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Grillo, “Macchine di produzione dei candidati?” MAGARI!!! 15 ottobre 2007

Posted by antibeppegrillo in antipolitica, Beppe Grillo, partiti, Politici.
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Certe volte Beppe Grillo sembra capire poco di politica.

Il suo Post di oggi “Chomsky e le macchine di produzione di candidati” da voce ad un importante professore di Linguistica del prestigioso MIT.

Il problema è che Chomsky descrive una situazione che, purtroppo, non ha assolutamente nulla a che vedere con la situazione italiana:

negli Stati Uniti infatti i partiti politici sono organizzazioni molto snelle, che si riuniscono per scegliere i candidati per le varie elezioni. In Italia invece i partiti politici sono immense e costosissime strutture stabili ramificate sul territorio, che hanno bisogno di enormi fonti di finanziamento. I partiti italiani sono sistemi di potere, spartizione, prelevamento delle risorse pubbliche e collocamento delle persone amiche nei posti chiave.

Grillo magari li avessimo pure noi dei partiti che si limitano a selezionare i candidati! Se li selezionassero, cercherebbero i più votabili, e forse certi inquisiti li lascerebbero a casa.

Grillo da noi i Candidati sono le stesse strutture di Partito permanenti, che selezionano solo se stessi, creando una casta inamovibile che si autoperpetua.

Come fai a combattere la Partitocrazia se non la capisci?

Beppe Grillo, come fai a pensare che I partiti in Italia siano “macchine di produzione di Candidati”?

Grillo in Italia i Partiti Politici sono molto peggio: sono enormi costosissime macchine di occupazione del Potere e soffocamento permanente della società civile!

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Commenti»

1. FIGHISSIMO - 16 ottobre 2007

.. e aggiungerei anche che:
le liste civiche non garantiscono necessiaramente trasparenza e buongoverno! Dove vivo io, da sempre (dal 1980 dove per l’ultima volta si è presentata la DC), per le comunali ci sono le liste civiche visto che in zona si vota preferibilmente per la persona e un partito è solo un simbolo astratto… beh ci credereste? la speculazione edilizia è la normalità, i vari politici che si succedono sono sempre gli stessi, le cose non vanno meglio che nel resto d’italia… Le persone che si candidano girano per i paesi a fare campagna elettorale promettendo cose che poi non si verificano mai! Insomma, sistema diverso, stesso risultato!!!
Bellissima DAMMELA e facciamo una civica insieme!

2. Alessandro S. - 16 ottobre 2007

Non mi hanno mai convinto le liste civiche…
Il problema secondo il mio parere è che molti confondono la politica con l’ideologia, un errore enorme.
Nella vita reale la politica non potrà mai basarsi su qualsiasi tipo di ideologia… La politica non è altro che interesse.
Ora che in italia l’interesse che si persegue è al 99% il proprio è fuor di dubbio. Purtroppo sarà sempre così, è nella natura umana e chiunque (e posso aggiungere me stesso nella lista anche se penso che non ne avrò mai la possibilità) abbia l’opportunità di governare qualsiasi tipo di istituzione, non potrà che fare anche (e sottolineo anche) i propri interessi. Forse nel mondo ci saranno 3 o 4 “eletti” che potrebbero resistere alla tentazione, ma il “potere” riesce a trasformare qualsiasi essere umano.
Quale potrebbe essere la soluzione? Sinceramente non sono molto ottimista a riguardo… L’unica che mi viene in mente potrei riassumerla in poche righe: avere uno Stato che si occupi esclusivemente della legislazione escludendo qualsiasi possibilità di avere interessi economici lasciando l’economia in mano all’iniziativa privata, istituendo un orgnao indipendente di controllo e garanzia della libera concorrenza e che impedisca monopoli di qualsiasi tipo.
Probabilmente anche questa è una visione utopistica e irrealizzabile e quasi sicuramente non impedirebbe ai parlamentari di invadere altri campi ma toglierebbe “appetito” a molti.
Il problema è che in Italia le varie “caste” sono ben radicate nella cultura italiana e difficilmente saranno debellate se non viene inculcato nei giovani il senso sello Stato e di comunità, del rispetto di valori che ormai sembrano pian piano scomparire.
Degli Stati Uniti invidio ben poche cose, una delle quali è il senso dello Stato e il rispetto verso le istituzioni e il rispetto dello Stato per il “contribuente”.
Ora anche lì ci sarà una classe dirigente corrotta, ma se solo un deputato prova ad andare oltre il limite di velocità può dire addio alla propria carriera.
Insomma l’unica speranza sono i giovani, ma in una scuola ed in una società priva di valori la speranza diventa facilmente disperazione… e continuerò ad andare a votare tappandomi il naso…

