistra sono devastanti, in quanto Veltroni e company non controllano la stampa, e inoltre dimostra che bastano poche parole e ben ascoltate, quindi uguale libertà, cosa non presente nella destra.

3 – Sul fatto che l’unico è il TG4 ad attaccare la sinistra, non meriti risposta, Emilio Fede direttore di questo schifo di TG è lo scendiletto dello psiconano.

4 – Sul paragone tra Travaglio e Grillo come lo si fa a fare? Uno è un giornalista l’altro è un comico, se propio devo scendere al tuo livello per farlo ti dico che un punto in più lo avrebbe Beppe, in quanto comico ne sa più di un giornalista. E comunque ripeto è solo un paragone che solo tu potevi fare!!

5 – Dietro Grillo non c’è nessuno e te lo dimostra il fatto che dove non arriva Travaglio, Beppe completa. Quindi loro due collaborano e quello che non sa Marco gle lo dice Beppe.

6 – E la tua conclusione su ipotizzare un controllo indiretto della sinistra di lui sappi che di burattini come Berlusconi solo in forza italia o come cavolo l’hanno chiamata, li puoi trovare!!

Ti prego prima di scrivere su un blog con il metodo psiconano pensaci, così ci fai un favore.

5. antibeppegrillo - 23 novembre 2007

Riccardo, Berlusconi non è assolutamente il mio ideale di leader politico almeno per tre motivi:
a) ha governato piuttosto male.
b) ha affossato i referendum del 2000 che avrebbero reso l’Italia un paese moderno.
c) E’ il politico più bugiardo che abbia mai ascoltato.

1) Berlusconi oggi non ha nessun controllo sui TG Rai, che sono tutti e tre sfacciatamente filo governativi. Se non credi a me, leggilo sul Blog di Grillo.

2) Come si chiamano i due giornali più venduti in Italia? Per chi hanno fatto campagna elettorale questi due giornali? Sono il Corriere e la Repubblica. Hanno entrambi fatto campagna elettorale contro Berlusconi a favore di Prodi.

3) Su questo hai ragione. Anche Studio Aperto e TG5 sono filo-Berlusconiani. Però non osano attaccare i leader di Sinistra come la RAI attacca Berlusconi. Solo Grillo osa attaccarli direttamente e personalmente come la RAI fa con lo “psiconano”.

4) Hai ragione. Mi sono espresso malissimo. Intendevo dire che Travaglio ha una cultura politica e storica ed una preparazione teorica molto più approfondite rispetto a Beppe Grillo.

5) Penso che tu abbia ragione, ma non ne sono sicuro. Io mi pongo solo delle domande che ritengo interessanti. Tu invece affermi delle certezze.

6) Ipotizzare è solo un processo mentale. Ipotizzare è persino necessario ad escludere. Prima si ipotizza, poi si verificano le conseguenze di queste ipotesi, confrontandole con i fatti e con la realtà. Solo così queste ipotesi possono essere scartate.
Senza “Ipotizzare” si finisce per credere ciecamente.
Nello specifico, io escludo che Grillo sia controllato dalla sinistra di governo, se non altro per i danni che Grillo sta arrecando alla sinistra di governo e per gli attacchi violentissimi cui Grillo è sottoposto da parte della RAI e della stampa filo governativa.

