jump to navigation

La lotta al precariato di Grillo, Travaglio e Prodi è lotta contro i giovani precari 20 settembre 2007

Posted by antibeppegrillo in Beppe Grillo, Italiani, Precari, Precariato, Prodi, Sindacati, Travaglio.
trackback

Davvero Prodi Grillo e Travaglio questo non lo capiscono?

  • Prodi sicuramente lo capisce.
    • Sa benissimo che aumentare i contributi per i giovani precari al fine di consentire ai sindacalizzati di andare in pensione a 57 anni è esattamente quello che sembra: rubare ai giovani (indifesi) più poveri per dare ai meno giovani un po’ più ricchi (difesi dai sindacati).
    • Sa anche benissimo che, in un’economia di mercato globale, gran parte dei giovani precari lavorano a quegli stipendi, perché le aziende che li impiegano quello possono permettersi.
    • Grillo e Travaglio chiedono a Prodi “la lotta al precariato con la riforma della legge 30 era nel programma elettorale dell’Unione”.
    • Prodi lo farebbe oggi stesso, tanto a Prodi interessa solo rimanere attaccato alla poltrona, ma non lo fa perché non può.
    • Prodi capisce. Prodi sa benissimo che, eliminando il precariato,
      • eliminerebbe il posto di lavoro di gran parte dei precari.
      • La disoccupazione tornerebbe ai livelli di dieci anni fa.
      • Una miriade di piccole aziende non potrebbe più stare sul mercato.
      • Ciò farebbe diminuire pure il gettito fiscale e…
      • farebbe crollare la poltrona cui Prodi è incollato.
  • Travaglio finge di non capirlo, ma non è certo un ingenuo.
    • Forse il cipriame ideologico veterosindacalista ancora lo confonde. Non saprei.
    • Però… leggendo la sua prefazione al libro “Volevo solo vendere la pizza” sembra abbia capito qualcosa sui danni che il veterosindacalismo arreca a chiunque in questo paese cerchi di lavorare.
  • Grillo no.
    • Lui è onesto e sincero.
    • Non capisce che colpire il precariato vuol dire colpire i giovani precari che lui vorrebbe difendere.
    • Grillo vagheggia un mondo bucolico in cui:
      • le caprette brucano l’erba verde smeraldo,
      • l’energia viene dal sole,
      • le macchine non servono e se servono vanno ad idrogeno preso gratis dall’acqua,
      • i treni non servono e se servono sono invisibili e non producono rumore per non rovinare l’ambiente delle valli che attraversano.
      • Figuriamoci se in un mondo così perfetto le piccole aziende non possono permettersi di raddoppiare il proprio costo del lavoro.
      • In questo mondo perfetto gli straricchi piccoli imprenditori italiani (quelli ancora imperfetti) rinunceranno alle loro 3 Ferrari, allo Yacht ed all’aereo privato; potranno così tranquillamente
        • tirar fuori i soldi necessari a far vivere bene i loro giovani dipendenti, e pagare per conto loro tutte le giuste tasse ed i contributi del 33%, senza uscire fuori mercato nei confronti dei concorrenti esteri e senza aumentare i prezzi ai consumatori italiani.
        • Anzi, rinunceranno pure alla villa alle Maldive e pagheranno tutte le loro di tasse, che oggi malignamente evadono.

Viva Grillo, viva l’Italia perfetta, viva il mondo perfetto!

Annunci

Commenti»

1. redprimrose - 20 settembre 2007

“[…] perché le aziende che li impiegano quello possono permettersi.” Ma davvero credi una cosa del genere? Pensi che le aziende non possano permettersi di pagare di più? Per me le aziende hanno come obiettivo il massimo del profitto possibile e se ne fregano se chi lavora per loro a mala pena arriva al fantomatico fine-mese con lo stipendio, o salario… Ciao

2. Antigrillo - 20 settembre 2007

redprimerose, certo che le aziende hanno il massimo del profitto possibile come obiettivo, ma bisogna domandarsi in che misura oggi riescano a raggiungere questo obiettivo e quindi quante risorse potrebbero redistribuire.