3. emabardo - 16 ottobre 2007

il link è sbagliato 🙂

Onestamente, non vedo la contraddizione. Chomsky probabilmente si riferisce alla realtà americana, ma la sua affermazione si può applicare anche all’Italia. Anzi, se prendiamo la legge elettorale con cui siamo andati a votare l’anno scorso, il discorso di Chomsky si adatta all’Italia.
Ora, non vorrei fare l’esegeta di Beppe, ma mi pare che il senso era quello di dire che i partiti sono organismi chiusi, in cui le candidature vengono decise a tavolino e in base ai desiderata dell’oligarchia.
Certamente, i politici in italia hanno anche un rapporto estremamente diverso con le realtà “para-statali”, ad esempio, le varie partecipate. O mi sbaglio?

4. Davide - 16 ottobre 2007

oppure puoi emigrare all’estero 🙂

It’s fun, and it’s paying off. Poi ti guardi la politica in tele e ti fai due risate sul commedy show piu’ bello al mondo.

La gag piu’ bella me la sono gustata ieri sera, dopo un ora di metro’:

-Accendo il computer e c’e’ veltroni che dice “… voi che ci osservate, non aspettatevi nei giorni seguenti che noi faremo proposte concrete. Perche’ quello e’ un modo di fare politica vecchio, e noi vogliamo un modo di fare politica nuovo”

Ale!

5. Demostene - 17 ottobre 2007

Premesso che ritengo Chomsky uno dei più grandi scienziati e intellettuali viventi , e che conosco bene il suo pensiero e i suoi scritti sia quelli di linguistica che quelli politici e che condivido per la grandissima parte la sua concezione dei media quali fabbricatori del consenso, per conto di chi li foraggia inevitabilmente; e che conosco e apprezzo tantissimo l’anarcosindacalismo che è alla base della visione chomskyana della politica.

Vorrei chiedere se qualcuno sa in che circostanze e in quali condizioni , e sopratutto a chi e perchè è stata rilasciata questa intervista.

Le risposte di Chomsky, montate in video con immagini di repertorio, sembrano infatti piuttosto generiche o comunque a domande fatte en-passant, in una condizione di confusione e senza dare il tempo al prof di documentarsi sulla situazione italiana.
E infatti nei contenuti le sue risposte sono generiche , parlano in generale della rappresentatività, con chiaro riferimento al modello americano, ma che valgono anche per il nostro.
Rimangono sacrosante le sue considerazioni su come dovrebbe funzionare una certa rappresentatività della politica, e su quanto sia stupida e inutile la periodica scelta delle marionette.
Assieme a queste risposte, per intenderci quelle iniziali in cui parla( o parlerebbe) di Grillo , come viene visto oltreoceano, come un movimento popolare “contro” la politica capitanato da un comico, che viene censurato e accusato di terrorismo, infatti, Chomsky poi fa un discorso sulla rappresentanza politica, sicuramente interessante e intelligente, ma che non sembra legato a una domanda, quantomeno a una domanda che si sente.