6. Fabio - 23 novembre 2007

Salve a tutti. Da parecchio tempo seguo i blog pro e contro Grillo. Mi piace leggere le opinioni e le idee delle persone sui vari argomenti. Tuttavia rimango perplesso quando ci sono sempre due versioni dei fatti. Dall’ 11 settembre, dallo sbarco sulla Luna, dai parlamentari corrotti, dalla legge Biagi fino a Mastella & co, c’è sempre qualcuno che dice: “i fatti sono andati così….”, poi arriva un altro e ribatte: “non è vero!! E’ un complotto, vi dico io la verità…”. Alla fine tutti si fanno un’idea su come sono andati i fatti e poi esprimono le loro opinioni. Secondo il mio modesto parere qui non si conclude niente. Concludo con un esempio (spero di non avervi annoiato): qualche tempo fa a Matrix hanno fatto un servizio sull’11 settembre facendo vedere le tesi dei complotisti contrapposte alle tesi ufficiali e tutte e due avevano ragionevoli prove (professori, scienziati, altri esperti, foto, filmati, registrazioni, testimonianze). Alla fine dopo le solite beghe tra gli ospiti Mentana ha salutato e buona notte. Non è stato concluso niente e la vera verità rimane ancora nell’ombra.
PS Chiedo scusa per essere andato fuori tema

7. Chiara Bianchi - 23 novembre 2007

Eccomi di nuovo qui. Quando c’è da innescare un po’ di polemica sono sempre pronta. :o)
La tua risposta di getto è superficiale e denota una conoscenza poco approfondita del “fenomeno” Grillo. Credo che Travaglio sia semplicemente un collaboratore dotato di un’ottima memoria storico-politica, spesso un po’ deformata, al quale Grillo si appoggia per avere una visione vicina il più possibile alla realtà sociale e politica italiana per aver modo, poi, di rielaborare le informazioni che il giornalista gli trasferisce. Forse volevi domandare chi c’è dietro Travaglio…
1) In molti si interrogano su chi ci sia alle spalle di Beppe Grillo, perché sembra sia impensabile che manifesti una propria razionalità e valutazione nell’osservare le pratiche non proprio ortodosse dei nostri politici, che, al di là di ogni buonsenso, sembra abbiano firmato un protocollo di intesa per far crollare la nostra economia. Credo, invece, che la sua battaglia contro il malcostume dei nostri amministratori della cosa pubblica risalga alle sue prime apparizioni in televisione, in cui si evidenziava già il suo attento senso critico, legato ad una osservazione minuziosa della realtà; molto spesso andava in onda a “ruota libera”, cosa non facile se non si ha un background di esperienze legate alla cultura personale e ad un preciso senso interpretativo della realtà.
2) Credo che Grillo giovi alle persone semplici, che non sempre hanno il coraggio di esprimersi apertamente nei confronti della politica. Assistere ai suoi spettacoli è come un atto liberatorio di massa. Non vorrei arrivare a chiamarla catarsi, ovviamente.
3) Questa potrebbe essere una risposta obbligatoria per coloro i quali avessero risposto in senso affermativo alla prima domanda, perciò la considero nulla… :o)
Grazie per l’ospitalità.

8. globali - 23 novembre 2007

Antibeppegrillo, questa volta non sono d’accordo con te.
1) La Rai è ancora saldamente nelle mani degli uomini del centro destra. L’unica posizione che è passata di mano rispetto al governo precedente è il Tg1: non è poco, ma non direi proprio che ora la Rai è nelle mani del governo.

2) Quanto ai giornali, non so se lo hai notato ma sia Corriere che Repubblica (e anche la Stampa, vedi la polemica tra il direttore della Stampa e la sua editorialista Barbara Spinelli) hanno sfacciatamente tifato e lavorato (almeno fino al 15 novembre) per far cadere Prodi e fare un governo di larghe intese. Ora, come tutti, anche loro stanno cercando di capire che succederà.

4) Quanto a Grillo, non mi chiederei tanto quale “personalità” ci sia dietro, se stia “lavorando” per la sinistra o per la destra. Io pongo un altro problema: è evidente che il blog di Grillo non si regge solo sulle sue forze, sarebbe un’impresa titanica per un uomo da solo. Immagino quindi che abbia una redazione. Ecco, io vorrei conoscere i nomi di chi fa parte di questa redazione: per una questione di trasparenza. Se anche i giornali e i telegiornali – così giustamente attaccati da Grillo – hanno almeno questo livello di trasparenza, me lo aspetto anche da Grillo.