In effetti sono stato impreciso. Parlare delle aziende in generale è un fuorviante. Ci sono aziende in diverse situazioni. Sicuramente alcune potrebbero permettersi di pagare di più, ma, purtroppo, la maggior parte no.

Prendiamo ad esempio le aziende quotate in borsa che hanno bilanci certificati e verificati meglio e che in genere non nascondono i profitti, ma al contrario, li sovrastimano (vedi Parmalat…).

Queste aziende, quando hanno profitti vicino al 6% rispetto al fatturato, si considerano ben gestite. Queste aziende hanno in media spese per il personale intorno al 25% del fatturato. Capisci bene che se queste aziende vedessero il proprio costo del personale raddoppiare, si troverebbero istantaneamente in crisi mortale.

Ma non sono le grandi aziende ad impiegare massicciamente i precari. Sono le piccole aziende (e lo Stato) a farlo.

Io ritengo che, purtroppo, le piccole aziende italiane non siano forti o sane come le grandi. Figuriamoci se esse potrebbero sostenere un raddoppio delle spese per il personale.

Semplicemente la maggior parte non ce la farebbe e sarebbe un dramma per tutti.

3. fabrizio orlando - 20 settembre 2007

facile difendere l’interesse dei forti….. l’antigrillo!! ma non avevi niente da fare?

4. Antigrillo - 20 settembre 2007

L’interesse dei forti lo difende chi toglie soldi ai precari, privi di rappresentanza, per consentire ai sindacalizzati di andare in pensione prima che in qualsiasi altro paese europeo.

Perché non rispondi alle argomentazioni, invece di utilizzare frasi fatte da veterosindacalista? Non capisci che se chiude la Web Agency con 4 ragazzi che ci lavorano dentro, ci ritroviamo solo 5 disoccupati in più?

Chi pensi che li possa assumere questi ragazzi che oggi hanno contratti precari? La Fiat? Ma la Fiat non ha precari. Chi gli da lavoro precario sono piccole aziendine che, nella maggior parte dei casi, i soldi che servirebbero semplicemente non li hanno. Non si può tirar fuori sangue dalle rape, purtroppo.

5. matteo maratea - 20 settembre 2007

Scusi, ma Lei che lavoro fa?
E’ sposato?
Ha dei figli?
Ha un mutuo da pagare per altri 29 anni?

6. fabrizio orlando - 20 settembre 2007

Sono per il dibattito, anzi mi scuso per averti un pò aggredito. penso che hai ragione in parte sul discorso del precariato: mi sembra un pò come scegliere il male minore, cioè visto che siamo tutti disoccupati, tanto vale dare spazio al lavoro precario. non so, non sono uno che ha soluzioni su tutto. però mi sembra un pò brutto utilizzare il nome di antigrillo per esprimere le tue idee (liberissimo di farlo, e di dire tutto quello che credi). Perché dov’essere contro grillo? nemmeno io sono d’accordo con tutto quello che dice, ma mi sembra che abbia fatto CONCRETAMTENTE alcune ottime cose. i punti del v-day io li ho firmati ad esempio. come si fa ad essere contro quelli? ciao

7. Antigrillo - 20 settembre 2007

Fabrizio, nessun problema, sono temi molto sensibili e coinvolgenti. E purtroppo le soluzioni semplicistiche di Grillo sono affascinanti, ma spesso sbagliate.

La protesta di Grillo è meritoria. Fa benissimo a sollevare i problemi di cui tratta, ma non deve farsi costringere dai Politici ad essere propositivo. Non è affatto un suo dovere.

Per quanto riguarda i tre punti, per come sono espressi, sono d’accordo al 100% solo con quello relativo alle preferenze. Di questi punti avremo tempo di parlare con calma.

8. Antigrillo - 20 settembre 2007

Matteo, quello di valutare le argomentazioni sulla base della persona che le ha espresse è un errore logico ed impedisce la discussione: http://it.wikipedia.org/wiki/Ad_hominem

In ogni caso sono impiegato, sposato, con 3 figli molto piccoli e senza mutuo. Ti assicuro che se qualche normativa mettesse in crisi la piccola azienda dove lavoro, avrei problemi seri.