La cosa mi puzza

Inoltre, a parte la battuta iniziale sullo scandalo della censura del V-day, e la risibilità dell’accusa di terrorismo, tutto il resto sembra essere la risposta all’ accusa di populismo.
Ora un bravo giornalista dovrebbe sapere che le parole, non hanno dappertutto lo stesso significato, tantoppiù quando si cambia continente.
Per la parola populismo, il significato USA è più o meno quello che si legge nella corrispondente voce di wikipedia ( http://en.wikipedia.org/wiki/Populism#Populism_in_the_United_States_of_America)
mentre il significato che si da in Italia è più quello di demagogia, che quello originario, si può tradurre in inglese come demagogy, o estremizzato in peggio, in “mob rule” o Ochlocracy.

Insomma , non le parole di Chomsky ,ma come sono state presentate e messe li, mi sembrano un abile operazione di PROPAGANDA, messa a segno da chi ha architettato sta cosa.

Perchè dico questo? In parte perchè c’è un precedente: a questo link http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=4087 , si legge un articolo di Barbara d’Amico per “Rivist@” in cui si riporta un altra intervista con il grande Chomsky , sempre “su Grillo”, in cui leggendo però il testo riportato da Barbara d’Amico, si nota subito come le parole su Grillo siano 2 in croce, e generiche, sulla negatività della censura (28 parole in tutto di virgolettato inclusi gli articoli) nel caso di comici e di Grillo in particolare; tutto il resto dell’articolo parla di altro, con frasi di altri, ma il nome che spicca è quello di Chomsky che con 28 parole fa cassetta.

Mi sembra piuttosto strano che siano 2 interviste differenti, sullo stesso tema nello spazio di pochi gg, probabilmente è lo stesso materiale, prodotto in chissà quale circostanza e contesto ad essere riciclato e “spinnato” per fare bottega.
Sarebbe interessante appurare se questa ipotesi è vera o meno.
Sarebbe insomma, la prova della teoria del professore, quella sulle distorsioni mediatiche e sui creatori del consenso.

6. antibeppegrillo - 17 ottobre 2007

Embardo, negli Stati Uniti avviene esattamente l’opposto. In USA i Partiti sono organizzazioni molto aperte che si attivano in occasione delle campagne elettorali. Perciò negli Stati Uniti i candidati hanno bisogno di fondi enormi per farsi conoscere prima di tutto dal proprio partito e conquistare la candidatura. In Italia i partiti sono strutture oligarchiche chiuse, che decidono le candidature internamente e mettono il Paese davanti al fatto compiuto.

7. antibeppegrillo - 17 ottobre 2007

@ Demostene,
grazie per aver fornito, con il tuo commento, un punto di vista molto più interessante e documentato, rispetto al mio Post.

8. nicoletticopiadafailla - 17 ottobre 2007

scusami, antigrillo, ho capito che “in US avviene esattamente l’opposto”. Ma non mi pare una ragione decisiva nel mio discorso, per lo meno. Chomsky è americano e questo vuole dire che molto probabilmente parte dall’esperienza americana per portare avanti il suo argomento. Ma questo non vieta che alcuni elementi dell’analisi di Chomsky (non del sistema partitico americano) si possono ragionevolmente applicare al nostro paese (che poi, più che analisi è una frasetta buttata lì).
In US l’elemento “fondi” è prioritario per poter competere. In italia serve un’altra moneta. Premesso questo, in italia abbiamo avuto tantissime candidature paracadutate, complice anche la legge elettorale.
Mi pare più interessante il discorso di demostene, perché critica a monte il post di Grillo, sostenendo che la citazione di Chomsky serviva più come da specchietto per le allodole che altro (in effetti ho trovato più interessante il resto).

9. Elica - 17 ottobre 2007

Mah!
il fatto è che, ci piaccia o no, non esistono Democrazie Perfette.
Esiste però il controllo democratico. In Italia bisognerebbe iniziare da lì..

10. fighissimo - 20 ottobre 2007

sei troppo lento vecchio, così la gente non viene a vederlo il tuo blog… siamo il 20 e l’ultimo è del 15.. lo so che hai da fare ma d’altronde te la sei scelta te la strada del blog…


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