9. globali - 23 novembre 2007

@ Chiara Bianchi: io invece la chiamerei proprio “catarsi”: è questa la mia critica maggiore al fenomeno Grillo. Il fatto che, mi sembra, rischi di ridursi a un rito liberatorio che, alla fine, deresponsabilizza a livello individuale. “Tanto c’è Grillo che pensa per noi”…

Daniela T - 12 novembre 2010

Grazie di aver espresso in due parole anche la mia opinione…
Daniela

10. Riccardo Tei - 23 novembre 2007

Mi fa piacere che lo psiconano non sia il tuo leader, in fondo c’è del buono in te!
Però mi chiedo se sei antigrillo per tenere in piedi questo blog oppure se lo sei per davvero. Cosa è che vi spaventa di Beppe? Il fatto che ti fa vedere la realtà, quella che nessun giornale mai ti mostrerà, non possiamo non credere a ciò che dice, lo prova ed è questo quello che peggio. Vorrei darti ragione, vorrebbe dire che noi tutti staremmo meglio.
Ipotizziamo che tu sia antigrillo per davvero, cosa che ne dubito altrimenti questo blog non avrebbe senzo, io non posso farmi domande quando una sua dichiarazione è conprovata da documenti alla portata di tutti noi.
Comunque apprezzo il fatto che si possa discutere apertamente delle propie idee, e ti chiedo scusa se ho usato un atteggiamento offensivo nella mia risposta. La prima regola di Beppe e anche la mia è la libertà di pensiero. Mi spiace, ma non posso essere daccordo, anche se hai risposto bene ai miei punti, con le tue controbattute, i TG Rai dovevano a volte attaccare direttamente il nano, altrimenti l’avrebbero fatta troppo sporca. Studio Aperto meno, ma Tg5 se non è alla pari dello zerbino di Fede poco ci manca, forse con Minun (spero) un pochino appena meglio è! Comunque non possiamo biasimarli più di tanto, se vogliono lavorare non possono mica parlar male più di tanto del principale!!
Comunque voglio lasciarti con due domande: se Beppe Grillo è un danno collaterale per la destra e sopratutto per la sinistra, chi è più dannoso lui o il goveno (sia di destra che di sinistra)?
Se Beppe non racconta la verità, chi la racconta?

11. Aleyakke - 23 novembre 2007

Beppe ha messo in piedi un’organizzazione attraverso la rete, questi collaboratori sono quelli che gli sono dietro.

La sua enorme autostima e ambizione non gli permettono di rischiare il faccia a faccia con chiunque del governo, sa bene che sarebbe la sua caduta dialettica, ora si gode il Vday e il ritorno di popolarità che farà pesare anche nelle serate.

Dietro, fisicamente, c’è un nostro concittadino ex cabarettista, (al momento, son vecchio, mi sfugge il nome, appena lo ricordo te lo dico), per quanto riguarda la parte satirica dei suoi “comizi”.

Alex

12. globali - 23 novembre 2007

@ Riccardo: quando uno mi indica da che parte sta “la verità” cominciano a tremarmi le gambe… Le prese di posizione di Grillo non sono sempre accompagnate da prove. Sono opinioni, non sono “la verità”.

13. Chiara Bianchi - 24 novembre 2007

@ globali

Il rito liberatorio non deresponsabilizza nel caso del fenomeno Grillo, piuttosto crea un senso di impotenza, quella stessa che si prova nell’assistere ad un dibattito televisivo in cui presunti esperti e politici fanno chiacchiere da bar su questioni di vitale importanza per la maggioranza delle persone. Nei commenti del suo blog, al contrario, la gente riconosce nei post di Grillo una verità oserei dire “universale”, nell’accezione “collettiva” del termine, ma che non trova riscontro nella realtà, in quanto resta immobilizzata in un istante eterno senza trovare un’attuazione di immediata concretezza.