9. doctorjypo - 20 settembre 2007

Le cose che dici seguono un filo logico, ma la conclusione a cui giungi è sinceramente allarmante. Dire che se molti giovani sono precari, la precarietà non va toccata mi sembra, se permetti, una cazzata. Le soluzioni proposte da Grillo sono spesso iniziative che in altri paesi hanno già preso piede, non è niente di nuovo. Qui non si tratta di trovare una soluzione a tutto subito. Si tratta di iniziare un circolo virtuoso. Certo che se togli di netto il precariato non hai concluso niente! Devi favorire le aziende ad assumere. Chi lo può fare? Lo Stato, con agevolazioni che tendano a favorire le aziende che lo fanno e che creano lavoro e non speculazione finanziaria fine a sè stessa. Il solare non ci darà tutto subito! Neanche tutte le altre rinnovabili! Ma certo, questo è un dato di fatto! Ma è un passo. Un passo in una direzione importante, che hanno fatto tutti da anni, ANNI! Altro che nucleare ed inceneritore. Quando hanno trovato il petrolio 100 anni fa facevano un buco ed usciva fuori, in pressione a costo zero. Adesso, dopo 100 anni di mercato attorno a questo tipo di prodotto, si fanno piattaforme in mezzo agli oceani e lo si va a prelevare economicamente sotto migliaia di metri sott’acqua.
Ed è proprio questo il punto: nessuno cerca un santo. Non si può pretendere che tutto sia come l’acqua: semplicissima ed indispensabile. Ci sono gli investimenti, c’è la ricerca. C’è un passo dopo l’altro.

Grillo smuove le persone su argomenti che toccano tutti, ma non è iniziatore di niente, è solo un megafono del mancontento: parla di energia, informazione, ambiente… con cognizione di causa, informandosi. C’è gente con i controcazzi dietro a Grillo, avvocati, scienziati, economisti che fanno questo di lavoro. Grillo non è un tuttologo è un megafono e basta. Parla di cose di cui non si parla più, sa comunicare. La gente comune parla di Lost o di Una mamma per amica. La classe politica parla del tesoretto…

10. flyover - 20 settembre 2007

Il precariato come la mobilità è una sacro-santa espressione delle leggi dell’economia. Ma in Italia il precariato non funziona a livello culturale, o meglio, sub-culturale, un sostrato etico che porta l’Italiano medio a non avere fiducia nel futuro ed a restare in casa fino a 30anni. Una cultura radicata e, mi spiace dirlo essendo di origini meridionali, di fatalismo e rassegnazione.
Se noi giovani avessimo le palle di uscire tutti a 18 anni, di avere il coraggio di seguire i migliori lavori in giro per il mondo, con un’appropriata conoscenza delle lingue, il mercato globale assumerebbe un significato opportunistico e non solo concorrenziale.
Il primo punto di cui bisogna accorgersi è che l’Italia non esiste più. Un paese che di fa scherno di città d’arte e prodotti tipici, è per me scomparsa. Non abbiamo iniziativa, in media parlando, abbiamo talento sprecato. Abbiamo un sistema politico vecchio, conservatore e del CAZZO. Tutto quanto.

Per quanto riguarda Grillo, beh, smuove il popolo idiota, fa ridere gli altri. Sollevare problemi è per me sempre populismo. La gente cosciente li conosce, e ride della comicitò e della satira. GLi idioti inneggiano e vanno al V day per combattere un sistema corrotto.

A presto

11. fabrizio orlando - 21 settembre 2007

molto d’accordo con doctorjipo e anche con flyover. ci sarrebbero tanti problemi da risolvere. ma non è grillo il risolutore di problemi, nè tutta la gente che ne suo blog parla di rivoluzione. non credo nelle rivoluzioni. credo solo nel fatto che la gente possa automigliorarsi. probabilmente l’italia ha la classe politica e i problemi che si merita. credo che grillo questo lo sappia, e sa anche che non è un risolutore di problemi, ma appunto un megafono dei problemi, un satiro, e nel fare questo è geniale secondo me. ma se veramente provasse a fare il guru sbaglierebbe di grosso, attirerebbe solo la gente che pensa che è sfigata per colpa del governo ladro, gente che pensando così non potrà mai automigliorarsi.