14. lealidellafarfalla - 24 novembre 2007

Chi cè dietro l’antigrillo? Il populismo degli antigrillo e la mistificaziione della mistificazione della verità. Un gatto che si rincorre la coda. George Orwell che parla a Geoge Orwell, ma fammi il paicere…

15. globali - 24 novembre 2007

@ Chiara

Interessante il tuo commento. Però, nell’atteggiamento di molti ammiratori di Grillo, vedo paradossalmente quella stessa voglia di delega che viene considerata all’origine del male della democrazia rappresentativa. A parte una minoranza di attivisti, mi pare che il “movimento” di Grillo sia fatto da persone, come dici tu, dominate da un senso di impotenza e che delegano a Grillo la responsabilità di portare avanti “la lotta”, definire i temi per cui indignarsi e identificare i soggetti (politici, economici, sociale, etc.) contro cui scagliarsi.
Questa, almeno, è l’impressione che ricavo leggendo il blog di Grillo e discutendo con i suoi sostenitori.

16. ratto83 - 24 novembre 2007

In risposta al commento #1

“…Grillo cerca di attaccare più a destra che a sinistra, ma non ci riesce:
le cose che dice contro Berlusconi non hanno nessun impatto: sono le stesse che dicono tre quarti della RAI e quattro quinti della stampa italiana, quindi risultano poco originali…”

Infatti per dire la verità bisogna essere anche originali (MA PERFAVOREEEEE OMFG!!!)
Mi spieghi quali sono le testate giornalistiche che fanno VERA informazione?
Mi spieghi perchè alla tele danno soltanto programmi dementi con presentatori blasfemi conditi con stronzate che si sentono dire solo dal parrucchiere ma su scala nazionale?
Mi spieghi come mai Geronzi è presidente di Mediobanca?
Mi spieghi perchè Scaroni è ancora in vita?
Mi spieghi perchè la crescita demografica in Italia è zero? (sicuramente è tutta colpa dei comunisti che si mangiano i bambini vero??)
Non vorrei scrivere un romanzo ma a questa domanda mi devi rispondere:
Sai dirmi che cosa è la destra e cosa la sinistra? E che differenze ci sono? Chi sono i buoni e chi sono i cattivi?
Uh…

17. Riccardo Tei - 24 novembre 2007

Sai Globali, anche Beppe a volte può fare degli sbagli non lo nego…1 su 100.000 ? E per legge della statistica da a favore che forse possa dire il vero quando parla?
Anche a me la parola verità fa paura, ma torno a chiedere se lui non la dice chi lo fa?

18. crashoverdrive - 24 novembre 2007

Grillo!?!? Mi viene da pensare! Ma quanto sta guadagnando con tutta sta pubblicità?

19. Flos - 24 novembre 2007

Dietro Beppe Grillo ci sono io e tutti quelli che lo leggono.
Poi riguardo al discorso pubblicità vorrei fare un’osservazione, per farla finita con tutte le accuse che sostengono che lui faccia leva sul suo presunto impegno civile allo scopo di vendere qualche DVD o qualche biglietto in più: NON SAREBBE MEGLIO A QUESTO PUNTO CREARE UNA VERA E PROPRIA ASSOCIAZIONE (che ormai effettivamente esiste con meetup e roba varia) POLITICA APARTITICA (meglio: neopartitica) CHE RACCOLGA FONDI PER LA SUA ATTIVITA’ ATTRAVERSO DONAZIONI? Così teniamo separati il comico, che lavora per guadagnare, e l’attivista civile che lotta per lottare.
Che ne dite?

20. Chiara Bianchi - 24 novembre 2007

@ globali

L’origine del male della democrazia rappresentativa sta nella gouvernance, che, nell’interpretazione moderna del termine, viene intesa come suddivisione del potere tra pubblico e privato nei processi globalizzati dell’economia e, soprattutto, della politica, al vaglio della quale è sottoposta ogni azione o reazione da parte del singolo individuo o della collettività.
Il senso di impotenza a cui mi riferivo non è quello che porta a delegare ad altri le proprie rivendicazioni su temi ormai noti a tutti, piuttosto è la consapevolezza di non poter riuscire ad inserirsi in modo attivo per districare una rete di rappresentanze della sovranità popolare dislocate su più livelli, tali da non permettere uno sviluppo economico che assicuri una condizione di vita basata su principi di equità sociale.
Grillo si rende portavoce di questo disagio, che è connaturato nel tessuto sociale ad ogni livello. L’impressione che si ricava da un’attenta lettura dei commenti è la compresenza di un malcontento generalizzato e una voglia di partecipazione attiva nelle grandi questioni trasferite, da troppo tempo, nelle mani di improvvisati rappresentanti della democrazia.

21. globali - 24 novembre 2007

@ Chiara
Sì, ho capito cosa vuoi dire e lo condivido. E’ un po’ quello che Giddens evidenziava in “Le conseguenze della modernità”. L’idea che i fenomeni di disaggregazione e riaggregazione che la globalizzazione ha introdotto, lungi dal determinare un “isolamento” e una allontamento dalla politica, si traducano piuttosto in un impegno politico diffuso che agisce sia a livello locale che globale. E’ il livello nazionale ad essere entrato in crisi. E, a ben vedere, il fenomeno di Grillo ne è una spia significativa. in tutto questo me tengo le mie perplessità su Grillo vissuto come nuovo “uomo della provvidenza”.

22. ilnaufrago - 24 novembre 2007

Beppe Grillo, secondo me, va preso a apprezzato per quello che è: un comico. Un comico bravo. Che ha nasato un buon business, quello dell’antipolitica. Il problema NON è Beppe Grillo, ma risiede proprio nella politica in sè, ormai priva di contenuti reali a affollata di cadreghinisti autoreferenziali. Tra l’altro Beppe Grillo ha il merito di dare al grande pubblico informazioni alle quali sarebbe quasi impossibile accedere. E lo fa in modo divertente e carismatico. Anche in questo caso, il problema NON è Beppe Grillo, ma la qualità dell’informazione in questo paese, scesa a livelli da quarto mondo. Lungi da me l’idea di attribuire a questo comico qualità taumaturgiche, ma non posso non apprezzare il suo lavoro. Comunque mi sembra buona anche l’idea alla base di questo blog, se l’intenzione è onesta. Con un distinguo: la Verità non la conosce nessuno. Non è appannaggio di Beppe Grillo, ma neanche da chi scrive questo blog. Buon weekend a tutti.

23. Chiara Bianchi - 25 novembre 2007

@ globali

Nella sua analisi Giddens ha evocato una visione ideale della trasformazione dei rapporti tra Stato, società e singoli individui, improntata sul desiderio di implicazione delle persone o della società intera nell’impegno politico, ma questo non si traduce in realtà, in quanto la frammentazione del potere ceduto dal “pubblico” sempre più a favore del privato nei processi globalizzati dell’economia, da cui dipende sempre più la politica, non ha permesso un’interazione tra i vari livelli in modo sia orizzontale che verticale. Il livello nazionale è entrato in crisi a causa dei modelli sociali pianificati dagli organismi internazionali e comunitari, che ci sovrastano, così ne risulta una crisi di identità nazionale, ma il corpo sociale è dotato di vita attiva e cerca equilibri interni che si discostano comunque dalle direttive teoriche.
Sono d’accordo con te che Grillo non potrà mai rappresentare l’ “uomo della provvidenza” e credo che le gente e lui stesso siano consapevoli dei suoi limiti.

@ ilnaufrago

Sono d’accordo con te, Grillo va apprezzato per la sua arte. Ma permettimi di essere di diverso avviso sulla tua affermazione riguardo al “buon business dell’antipolitica”, che è un brand che gli hanno affibbiato i giornalisti, per metterlo alla gogna mediatica come un eversivo. La satira politica è stata sempre la sua passione, che ha pagato con un ostracismo cominciato fin dalle prime apparizioni televisive e poi durato per anni, perciò non può essere considerata come un’intuizione “affaristica” del momento. Sono d’accordo anche sulla tua affermazione riguardo alla politica ed all’apprezzamento del lavoro di informazione che Grillo effettua, sia pure sotto una luce divertente, sostituendola a quella “istituzionale”, ormai arrivata alla sua fase di decadenza; infine, concordo con te e con il proprietario (o scrittore?) del blog: non è semplice rintracciare la verità.

24. ilnaufrago - 25 novembre 2007

@ Chiara Bianchi.

Beh, mi sembra che sull’antipolitica (se poi ha senso questa definizione) Grillo ci campi bene. Molti lo attaccano per questo motivo. Riducono cioè il fenomeno-Grillo a un puro fenomeno di marketing. Io no. Questo voleva essere il senso della frase che ho scritto. Non era mia intenzione discernere se Grillo ha scentemente scelto questo target, se lo ha scelto prima o dopo, o se lo ha trovato per caso. Non me ne frega niente. Guarda, forse avrei dovuto scrivere così:” Grillo ha spesso fatto satira politica. Adesso questo filone tira molto. Quindi si è trovato nel posto giusto al momento giusto.” Rimane comunque tutta la mia stima al comico genovese. Ce ne fossero come lui, in questo paese diroccato.
Buona Domenica a tutti!

25. ema - 25 novembre 2007

Quello che spaventa del fenomeno Beppe Grillo è il cambiamento. La maggior parte degli italiani è spaventata da ogni cambiamento: cambiare città, scuola, lavoro… e politici. Grillo (pur con i suoi limiti che in questo blog cercate giustamente di analizzare) è una persona qualunque che, grazie anche ai suoi collaboratori, si informa e cerca di far venir fuori notizie scomode: non ha un curriculum da politico, non ha una laurea, è diplomato in ragioneria, questo è quello che spaventa, che potrebbe essere uno di noi, quindi, in teoria, un potenziale squilibrato. Quello che i politici di oggi ci vendono con vergognose logiche di marketing è solo LA LORO IMMAGINE, cosa che Grillo non fa. La verità è che anche noi siamo spaventati dai cambiamenti repentini, perchè tutti abbiamo paura (e i post di questo blog confermano) che dietro ogni persona si possa nascondere un Mussolini o un Hitler della situazione. Quindi, per paura, scegliamo sempre l’opzione più morbida, muovendoci a passi da paraplegico in un mondo che fa corse da centometrista.

26. Chiara Bianchi - 26 novembre 2007

@ globali

Sono d’accordo con te, Grillo ha sempre fatto satira politica ed anche di costume. In molti hanno tentato di demonizzarlo, ma non ci sono riusciti, però è evidente che i giornalisti stanno scavando nel suo passato per cercare scheletri nell’armadio, proprio come di solito fanno con i politici emergenti. Grillo, se non altro, ha creato un po’ di panico nel mondo politico. Questo non potrà risolvere i problemi dell’Italia, ma servirà a tenere desta l’attenzione della gente.

27. antibeppegrillo - 26 novembre 2007

@ratto83 mi poni tante domande difficili, ma non sfuggirò (almeno questa volta)

1) Si può benissimo dire la verità senza essere originali, solo che facendolo non si ha grande impatto. Se ripeto una cosa che hanno detto molti prima di me, chi mi ascolta si annoia.

2) La televisione trasmette (quasi) solo programmi dementi fatti male, perché, quando prova a trasmettere programmi seri fatti male, la gente cambia canale immediatamente. Il programma demente fatto male è più allegro di quello intelligente fatto male. I programmi intelligenti fatti bene piacciono ai telespettatori, ma sono difficili da produrre, perciò in TV sono perle rare.

3) Geronzi è (scandalosamente) presidente di Medionaca, perchè in Italia contano più le relazioni ed i giochi di potere che le capacità e la moralità.

4) Non sono un medico, perciò ho difficoltà a formulare ipotesi riguardo alla salute di Scaroni. Se invece ti riferisci ad altro, non capisco.

5) La crescita demografica è zero perché l’Italia è un paese in cui si tolgono risorse ai giovani poverissimi e disorganizzati, per dare ai non giovani stutturati in corporazioni, sindacati e gruppi di potere inattaccabili.

6) La sinistra italiana di oggi è costituita da un gruppo vastissimo di bugiardi che raccontano vecchie favole (semi-aggiornate) sulla lotta di classe a chi gli crede, per poter continuare a succhiare risorse da chi lavora per redistribuirle alle vastissima clientele di amici degli amici.
La destra italiana è costituita da un gruppo molto più ristretto di persone, altrettanto bugiarde, le quali ogni tanto dicono cose giuste su quello che sarebbe necessario fare per rendere l’Italia un paese più moderno e liberale e far stare meglio i cittadini. I politici di destra però non fanno quasi nulla, se non curare i propri interessi personali e non osano attaccare i privilegi e le corporazioni.

7) Destra e sinistra in Italia sono entrambe pessime.
In un paese civile Destra e Sinistra dovrebbero alternarsi al governo con missioni diverse: La Destra dovrebbe, principalmente tramite la leva fiscale, favorire le aziende e lo sviluppo economico, consentendo l’aumento della ricchezza nazionale. La Sinistra dovrebbe periodicamente subentrare alla Destra per redistribuire, principalmente tramite la stessa leva fiscale, in maniera più equa le ricchezze prodotte. In Italia però la Destra non favorisce la creazione di ricchezza, perchè non ora toccare corporazioni e gruppi di potere, non osa ridurre la spesa pubblica e non diminuisce la pressione fiscale se non in misura minima. La Sinistra invece non redistribuisce un fico secco. La sinistra aumenta la pressione fiscale, ma non per redistribuire ricchezza alle fasce deboli: i giovani che non riescono nemmeno a riprodursi e sopravvivere come sono in grado di fare persino i topi nelle fogne. No la Sinistra italiana aumenta la pressione fiscale persino sui giovani precari, per consentire ai cinquantenni che hanno già il posto fisso, di andare in pensione più presto che in qualsiasi paese europeo, per poi, in gran parte dei casi, lavorare in nero, con la comoda certezza della pensione baby.

28. Chiara Bianchi - 26 novembre 2007

@ ilnaufrago

scusami, il messaggio precedente è una risposta a quanto avevi affermato, ho sbagliato ad inserire il nome del destinatario.

29. Federico 'Phate' Pistono - 1 dicembre 2007

万歳! Beppe Grillo 日本語を話せる
[…]
Dieci minuti di video, Beppe si lancia con una improbabile pronuncia (non che sappia fare molto meglio eh) a fare un appello ai nostri cugini del sol levante, un appello di speranza divertente sulla nostra e la loro classe politica.

OK, è palese che sta leggendo da dei fogli con le scritte a carattere 45 probabilmente in romaji, ma non è facile per un sessantenne mettersi in gioco e provare ad imparare una nuova lingua, specie se non romanza. Danno del pazzo a me ed ho 21 anni, il farlo con una longevità tripla dimostra la grande apertura mentale, come ha già fatto per la Rete in passato.

Ai tempi di Cervello Beppe spaccava i computer, ora è il primo blogger in Italia e il decimo al mondo. Oggi prova ad imparare il giapponese, domani… è certamente una mossa intelligente. Il giapponese è la prima lingua nel mondo della rete, ci sono più pagine e blog giapponesi che inglese, il che fa comprendere le dimensioni del fenomeno.[…]

30. Maynard - 17 gennaio 2014

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