12. gianni - 21 settembre 2007

la questione del precariato è complessa. Credo che il governo idealmente dovrebbe seriamente pianificare l’abolizione della legge 30. Aver alzato le aliquote per finanziale le pensione dei lavoratori dipendenti è scandaloso. Le aziende ed i lavoratori hanno bisogno di flessibilità per poter competere a livello internazionale. Per trovare un esempio pratico di modello propongo a Bebbe di analizzare non gli USA che sono troppo diversi da noi, ma il Regno unito che in questi ultimi anni (con un governo di sinistra) hanno avuto un enorme boom economico.Come funziona. Si usano i freelance e consulenti pagati meglio dei dipendenti. Si assume dal giorno 1 con un normale contratto a tempo indeterminato, superato il periodo di prova, l’azienda ha la facoltà di licenziare liberamente nei primi 2 anni, con un semplice mese di preavviso. Dopo il licenziamento non è un tabù assoluto, ma deve essere giustitificato. Mi sembra un sistema equilibrato per tutti che ha dato ottimi risultati.

13. arwenh - 21 settembre 2007

se diminuissero le tasse sui lavoratori, se ci fosse la possibilita’ di licenziare senza incorrere nelle cause sindacali per esubero di lavoratori, se i precari fossero tassati alle aziende, allora verremmo tutti assunti a determinato o indeterminato. con regolare contratto.
ma visto che le pmi non possono permettersi di assumere indeterminati e poi tenerli quando l’azienda e’ in attive acque (alti e bassi dell’economia.. per le pmi e’ regola di sti tempi), assumono precari, che se non sevrono non gli rinnovi il contratto.

serve un cambiamento globale del mercato del lavoro, la legge 30 serve per evitare che i precari stiano a spasso

14. Sergio - 21 settembre 2007

Ciao, mi rifaccio a quanto descritto nella legge citata ovvero:

Siamo contrari ai contenuti della legge 30… Per noi la forma normale di occupazione è il lavoro a tempo indeterminato, perché riteniamo che tutte le persone devono potersi costruirsi una prospettiva di vita e di lavoro serena” (161-162).

Ebbene la mia azienda (Vodafone) da qualche giorno ha intrapreso una strategia sul piano industriale e sta cercando di esternalizzare 914 dipendenti. Cio significa che i dipendenti assunti regolarmente con contratto a tempo indeterminato passeranno ad altra azienda per chissa quanto tempo. L’indeterminato diventa precarizzato, tutto questo e’ possibile? Noi lotteremo fino alla fine per impedire che centinaia di famiglie oggi abbiano la prospettiva e la serenita di vita distrutta.

UNITEVI A NOI!!!
http://vodafonepeople.blogspot.com/

Sergio

15. redog - 11 gennaio 2009

Ma quanti anni hai, 10????
Grande Grillo, grande MONTANARI!
Vaffanculo al precariato

16. Precario45enne - 25 novembre 2010

Secondo me ti sei fumato qualcosa che arriva da Marte….

17. Antibeppegrillo - 26 novembre 2010

Secondo me molti di voi vedono quello che gli succede intorno:

1) Aziende che chiudono e lavoratori che perdono il posto.

2) Aziende straniere certo non vengono da noi. Addirittura Amazon “apre in Italia” … assumendo a Londra.

Ma come fate a non capire che la legislazione italiana sul lavoro ha l’effetto di spostare il lavoro fuori dall’Italia? Non solo in Cina, ma anche a Londra!

Chi lavora per lo Stato o per qualche monopolista parastatale il problema non lo vede. Chi lavora per aziende che devono stare sul mercato dovrebbe richiedere con forza una legislazione favorevole a queste aziende, prima che esse chiudano o vadano all’estero.

Precario45enne, non temi che, se la tua azienda fosse obbligata ad assumere tutti i precari cui da lavoro, rischieresti di trasformarti rapidamente in “Disoccupato45enne”?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: